Balzo nei flussi per le reti di consulenza, con una crescita a doppia cifra su base mensile e annua. Il gestito si conferma driver principale, sostenuto da fondi e polizze, mentre nell’amministrato restano centrali gli exchange traded product
Prosegue con un’accelerazione significativa il 2026 della consulenza finanziaria organizzata. A febbraio la raccolta netta delle banche associate ad Assoreti ha infatti raggiunto i 6,5 miliardi di euro, in aumento del 65,6% rispetto a gennaio e dell’8,1% su base annua. Lo evidenzia nel suo report mensile la stessa associazione, che sottolinea come il dato porti il totale da inizio anno a 10,4 miliardi (+9,7%). Risultati che restituiscono l’immagine di un settore in grande slancio, nel quale il risparmio gestito procede in parallelo all’amministrato (rispettivamente 5,3 e 5,1 miliardi) e la professione diventa sempre più centrale e per le scelte delle famiglie.
Il risparmio gestito si conferma il principale traino della raccolta, con flussi netti pari a 3,7 miliardi di euro nel mese e una crescita del 13,8% anno su anno. A sostenere il risultato è soprattutto la distribuzione di fondi comuni, che ha attratto capitali per un totale di 1,9 miliardi grazie soprattutto all’interesse suscitato dai prodotti di diritto estero (1,6 miliardi). Le scelte di investimento confermano invece l’interesse per i comparti obbligazionari, ai quali sono pervenuti 815 milioni di euro, anche se non passano inosservati neppure i 501 milioni registrati dai flessibili. Più contenuti ma comunque positivi i contributi di azionari (98 milioni), mentre il risultati di monetari (36 milioni) e bilanciati (18 milioni) testimoniano la predilezione degli investitori per una approccio che sia al tempo stesso diversificato e prudente.
La raccolta ai raggi X
Nuovi afflussi alle reti di consulenza, in milioni di euro. Fonte: Assoreti
Polizze e gestioni patrimoniali in evidenza
Sempre all’interno del gestito, un contributo rilevante è arrivato anche dalle gestioni patrimoniali individuali. La categoria registrato flussi in entrata per 761 milioni (+15,6%), con una preferenza per le linee azionarie nelle gestioni in fondi. È inoltre proseguita la forte dinamica dei prodotti assicurativi e previdenziali, destinatati complessivamente di oltre 1,1 miliardi e quindi artefici di una crescita tendenziale nell’ordine del 16,4%. Il dato è trainato in modo quasi esclusivo dalle unit linked, che sfiorano il miliardo di euro, mentre le polizze tradizionali hanno contribuito con 152 milioni e i prodotti multi-ramo registrato deflussi per 183 milioni. Positivo, seppur più contenuto, pure il saldo della previdenza complementare: 123 milioni tra fondi pensione e PIP.
Sul fronte del risparmio amministrato, la raccolta è salita dell’1,4% e si è così attestata a 2,8 miliardi di euro, di cui 1,7 miliardi riconducibili agli strumenti finanziari. In continuità con quanto osservato a gennaio, gli exchange traded product si confermano il segmento più dinamico in scia ad afflussi per un valore di 703 milioni. Seguono i certificates (346 milioni) e i titoli azionari (183 milioni), mentre resta positivo anche il contributo delle obbligazioni corporate (165 milioni) e quello dei titoli di Stato (118 milioni). La liquidità si è infine attestata a 1,1 miliardi, segnalando una quota ancora significativa di risorse in attesa di riallocazione.
Consulenza sempre più centrale
Marco Tofanelli, segretario generale Assoreti
Un ulteriore segnale del rafforzamento del modello è rappresentato dalla raccolta associata al servizio di consulenza a pagamento, che nel mese in esame ha raggiunto 1,4 miliardi (+6,8%) e 2 miliardi da inizio anno. Crescita cui corrisponde anche l’allargamento della base clienti, con i risparmiatori assistiti dalle reti che sono aumentati di 60mila unità da gennaio e ora sfiorano i 5,5 milioni. “Questi risultati dimostrano che la consulenza finanziaria sta assumendo un ruolo sempre più strutturale nel comportamento delle famiglie italiane”, ha commentato il segretario generale di Assoreti Marco Tofanelli, sottolineando come le decisioni di investimento siano sempre più orientate ai bisogni reali e a una prospettiva di lungo periodo in un contesto di mercato complesso.
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