A gennaio l’economia britannica si è contratta dello 0,1%. Secondo i gestori, salgono le pressioni su Reeves in vista della manovra di primavera. Mentre per Bailey resta il problema prezzi
Per l’economia del Regno Unito il timido slancio di fine 2024 sembra essersi già esaurito. Inaspettatamente, a gennaio il PIL ha infatti segnato una nuova battuta d’arresto, registrando un calo dello 0,1%. Sotto le attese degli economisti, che prevedevano una piccola espansione. Secondo l’Office for National Statistics, dopo l’aumento dello 0,4% di dicembre e dello 0,1% dell’ultimo trimestre 2024, a frenare la crescita è stato soprattutto il “notevole rallentamento della produzione manifatturiera”.
Stando ai dati, sempre a gennaio, la produzione industriale britannica ha registrato un calo dello 0,9%, rispetto al mese precedente. La flessione su base annua è stata invece dell’1,5%, contro il -1,9% di dodici mesi prima. Si complica quindi il lavoro della Cancelliera dello Scacchiere, Rachel Reeves, che puntava a un riavvio della crescita prima della presentazione al Parlamento del bilancio di primavera (in agenda il prossimo 26 marzo). E peggiora anche il contesto per la Bank of England, che deve fare i conti anche con un’inflazione risalita a sorpresa al 3%. Il mese scorso Andrew Bailey e colleghi hanno tagliato il costo del denaro di 25 punti base dopo un paio di mesi di pausa, offrendo una boccata di ossigeno al governo laburista e ai cittadini inglesi, ma hanno anche rivisto al ribasso le stime si crescita per l’economia di sua maestà.
Starmer stretto tra i dazi di Trump e i tagli alla spesa
“Il mondo è cambiato e ne subiamo le conseguenze ed è per questo che ci stiamo sempre di più impegnando per riformare i nostri servizi pubblici e rilanciare la crescita economica”, ha commentato Reeves. La titolare delle Finanze ha più volte ribadito che le regole fiscali non sono negoziabili, precisando che taglierà la spesa pubblica, per garantire che non vengano violate. La manovra di primavera si preannuncia infatti all’insegna del contenimento con l’obiettivo di ridurre gli strumenti di protezione sociale “troppo costosi”. La flessione del PIL di gennaio si inserisce quindi in un quadro di risultati economici deludenti dell’esecutivo Starmer, che vede assottigliarsi sempre di più il margine di manovra a livello di bilancio, dopo che a gennaio l’indebitamento pubblico ha toccato il massimo degli ultimi 25 anni. Il tutto a fronte di uno scenario internazionale estremamente minaccioso a causa della guerra tariffaria avviata dal presidente USA, Donald Trump. Intanto, il governo ha da un lato annunciato vasti tagli al welfare, con l’abolizione di NHS England, l’agenzia pubblica chiamata finora a coordinare le attività del servizio sanitario, un piano di riforma dimagrante degli apparati pubblici del Civil Service e una revisione radicale del sistema di sussidi, dall’altro ha promesso l’incremento miliardario della spesa per la difesa e il riarmo parlando di una rinnovata minaccia da parte della Russia di Vladimir Putin.
In particolare, Londra ha annunciato un aumento di 2 miliardi di sterline (2,4 miliardi di euro) per le linee di credito all’esportazione delle aziende produttrici di armamenti. L’obiettivo è di incrementare le vendite all’estero sulla scia delle iniziative di riarmo avviate nel Regno Unito e nell’UE. I nuovi fondi permetteranno di “sbloccare miliardi di sterline per le aziende della difesa britanniche che esportano all’estero, stimolando la crescita economica e creando posti di lavoro in tutto il Paese”, si legge in una nota. L’agenzia UK Export Finance ha già una capacità di prestito di otto miliardi di sterline: coi nuovi fondi a disposizione si arriverà a un totale di 10 miliardi.
Richard Flax, chief investment officer di Moneyfarm
Secondo Richard Flax, chief investment officer di Moneyfarm, il PIL di gennaio conferma che quello della crescita rimane un problema complesso, che il governo laburista non sembra essere ancora in grado di risolvere. “La situazione mette ulteriormente sotto pressione la Cancelliera Reeves in vista del bilancio di primavera e probabilmente vedrà un focus non solo sui suoi commenti, ma anche sulle ultime previsioni dell’Office of Budgetary Responsibility”, avverte. A suo parere, considerata la perdurante incertezza che aleggia sul commercio globale e sui dazi, “appare improbabile che il contesto esterno possa fornire molto respiro”.
Matthew Ryan, head of Market Strategy di Ebury
“Oggi si prospetta un’altra brutta giornata in ufficio per la cancelliera Rachel Reeves”, commenta Matthew Ryan, head of market strategy di Ebury. Nonostante una serie di incertezze, a partire dai timori sui dazi, per l’esperto è però proprio il “costoso raid fiscale del Labour ai danni delle aziende” a rappresentare il più grande rischio al ribasso per la crescita. “Le imprese del Regno Unito erano già caute nell’investire e assumere prima di aprile”, fa notare. Per Ryan, con i piani per la crescita apparentemente a pezzi, il governo dovrà quindi tornare al tavolo prima del 26 marzo. “Senza dubbio saranno già in lavorazione progetti per tagli alla spesa e/o, osiamo dire, ulteriori aumenti delle tasse per pareggiare i conti, nessuno dei quali sarà particolarmente gradito agli investitori”, sottolinea. Quanto alla politica monetaria, per l’esperto tutto questo non sposterà granché l’ago della bilancia e la BoE probabilmente rimarrà cauta, viste le forti pressioni salariali e l’elevata inflazione nel settore dei servizi.
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