Inflazione e prospettive economiche lasciano a Lagarde ampio margine di manovra. I mercati scontano un’altra sforbiciata entro fine anno, ma per gli economisti non ci sarà
La riunione post ferie della Banca centrale europea arriva nel bel mezzo della crisi francese, ma difficilmente riserverà sorprese o offrirà spunti di rilievo. I mercati sono infatti convinti che oltre a non tagliare i tassi, Christine Lagarde non si sbilancerà sul futuro, lasciandosi aperta ogni possibilità. Secondo gli analisti, neanche le proiezioni trimestrali dell’Eurotower daranno indicazioni di rilievo, dal momento che i dati non dovrebbero discostarsi molto da quelli di giugno. Ne deriva che sui prossimi mesi le previsioni degli investitori sono discordi, con chi si aspetta un’ultima sforbiciata prima della fine dell’anno e chi invece vede il ciclo di allentamento al capolinea.
Secondo un sondaggio Reuters condotto a inizio mese tra 69 economisti, ben 40 si aspettano che la BCE manterrà fermo al 2% il costo del denaro quest’anno, mentre una lieve maggioranza (33 su 58) vede il tasso di rifermento al 2% o più su entro la fine del 2026. D’altra parte l’inflazione, nonostante in agosto sia salita leggermente al 2,1%, rimane salda intono all’obiettivo e le medie dei sondaggi suggeriscono che si manterrà su questi livelli almeno fino al 2028. Quanto alla crescita, la stima è che si attesterà all’1,2% quest’anno e all’1,1% il prossimo, per poi accelerare all’1,4% nel 2027. I mercati swap, invece, offrono un’altra view e prezzano un tasso di circa l’1,8% per dicembre, indicando quindi una buona probabilità di un’ultima mossa prima di Natale.
Allentamento al capolinea
Konstantin Veit, portfolio manager European Rates di Pimco
Per Konstantin Veit, portfolio manager di Pimco, Francoforte non ha motivo di modificare la politica monetaria in questa fase, visti i prezzi in accordo con l’obiettivo, la crescita in linea con il trend e il Dfr al punto medio di un intervallo neutrale. “La BCE vorrà preservare il margine di manovra della politica convenzionale e mirerà a ridurre al minimo il rischio di dover invertire la rotta poco dopo aver raggiunto il tasso terminale”, osserva. Facendo notare che anche la valutazione della strategia per il 2025 offre un ulteriore spazio di azione, suggerendo una tolleranza leggermente superiore ad eventuali piccole deviazioni dell’inflazione dal target in entrambe le direzioni. “Concordiamo con quanto prezzato dal mercato nel ritenere probabile un ulteriore allentamento, al fine di proteggere la proiezione ‘in linea con l’obiettivo’ del 2% per il 2027, ma riteniamo più plausibile che il ciclo di tagli sia già concluso”, afferma.
Annalisa Piazza, fixed income research analyst di MFS IM
Per Annalisa Piazza, fixed income research analyst di Mfs Investment Management, un’altra sforbiciata entro la fine dell’anno costituisce invece un’eventualità non trascurabile, soprattutto se la crescita dovesse registrare un calo nel secondo semestre del 2025 a causa dell’incertezza commerciale. “Sussistono ancora alcuni segnali a favore di un ulteriore taglio a dicembre. Anche se la crescita del Pil potrebbe superare leggermente i livelli potenziali, il Consiglio direttivo potrebbe prendere in considerazione un altra riduzione dei tassi se l’inflazione dovesse avvicinarsi al suo obiettivo, la crescita salariale stabilizzarsi e i rischi al ribasso persistere nel medio termine”, sostiene.
Ulrike Kastens, european economist di DWS
Dello stesso parere Ulrike Kastens, senior economist di Dws, che conferma la sua previsione di un ulteriore riduzione del costo del denaro. “Poiché i rischi per l’economia restano orientati al ribasso e le opinioni divergono sia sui rischi al rialzo dell’inflazione sia sulla possibilità che questa scenda sotto il target, la conferenza stampa dovrebbe mantenere un tono piuttosto neutrale, evitando impegni specifici di politica monetaria”, chiarisce però l’esperta, secondo cui dalle proiezioni di Francoforte non emergeranno cambiamenti sostanziali, ma piuttosto aggiustamenti tecnici alle stime di Pil per il 2025. “Oltre all’inflazione, la conferenza stampa si soffermerà anche sugli sviluppi politici in Francia, rispetto ai quali la BCE preciserà con ogni probabilità che si tratta di una questione di competenza del governo francese”, aggiunge.
Fase laterale
Michael Krautzberger, global cio fixed income di Allianz Global Investors, è invece convinto che le proiezioni economiche mostreranno una lieve revisione al rialzo della crescita nel breve termine, grazie a dati migliori del previsto e all’accordo commerciale Usa-Ue. Tuttavia, precisa, le incertezze restano. “L’Eurotower probabilmente sottolineerà che l’attuale orientamento di politica monetaria resta appropriato, con una soglia elevata per eventuali cambiamenti: ci troviamo dunque in una fase laterale”, spiega. Nell’attuale contesto macro e di policy, sul mercato valutario l’esperto ritiene quindi favorevole l’esposizione all’euro rispetto al dollaro Usa. E privilegia, a livello globale, un tema strategico di yield curve steepeners nei portafogli.
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