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Un dialogo con Andrea Baron, managing director di MFS Investment Management, su come interpretare mercati che si muovono sui massimi nonostante i dubbi su intensità e durata della crescita post-pandemia. “Fondamentale restare investiti con focus sulla gestione del rischio”, afferma
Euforia da criptovalute e SPAC, volumi ai massimi per il trading online, casi di grande risonanza mediatica che hanno mostrato l’influenza dei social network sui listini rappresentano, secondo Andrea Baron, managing director di MFS Investment Management, segnali di speculazione indicativi di un pericoloso atteggiamento più concentrato sulla paura di perdere occasioni di rapido guadagno piuttosto che su una sana pianificazione finanziaria di lungo periodo. Un approccio reso ancora più pericoloso da mercati che muovono sui massimi e che, sottolinea, dimostrano di avere già prezzato il potenziale di crescita contenuto negli enormi stimoli monetari e soprattutto fiscali introdotti da autorità e governi a livello globale.
“Analizzando tutte le principali metriche, come price/earnings, price/sales e price/book value è possibile notare come le valutazioni sul mercato statunitense siano sempre più care, spinte da un atteggiamento risk on da parte degli investitori”, afferma Baron.

“La cornice economica”, prosegue, “non giustifica pienamente questi dati, dal momento che politica monetaria e fiscale hanno di certo scongiurato una profonda crisi e stanno producendo quel rimbalzo atteso per il 2021, ma non possono fornire certezza sugli andamenti a partire dal 2022 in poi”. Il manager indica in particolare un grafico in grado di rappresentare sinteticamente questo stato di cose.

“La distanza tra listini azionari e utili aziendali è notevole; questo gap dovrà necessariamente ridursi nel tempo e non è detto che a muoversi saranno gli utili”. Ad accompagnare una rotazione settoriale già in atto potrebbero essere dunque correzioni di varia entità, nonché un aumento della dispersione dei rendimenti nei singoli mercati. “Fondamentale restare investiti”, puntualizza però Baron citando la profondità delle conferme statistiche a riguardo, “ma fortissimo focus sulla gestione del rischio”. Una fase surriscaldata dei mercati, dunque, in cui pianificazione, orientamento al lungo periodo e gestione attiva potranno fare la differenza, nella view del managing director di MFS IM.
“Il tempo”, l’elemento in cui le forze primarie sono in grado di dispiegarsi, “è la variabile più importante”, completa, mostrando conseguentemente una minore preoccupazione per il movimento al rialzo dell’inflazione, in particolare negli USA, contrastata “da forze secolari”. Demografia e digitalizzazione, a cui si aggiunge l’impennata dello stock di debito, sono spinte deflazionistiche sufficienti perché la previsione circa il posizionamento sui tassi di interesse segni stabilmente valori vicini ai minimi.
Pianificare un futuro sostenibile
Guardando al futuro dell’asset management, e più in generale dell’economia, Baron richiama la storia e la cultura aziendale di MFS IM, fondata, riporta, “sul concetto di allineamento a lungo termine tanto con gli investitori quanto con le società in cui decidiamo di investire”. Un rapporto sempre più caratterizzato dalla spinta alla sostenibilità. Anche in questo caso un traguardo da raggiungere grazie ad un legame fiduciario da coltivare negli anni. “Il tempo medio di permanenza di un titolo nei nostri portafogli è tra i più alti del settore a riconferma che nel momento in cui decidiamo di investire abbiamo una forte convinzione sul futuro dell’azienda e attiviamo un reale engagament in cui i fattori ESG hanno assunto, e assumeranno sempre di più, un ruolo centrale”, conclude Baron sottolineando come un’impresa vada ben oltre il modello finanziario.
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