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Non solo big tech: il 41% preferisce diversificare l’allocazione ai modelli di business più rilevanti. E il 40% cerca prodotti che offrano un’esposizione pura al tema. Il sondaggio WisdomTree
L’intelligenza artificiale è il tema d’investimento a lungo termine più interessante. A rivelarlo sono WisdomTree e Censuswide, che hanno intervistato 803 professionisti in tutta Europa per un totale di 4mila miliardi di euro di asset in gestione. Un sondaggio dal quale è emerso come un un investitore professionale italiano su tre sia disposto a puntare prioritariamente sul fenomeno ma preferendo i titoli di nicchia alle big tech e un’esposizione pura attraverso prodotti specifici.
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Il 68% aumenterà l’esposizione ad azioni tematiche e IA
L’interesse degli investitori nei confronti degli sviluppi legati all’intelligenza artificiale o delle soluzioni come ChatGPT non è una novità, tanto è vero che nella prima metà di quest’anno ha favorito il rally dei titoli tech nonostante un difficile contesto di mercato. Cio che colpisce della ricerca è semmai che, in Europa, ben il 68% del campione indichi un aumento della propensione al rischio dei propri clienti e sottolinei la tendenza da parte loro a incrementare l’esposizione verso asset class come azioni tematiche e AI.
Gli investitori italiani cercano un’esposizione pura all’IA
Il tipo di esposizione è una questione molto sentita soprattutto dagli investitori italiani, il cui obiettivo è accedere oggi ai potenziali vincitori di domani. Il 41% preferisce diversificare ai modelli di business più rilevanti anziché concentrarsi esclusivamente su una parte della catena di approvvigionamento. E quattro su dieci cercano prodotti d’investimento che rappresentino realmente il tema, invece di investire in aziende vagamente associate all’intelligenza artificiale.
“Nel 2023 l’interesse degli investitori per il settore tecnologico è stato guidato dall’IA ma a trarne maggior beneficio sono stati i titoli tecnologici large cap e non le società pure play: questo suggerisce che per gli investitori interessati ci siano ancora margini di crescita”. Così Pierre Debru, head of quantitative research & multi asset solutions di WisdomTree, inquadra così il fenomeno. L’esperto ricorda come si debba essere sempre coscienti di possibili performance positive o negative dei titoli tematici nel breve periodo, data la necessità di adottare queste strategie in un’ottica di investimento a lungo termine. “Per coloro che confidano nel tema su un ampio orizzonte, ci sono titoli tecnologici di nicchia e interessanti che offrono un’esposizione pura e che non hanno necessariamente partecipato al rally sul tech cui abbiamo assistito”, assicura.
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Italia, nove su dieci hanno almeno una strategia tematica
Secondo il sondaggio, l’87% degli investitori professionali italiani detiene almeno una strategia tematica. E il 56% utilizza gli Etf ai fini della propria esposizione. “Uno dei vantaggi nell’accedere ai temi attraverso gli exchange traded funds è rappresentato dalla loro trasparenza, che consente di individuare eventuali sovrapposizioni nel loro portafoglio. Tale trasparenza può anche aiutare a determinare se un prodotto riflette fedelmente il tema promesso o se la strategia fornisce un’esposizione limitata allo stesso”, sottolinea il global head of research Chris Gannatti. A suo parere, gli Etf tematici costruiti con esperti esterni sono in grado di riflettere più accuratamente il settore e l’ecosistema, fornendo al contempo tutta la trasparenza necessaria sulle partecipazioni. “I risultati della nostra indagine sembrano indicare che questo sia l’approccio che gli investitori desiderano, in quanto consente loro di accedere ai potenziali vincitori di domani e oltre”, conclude.
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