I fondi negoziali crescono, ma resta ancora tanta strada da fare. Maggi: “Tasso di adesione al 30-35%: è necessario aumentarlo, soprattutto tra i giovani”. Pronta la nuova campagna informativa
Giovanni Maggi, presidente di Assofondipensione
Ben 4,2 milioni di aderenti e 74,6 miliardi di euro gestiti. Sono questi i numeri di Assofondipensione, che riunisce 32 fondi negoziali e rappresenta la quota più consistente della previdenza complementare italiana, il cui patrimonio totale ammonta a 243 miliardi di euro. Ma non basta: in un momento di significative trasformazioni globali, tutto il settore ha davanti una serie di sfide e opportunità che impongono con urgenza un aumento delle tutele e soprattutto delle adesioni. È questo, in estrema sintesi, il messaggio lanciato dal presidente dell’associazione Giovanni Maggi nel corso dell’assemblea annuale 2025.
I dati postivi del 2024, ha rimarcato Maggi, evidenziano la solidità e la convenienza dei fondi negoziali, con rendimenti netti pari al 6%, superiori alla rivalutazione del TFR (1,9%). Per il presidente questi risultati, confermati anche dall’analisi di lungo periodo, smentiscono quindi la disinformazione e dimostrano la convenienza dell’adesione alla previdenza complementare. L’efficienza nella gestione amministrativa e finanziaria si traduce infatti in una struttura dei costi competitiva, come attestato dalla Covip.
… ma non è ancora abbastanza
Tuttavia resta centrale la “necessità di aumentare il tasso delle adesioni che, attualmente, si attesta al 30%-35%”. Per Maggi si tratta infatti di “un numero insufficiente per un Paese come il nostro”, anche alla luce del fatto che gli under 35 restano una minoranza esigua. Per riuscirci Assofondipensione “spingerà moltissimo, attraverso delle campagne di comunicazioni mirate” che dovrebbero favorire l’incremento della quota di associati. La prossima, rivolta in particolare alle nuove generazioni, partirà in autunno. Per riuscire a centrare l’obiettivo, l’associazione chiederà poi supporto anche ai ministri competenti: “Sensibilizzare sull’importanza di un fondo pensione vuol dire investire per il futuro e, soprattutto, pensare ai nostri giovani”, ha sottolineato Maggi.
Dopo aver approfondito con esperti ed addetti ai lavori i temi relativi all’evoluzione normativa del settore, all’innovazione tecnologica e alle sfide geopolitiche internazionali, l’Assemblea 2025 ha proprio ribadito la centralità strategica della previdenza complementare nel sistema di welfare italiano. Soprattutto in considerazione dell’inverno demografico, dell’aumento della speranza di vita e del cambio di paradigma tecnologico che trasformerà il mercato del lavoro. I fondi negoziali sono infatti convinti della necessità e dell’urgenza di aumentare le tutele e le adesioni per sostenere la competitività, l’occupazione e la sostenibilità del sistema Paese.
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