Nell’outlook di metà anno, il gestore USA vede due tagli dei tassi sia per la Fed che per la BCE entro dicembre. Ma a trasformare i mercati saranno IA e transizione energetica. Big tech di Wall Street e high yield del Vecchio continente gli ingredienti per un portafoglio di successo. Non senza una dose di alternativi
Intelligenza artificialee transizione energetica. Ma anche ridefinizione delle catene produttive globali, transizione demografica e rivoluzione del sistema bancario. Sono queste le cinque forze destinate a plasmare il futuro dei mercati secondo BlackRock, che l’11 luglio ha presentato a Milano il suo outlook sugli investimenti di metà anno. Il maxi-gestore americano crede infatti che i fenomeni secolari del nuovo millennio mobiliteranno investimenti per il 15% del PIL mondiale, ma con alcuni settori destinati a cannibalizzare gli altri. Uno scenario alla ‘vincitori e vinti’ che, unito all’ipotesi di due tagli dei tassi di qui a dicembre sia per la Fed sia per la BCE, impone una strategia votata all’azionario USA e all’obbligazionario europeo. Non senza uno sguardo ai mercati privati.
Bruno Rovelli, managing director e chief investment strategist Italia di BlackRock
A illustrare la view della casa di gestione è stato Bruno Rovelli, managing director e chief investment strategist per l’Italia, che ha spiegato come le attese sul fronte macro siano di due tagli dei tassi di interesse da qui a dicembre sia per la Federal Reserve che per la Banca centrale europea. “Siamo incerti sul timing ma crediamo che la Fed non sarà dalle elezioni”, ha dichiarato a proposito del policymaker USA, spiegando come le ultime dichiarazioni del presidente Jerome Powell siano possibiliste su una prima sforbiciata già a settembre. Tenendo conto un simile quadro, secondo BlackRock, il primo sforzo che gli investitori devono compiere per porsi nella condizione di beneficiare delle trasformazioni in atto è guardare con oggettività le condizioni reali del mercato. “Il costo del denaro non tornerà ai livelli degli ultimi dieci anni e ciò favorirà un’ondata di investimenti che trasformerà l’economia reale e favorirà alcune aziende a discapito di altre”, ha detto. Tuttavia, è la sua considerazione, ogni rischio cela un’opportunità che sarebbe sbagliato ignorare.
Azionario: niente meglio degli USA
L’asset class su cui, più di tutte, trova applicazione l’inclinazione della casa ad assumersi una dose extra di rischi pur di scovare occasioni è l’azionario. E lo si evince dalla scelta di puntare sul mercato americano nonostante abbia valutazioni di gran lunga maggiori rispetto a quello europee. “Pensiamo che le tendenze secolari produrranno un ciclo economico con poca crescita ma enormi profitti per le aziende che si trovano nella parte giusta della curva dell’innovazione e le big tech USA rientrano in questo gruppo”, ha detto. Una circostanza che spiega come mai la componente tecnologica dello S&P 500 sia cresciuta due volte più velocemente dell’intero indice dal 2023 a oggi e abbia sovraperformato tutte le altre piazze finanziarie year-to-date. Guardando all’altra sponda dell’Atlantico, la casa di gestione conferma invece il sottopeso sull’Europa e una sovraesposizione al Regno Unito: “La riduzione dell’incertezza politica nel Regno Unito riduce l’instabilità, senza contare che l’equity UK tratta oggi con uno sconto non indifferente”. Al di fuori dei Paesi sviluppati, destano interesse le riforme sulla governance attuate in Giappone per migliorare il ritorno sul capitale investito delle aziende: “Queste iniziative, unite a una banca centrale ultra-accomodante e all’uscita strutturale dalla deflazione dovrebbe supportare il mercato del Paese asiatico”.
Il presupposto di BlackRock per approcciare il reddito fisso è che eventuali aggiustamenti dei tassi di policy, per quanto possibili nei prossimi mesi, difficilmente produrranno una discesa dei rendimenti obbligazionari sul medio-lungo termine. Ecco allora che, in considerazione delle prospettive macro, Rovelli guarda all’Europa come fonte di maggiore opportunità. “Pensiamo che la rapida discesa dell’inflazione darà alla BCE uno spazio di manovra sui tassi che la Fed non avrà e questo ci fa intravedere benefici per il reddito fisso locale”, ha spiegato. “L’Eurozona vanta poi un pricing del rischio di credito migliore e spread più attraenti rispetto agli USA”, ha aggiunto, segnalando come non si rilevino neppure particolari deterioramenti della qualità creditizia o restrizioni nell’accesso ai finanziamenti da parte delle banche. Quanto ai segmenti, ha concluso l’esperto, “vediamo valore soprattutto nell’high yield mentre preferiamo rimanere sull’investment grade corporate”.
Rotta sugli alternativi per cavalcare le infrastrutture
Non tutte le mega-forze elencate da Rovelli sono investibili efficacemente sui mercati pubblici e l’esempio più lampante viene dalle infrastrutture, un settore tradizionalmente affidato a conglomerati con attività molto diversificate. Ecco perché il manager si è detto convinto che l’esposizione a questo segmento debba passare anche e soprattutto dai private assets. Se però l’idea prevalente è che siano i Paesi sviluppati l’area del mondo da mettere nel mirino in quest’ottica, perché interessati da imponenti programmi di investimento pubblico come l’Inflation Reduction Act e il RepowerEU, la view della casa appare più laterale: “Conviene puntare su economie emergenti come Arabia Saudita e India, perché da sempre la crescita di strade e aeroporti va di pari passo con quella della popolazione”.
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