A un anno dal debutto della normativa UE, il segmento continua a offrire occasioni. Come la possibilità di ottenere rendimenti fino al 10% con rischi contenuti. Ma per Ogunlana di M&G, che ha lanciato un fondo dedicato, l’effetto Trump potrebbe scombinare le carte. Ecco la sua strategia
Aramide Ogunlana, Investment Specialist Director Private Credit di M&G
I mercati privati non smettono di crescere e catturare gli interessi degli investitori al dettaglio. Come previsto da un recente report di Bain & Co, il peso delle masse retail su questo universo dovrebbe infatti triplicare nel giro di cinque anni e arrivare a sfiorare il 13% entro il 2024. Una traiettoria resa possibile anche dalla normativa ELTIF 2.0, che da gennaio del 2023 ha permesso la creazione di veicoli semi-liquidi e impresso quello slancio alla democratizzazione del settore che tanti si aspettavano. Lo sanno bene in casa M&G Investments, dove la fiducia sul successo del nuovo framework normativo europeo è stata tale da convincere ad anticiparne il debutto con il lancio di un fondo ad hoc chiamato Corporate Credit Opportunities ELTIF. La redazione di FocusRisparmio ha raggiunto Aramide Ogunlana, Investment Specialist Director della società per il segmento Private Credit, per fare il punto su questo prodotto e cercare di immaginare come proseguirà il trend.
Come si è evoluto il panorama del private credit dal debutto di ELIF 2.0 e come è cambiata la vostra offerta?
Se il cuore della filosofia sottostante il quadro normativo ELTIF è sempre stato l’accesso ben strutturato e regolamentato agli asset privati per una base di investitori più ampia possibile, solo i miglioramenti introdotti con l’ELTIF 2.0 e la conseguente possibilità di sviluppare strutture semiliquide sono stati capaci di fornire quella liquidità che il grande pubblico richiede. Ciò ci ha portato a riscontrare un buon interesse di nuovi investitori in tutta Europa e l’ingresso di numerose case di private credit in questo spazio. Quanto al futuro, ci aspettiamo che il segmento continui a crescere man mano che un numero maggiore di operatori avrà accesso concreto ai vantaggi dell’allocazione verso gli alternativi. Non si tratta però di un processo immediato: richiederà tempo, collaborazione all’interno settore, ma soprattutto formazione e innovazione. E la M&G Credit Academy è una chiara espressione del nostro impegno in tale direzione.
Come è strutturato il M&G Corporate Credit Opportunities ELTIF e qual è la sua strategia di investimento?
Eravamo ben preparati in vista del debutto dell’ELTIF 2.0 a gennaio 2024. Ecco perché il nostro fondo, il primo ELTIF di private credit semi-liquido in linea con i requisiti imposti dal framework, è stato lanciato già a ottobre 2023. La strategia mira a fornire un’esposizione flessibile all’interno del vasto spettro del credito corporate europeo, spaziando dal direct lending al lower mid-market fino ai large cap broadly syndicated loans e sviluppando un forte focus sulla liquidità. Anche se la semi-liquidità rappresenta un passo positivo per il mercato, deve essere gestita con disciplina. Puntiamo a garantirla attraverso liquidità naturale, come i flussi di cassa degli asset o i rimborsi e la negoziabilità giornaliera, piuttosto che affidandoci a strumenti che potrebbero fallire in caso di mercato ribassista.
Quali opportunità offre oggi il private credit europeo agli investitori?
Il mercato globale del private credit supera i 1.500 miliardi di dollari e le previsioni indicano una crescita fino a 3.000 miliardi entro il 2028. Un trend che può essere ricondotto alle caratteristiche di questa asset class: si tratta infatti di un segmento perlopiù a tasso variabile, orientato al reddito ma con una volatilità di mark-to-market significativamente più bassa. E anche se i mercati del credito si sono irrigiditi uniformemente in un’ottica top-down di lungo termine, questo universo offre ancora ritorni superiori ai livelli storici: mantenendo un approccio diversificato e conservativo, oltreché focalizzato su posizioni senior secured, è infatti possibile ottenere rendimenti superiori all’8% senza assumere rischi eccessivi.
In che misura le politiche di Trump possono influenzare questo contesto? Vi sono altri fattori da monitorare?
Stiamo vivendo tempi tumultuosi, caratterizzati dall’emergere di un nuovo ordine mondiale improntato al protezionismo. Le conseguenze sono ancora sconosciute e richiederanno tempo per manifestarsi ma il mercato europeo del private credit appare relativamente attraente, con rendimenti compresi tra l’8% e il 10%. Il vero fattore da monitorare nei prossimi mesi è rappresentato dai default: anche se prevediamo che rimangano nell’ordine dell’1%-2% per tutto l’anno, le aziende non saranno risparmiate da aumenti dei costi delle materie prime e sarà quindi cruciale la capacità di assorbirli e trasferirli sui consumatori.
Che ruolo ricopre l’Italia per M&G nel mercato degli ELTIF? E quali investitori si avvicinano ai vostri fondi di categoria?
L’Italia è un mercato europeo chiave per M&G. Vantiamo una presenza ventennale nella regione, con oltre 20 miliardi di euro gestiti per conto di una clientela diversificata, senza contare che il ranking di Scope sull’accessibilità degli ELTIF colloca l’Italia al primo posto (39%), davanti a Germania (23%), Francia (11%) e Spagna (8%). Stiamo riscontrando interesse da parte di una vasta gamma di clienti, tra cui reti di private banking, banche distributrici, family office e clienti istituzionali.
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