Entrambe le operazioni – una conclusa e ufficiale, l’altra ancora sulla carta – vivacizzano il mercato e mettono l’accento sull’importanza del wealth e protection per le reti, sempre più “la cifra del futuro” dice Ronchetti di Finer
Nicola Ronchetti, fondatore e Ceo di Finer Finance Explorer
Con la nomina di Giovanni Giuliani a Ceo di Zurich Italia prende corpo il progetto per la banca rete della compagnia assicurativa svizzera che “dovrebbe diventare operativo entro la prossima primavera”, racconta Nicola Ronchetti, fondatore e Ceo di Finer Finance Explorer, in una conversazione con FocusRisparmio.
Di scuola Mckinsey e con un passato in Generali, Giuliani è uno degli uomini di fiducia di Mario Greco, il Ceo del gruppo Zurich. La sua nomina avrà decorrenza dal 1° gennaio 2022 e per quell’epoca il piano dovrebbe avere già una sua forma.
Il puzzle delle reti
“L’Italia è molto rilevante per Zurich”, spiega Ronchetti, “insieme all’Australia, al Regno Unito e alla Svizzera, il mercato italiano è uno dei maggiori contributori dell’incremento dell’utile netto registrato nei primi sei mesi del 2021 chiusi con un progresso dei profitti dell’86% a 2,2 miliardi di dollari”.
Ecco perché, secondo Ronchetti, la mossa sulla rete di Deutsche Bank è stata imprescindibile. “Zurich non poteva permettersi che la rete con cui distribuisce oltre 5 miliardi di polizze potesse finire in mano a un competitor e dall’altro lato l’operazione consente a DB di rifocalizzare il business su un cluster di clientela più elevato rispetto ai segmenti affluent e upper-affluent”.
L’altro tassello del puzzle italiano delle reti è Widiba, il cui destino è inevitabilmente legato a quanto accade sull’asse Rocca Salimbeni-Gae Aulenti. “Per Unicredit rappresenterebbe un ritorno al futuro dopo la completa uscita da Fineco nel 2019 – osserva Ronchetti – ma lo fa con una banca già caratterizzata da una forte identità digitale e un grado di soddisfazione dei consulenti della rete fra i più alti in Italia. D’altro canto, pur non essendo una start up, Widiba ha bisogno di un gruppo molto solido alle spalle che le possa consentire di fare quel salto di qualità che le è sempre mancato”.
Wealth & protection, la cifra del futuro per le reti di consulenza
Nel disegno Mps-Unicredit rimane aperto il tema della distribuzione dei prodotti assicurativi, analizza l’esperto di Finer, affermando che la questione non è di poco conto. “La distribuzione assicurativa, wealth e protection è la cifra del futuro. Oggi gli italiani sono scarsamente protetti dai danni nel ramo vita. Il grande tema è quello di riuscire a liberare risorse facendo capire ai clienti che i rischi non si coprono detenendo liquidità ma attraverso polizze specifiche, con premi che tra l’altro sono deducibili fiscalmente. Il fatto che grandi gruppi internazionali come Zurich entrino nel settore rende bene l’idea di come questo mercato sia in una fase di pieno sviluppo”.
Tornando alle ipotesi di scenario, Ronchetti vede salire le probabilità che si proceda con uno scorporo di Mps: “Il brand rimarrà come marchio storico nelle filiali del Centro-Sud Italia, sotto la guida di Mediocredito Centrale, ossia in quelle aree che sarebbero sovrapposte rispetto alle attività di Unicredit. Alla banca di Orcel andrebbero le aree del Nord, oggi poco coperte, che consentirebbero di ridurre il gap con Intesa Sanpaolo”.
“In generale entrambe le operazioni vivacizzano il mercato delle reti – sintetizza Ronchetti – e lo rendono più competitivo; si va nella direzione opposta rispetto alle operazioni di consolidamento viste in passato”, conclude.
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