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Dopo un inizio di anno sotto la stella dei titoli Value, ora i gestori notano un indebolimento del trend. Il focus si sposta sull’American Jobs Plan e sulla spinta al settore infrastrutturale ed energetico
Questa settimana – venerdì 30 aprile – negli Stati Uniti cade la ricorrenza dei primi cento giorni di Joe Biden alla Casa Bianca (il mandato è iniziato ufficialmente lo scorso 20 gennaio). Mentre il presidente della prima economia globale è ancora alle prese con le misure sanitare ed economiche che dovrebbero tirar fuori il paese dall’emergenza sanitaria prima, ed economica poi, a Wall Street la pandemia sembra un ricordo.
A un anno dai minimi fatti segnare dai mercati azionari dopo lo scoppio del Covid19, i listini statunitensi mettono a segno rialzi che arrivano a tre cifre. Sulla scorta dei vari piani di stimolo varati da Biden nelle primissime settimane di presidenza, i listini hanno esteso i guadagni raggiungendo nuovi massimi storici: il record spetta all’indice Russell 3000, che rispetto ai minimi di marzo 2020 fa segnare un guadagno di circa il 135%. Alle sue spalle il Nasdaq con un balzo a +94% e infine il Dow Jones con un +80%.
“Il 46° Presidente degli Stati Uniti si è mosso velocemente su tutta la linea. I mercati si aspettavano un massiccio piano di stimolo per circa mille miliardi di dollari. Invece, sono rimasti sorpresi quando Biden è riuscito a convincere i democratici ad accettare un pacchetto da 1.900 miliardi di dollari (pacchetto poi rapidamente approvato dal Congresso il 10 marzo scorso)”, osserva Christophe Foliot, co-head of equities di Edmond de Rothschild Asset Management.
La rivincita delle azioni Value
Nei primi mesi della pandemia gli investitori hanno premiato i titoli del settore tecnologico, le così dette “stay-at-home stocks”, mentre al contrario, verso la fine dell’anno si è andato configurando uno scenario reflazionistico che ha premiato i titoli più legati al ciclo economico.

“Dall’inizio di aprile sembra che questo trend si stia affievolendo”, nota Enguerrand Artaz, gestore di La Financiere de l’Echiquier. “Dopo cinque mesi di sovraperformance – aggiunge –, le valorizzazioni dei titoli ciclici sono di gran lunga superiori alla media dell’ultimo ciclo. La maggior parte dei principali indici mondiali ha raggiunto livelli elevati considerando anche il p/e corretto per il ciclo e gli indicatori del sentiment hanno raggiunto massimi che non si toccavano da anni ormai, così come gli indicatori macroeconomici”.
Fra i prodotti più performanti nei primi mesi della presidenza Biden, la tabella Morningstar ne riporta diversi focalizzati sulla categoria dei ciclici, ma non solo. Nella tavola sono riportati quei fondi che si distinguono per un approccio Blend, agnostico rispetto allo stile di valutazione di un titolo. I risultati su un mercato fortemente direzionale come quello Usa sono soddisfacenti anche nel medio periodo, con i fondi che mantengono la performance a due cifre anche su un orizzonte di tre e cinque anni, anche correggendo le metriche per la volatilità (Sharpe ratio).
Opportunità nelle infrastrutture
Dopo la corsa delle azioni Value sembra che ora, sotto la spinta dell’ambizioso American Jobs Plan – un vasto disegno di legge sulle infrastrutture voluto dal presidente – i riflettori si possano accendere sulle aziende legate alle infrastrutture di rete, alle utilities.
“Il piano vale più di duemila miliardi di dollari ed equivale al 10% del pil attuale del Paese”, commenta Pascal Dudle, head of listed impact di Vontobel, che aggiunge: “Per approfittare delle opportunità che si presentano, gli investitori devono guardare oltre le ovvie soluzioni eoliche e solari e considerare le opportunità in aree come le infrastrutture di energia pulita, le industrie efficienti nell’uso delle risorse, il trasporto a basse emissioni, le tecnologie di costruzione e l’acqua pulita. Esempi di aziende sono Hannon Armstrong, Itron, Trane Technologies e Quanta Services per nominarne alcune”.
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