Articolo pubblicato su FR MAGAZINE | Luglio – Agosto 2021 |
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I miliardi messi in cassa con il Covid potrebbero quanto prima tornare nelle tasche degli azionisti con la distribuzione di dividendi o con piani di riacquisto di azioni proprie
David Kostin, strategist di Goldman Sachs
“Bonanza”. È così che David Kostin, strategist di Goldman Sachs, ha definito il ritorno in auge dei buyback, ovvero dei riacquisti di azioni proprie da parte delle società che, così facendo, sostengono i corsi azionari e, riducendo il numero dei titoli in circolazione, aumentano gli utili per azione.
Si tratta di uno strumento di retribuzione degli azionisti particolarmente apprezzato dalle società perché, a differenza dei dividendi, i programmi di buyback possono essere facilmente adattati allo scenario di mercato. Solo negli Usa, considerando le società dell’S&P500, i piani di buyback hanno raggiunto i 567 miliardi di dollari a metà giugno, più di tutto il 2020 (537 miliardi) e con il “kick off” più rapido degli ultimi 22 anni, grazie al traino del settore tecnologico (che rappresenta il 31,6% dei piani presentati), finanziario (il 20%) e sanitario (l’11,4%).
E il trend dovrebbe mantenersi saldo per tutto l’anno. Kostin stima per il 2021 un aumento del 35% dei piani di riacquisto di azioni proprie a 726 miliardi, mentre per il 2022 l’incremento dovrebbe attestarsi intorno al 5 per cento. Ad alimentare la “bonanza” sono essenzialmente due fattori: il capitale in eccesso detenuto nei forzieri (secondo i dati di Bloomberg Intelligence le società dell’S&P 500 vantano 2.700 miliardi di cash a bilancio) e il sentiment positivo sulle performance finanziarie.
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Nel secondo trimestre 2026 i riacquisti di azioni proprie crescono del 26,8% annuo, sostenuti dalla redditività del tech e dalla capacità delle società di finanziare gli investimenti nell’intelligenza artificiale. I dividendi salgono del 7,3% su base sottostante, mentre in Italia le distribuzioni raggiungono 17,5 miliardi
I mercati scommettono su una stretta di 25 punti base. E per gli asset manager, il dot plot segnalerà un orientamento verso tassi più alti. Le conseguenze per gli investitori
Secondo gli Institutional Investor Indicators di State Street, agosto conferma uno scenario favorevole agli asset rischiosi. Tech sempre in testa, mentre prosegue la rotazione dal reddito fisso verso la liquidità
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Dopo il +76% del 2025, in otto mesi il settore ha quasi doppiato la performance dell’azionario europeo. A sostenere la tesi rialzista redditività, capitale e distribuzioni agli azionisti sostengono la tesi rialzista. “Ma attenzione anche alle valutazioni”
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Il cio della casa vede una crescita globale ancora resiliente ma un contesto più esposto a shock. Prudenza sulla parte lunga dei governativi, selettività nel credito e nell’azionario i driver. In Italia tornano centrali i rischi fiscali e politici
Secondo McKinsey e World Economic Forum il settore potrebbe crescere da 630 miliardi di dollari nel 2023 a 1.800 miliardi entro il 2035. Per WisdomTree la riduzione dei costi di lancio sta aprendo la strada a una nuova economia orbitale, mentre GAM vede opportunità anche in Europa
Nel secondo trimestre, le distribuzioni agli azionisti raggiungono il record di 881 miliardi di dollari (+8%). Ruolo trainante per l’Europa, mentre gli emergenti cavalcano il ciclo delle materie prime. Ma le vere regine dei payout sono le big tech. Il report di Vanguard
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