Treasury Usa, Tentori (Axa Im): “La salita dei rendimenti può continuare”
Per l’esperto un aumento dei rendimenti obbligazionari non desta preoccupazioni per la politica monetaria né preoccupa la dinamica dei prezzi. Ecco perché
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Il super piano di stimoli fiscali da 1.900 miliardi di dollari voluto dal nuovo presidente Joe Biden ha superato l’esame del Congresso. Il programma prevede tra l’altro sussidi di 300 dollari a settimana estesi fino al 6 settembre per chi ha perso il lavoro e un assegno una tantum di 1.400 dollari per centinaia di milioni di americani, nuovi fondi per il programma vaccinale, e risorse aggiuntive contro la disoccupazione.
“L’approvazione del super stimolo americano è certamente una vittoria per Biden: un piano enorme (più del doppio di quello di Obama dieci anni fa, poco meno di quello di Trump varato lo scorso anno in una fase di maggiore emergenza economica) approvato in soli due mesi; senza fratture all’interno del partito democratico”, commenta Paolo Magri, vice presidente esecutivo dell’Istituto per gli studi di politica internazionale (Ispi).
È una buona notizia anche per il testo del mondo? “Una forte ripresa economica americana aiuta certo tutti: se fosse però troppo forte, o troppo diversa dalla nostra e confermasse i rischi di inflazione che alcuni già segnalano, la festa potrebbe guastarsi. La crescita dei tassi americani sarebbe inevitabile e le incertezze sui mercati e per molti emergenti potrebbero accrescersi dopo la prova generale dei giorni scorsi”, aggiunge l’esperto.
Il piano fiscale di Biden “aumenterà il pil americano fra il 5 e il 6% in tre anni”, secondo Gerry Rice, il portavoce del Fmi. Nel piano vediamo un “potenziale significativo effetto” sulla crescita mondiale, ma “non bisogna abbassare la guardia su potenziali rischi, quali una stretta delle condizioni finanziarie”, mette in evidenza Rice invitando le banche centrali a continuare a comunicare in modo chiaro.

“Se si considera quella che potremmo definire liquidità libera – ovvero la nuova liquidità non assorbita dall’economia (la crescita dell’offerta di moneta al netto della crescita del pil), quindi disponibile per essere investita in asset finanziari –, si può facilmente comprendere il pil per cui i mercati azionari hanno riportato solide performance dopo marzo dell’anno scorso, per non parlare dei bitcoin e di altri asset più di moda. Naturalmente, a questo quadro di liquidità si sono aggiunti e si aggiungeranno i diversi pacchetti di stimolo fiscale, nonché le speranze di una riapertura dell’economia quest’anno, tutti elementi che hanno ovviamente reso gli investitori molto ottimisti”, sostiene Didier Saint-Georges, membro del comitato strategico di investimento di Carmignac.
L’esperto dice che a differenza di quanto registrato nel 2016 dopo la vittoria alle presidenziali americane di Donald Trump, oggi “vediamo un calo della fiducia delle piccole e medie imprese statunitensi, perché queste società ritengono che il piano Biden non porterà a un aumento della domanda in modo sostenibile. Una maggiore regolamentazione e un aumento della pressione fiscale sono indubbiamente fonte di preoccupazione”.
Quindi bisogna ammettere che oggi c’è una possibilità concreta di un cambiamento di regime per i mercati, guidato da tassi d’interesse più alti, a loro volta trainati da una maggiore inflazione.
In questo contesto, quali sono le ipotesi ragionevolmente più affidabili su cui basare la costruzione di un portafoglio?
“I mercati sono oggi tecnicamente fragili, quindi abbiamo ridotto il rischio di mercato nella maggior parte dei nostri fondi. Ad oggi, l’esposizione azionaria di Carmignac Patrimoine, Carmignac Portfolio Patrimoine Europe e Carmignac Portolio Emerging Patrimoine è rispettivamente del 37%, 27% e 32%. Naturalmente, questi livelli continueranno ad essere gestiti in modo attivo”, chiosa Saint-Georges. “Dal punto di vista strategico, continuiamo a privilegiare un approccio barbell, cioè a bilanciere, posizionandoci per un eventuale inizio di un cambiamento di regime tramite una duration modificata pari a zero o negativa sul debito pubblico statunitense, partecipazioni molto selettive nell’universo del credito, contando soprattutto sulla generazione di alpha e sugli attori della ripresa economica sul fronte azionario. A fronte di tutto questo, continuiamo a mantenere un’ampia posizione in titoli con una elevata visibilità sulla crescita degli utili, alcuni dei quali si trovano oggi in Cina”.

Andrea Delitala, head of euro multi-asset, e Marco Piersimoni, senior investment manager di Pictet Asset Management, osservano che se da un lato verrà sostenuta la crescita, dall’altro un impatto significativo verrà registrato anche a livello di inflazione, quantomeno ‘locale’, ovvero negli Usa.
“Così, dalla paura di un fiscal cliff (vuoto d’aria fiscale) di cui si parlava qualche mese fa a causa della fine del pacchetto fiscale implementato dalla vecchia amministrazione Trump e del vuoto di potere dovuto al passaggio di consegne alla Casa Bianca, siamo passati al timore opposto: secondo Summers e Blanchard, infatti, gli stimoli fiscali record, già implementati o programmati per i prossimi mesi (pari a >10% del PIL), sono spropositatamente superiori all’output gap attuale (circa 4 volte l’output gap) e, di conseguenza, rischiano di provocare una impennata nella dormiente inflazione”, scrivono gli esperti in un commento.

“Detto che il recente movimento può rappresentare semplicemente la pulizia da parte del mercato di alcune distorsioni provocate da un eccesso di compiacimento con il presente contesto di politica economica, quasi come se la pandemia dovesse proseguire ad oltranza, resta da scongiurare il rischio di iperinflazione – concludono Delitala e Piersimoni. Di conforto, da questo punto di vista, è il fatto che viviamo pur sempre in un mondo altamente globalizzato e interconnesso, motivo per cui, prima di poter avere un’iperinflazione, si deve colmare l’output gap a livello mondiale, soprattutto per il mercato dei beni. E, anche se negli Stati Uniti la manovra fiscale potrà chiudere il divario domestico, per Europa e Giappone ci vorranno ancora anni”.
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