Nuovi reclutamenti, novità sulle filiali e nuovi prodotti. A FocusRisparmio il direttore centrale commerciale a capo della rete proprietaria di CheBanca! svela gli obiettivi e come si sta muovendo l’istituto del gruppo Mediobanca
Gianluca Talato
Ben 34 miliardi di masse totali di cui la metà circa di risparmio gestito. Sono questi i principali numeri di CheBanca!, oggi caratterizzata da un modello fortemente integrato all’interno della direzione generale guidata da Lorenzo Bassani, a capo delle due reti distributive: quella proprietaria, capitanata da Gianluca Talato e quella dei consulenti finanziari, sotto la responsabilità di Duccio Marconi. Con questi numeri, l’istituto dedicato al risparmio e agli investimenti del gruppo Mediobanca è pronto per affrontare lo sfidante contesto macroeconomico intercettando i grandi trend strutturali del settore.
E sulle opportunità future e sulle potenzialità della Banca per poter cogliere i grandi trend strutturali non ha alcun dubbio Gianluca Talato, direttore centrale commerciale, che a FocusRisparmio spiega in quale direzione è orientata la crescita di CheBanca! tra assunzioni e accordi di distribuzione, come si sta accanto ai clienti in un periodo tanto sfidante e anche come cambiano i portafogli.
Quanti professionisti indossano attualmente la casacca di CheBanca! e quali sono i vostri prossimi obiettivi di reclutamento?
La nostra è una squadra sempre in crescita. Al momento CheBanca! conta 160 gestori wealth, 350 gestori affluent, 108 direttori di filiale di cui 10 wealth. Un terzo dei nostri wealth manager sono donne e l’età media dei gestori è di circa 45 anni. Per quanto riguarda la crescita della rete proprietaria, prevediamo per quest’anno una trentina di nuove assunzioni di banker dal mondo Private, dalle reti commerciali tradizionali e dalle boutique. Procede di pari passo la nostra comunicazione sui media per rafforzare ulteriormente il posizionamento di CheBanca! nella gestione dei risparmi e degli investimenti della clientela Premier che racchiude i segmenti upper affluent e private. E proseguiamo in maniera decisa con gli investimenti sulla formazione nel wealth management. Tutte leve che rendono il nostro quadro di competenze interne fra i più competitivi.
E l’espansione territoriale?
Abbiamo una forte presenza in Lombardia, soprattutto a Milano, poi c’è Roma e ci siamo rafforzati nel Nord Est, che con Treviso, Padova, Vicenza e Verona è una delle aree più ambite per il mercato affluent e Private. In Emilia-Romagna siamo sbarcati a Modena, una città nella top ten per raccolta delle città italiane, con l’ambizione di crescere ancora e trovare un equilibrio fra le nuove aperture e l’efficienza delle filiali già presenti. In generale, siamo in quasi tutti i capoluoghi d’Italia. E per quelli che ancora mancano all’elenco ci stiamo attrezzando: il mandato ai capi area e ai regional manager è di sviluppare piazze interessanti dove non siamo ancora presenti. Ad esempio, guardiamo con interesse Ferrara. Stesso discorso per la Toscana, dove accanto alla presenza di Firenze e Pistoia guardiamo alle piazze di Siena, Arezzo, Lucca e Viareggio. Il nostro modus operandi prevede in primis l’individuazione della squadra con il reclutamento di nuovi professionisti che abbiano desiderio di aderire al nostro progetto e contestualmente l’apertura di una filiale. Per noi la presenza territoriale è funzionale al team di persone, che deve essere ben radicato nell’area di riferimento sposando al contempo i nostri valori fondanti.
Sul fronte degli accordi di distribuzione come vi state muovendo?
La nostra architettura d’offerta è completamente aperta grazie all’accordo con AllFunds, abbiamo accesso a circa 80 di case investimento.
Chi sono i vostri clienti?
Il nostro cliente medio ha tra i 40 e i 60 anni, è più giovane della media del mercato e in prevalenza sono imprenditori, dirigenti di azienda e liberi professionisti. Ma siamo molto attenti a intercettare anche una clientela più giovane, quella che un domani si troverà a gestire i patrimoni di famiglia, grazie alla forte proposizione digitale. Per noi, quindi, canale fisico e digitale procedono di pari passo e per entrambi sono previsti ambiziosi piani di crescita e di investimento.
Dopo due anni complicati a causa della pandemia, in questi ultimi mesi la situazione globale è addirittura peggiorata. Com’è cambiato in questi mesi il ruolo della consulenza?
Il ruolo della consulenza in realtà è sempre lo stesso, si tratta di guidare gli investitori nella gestione dei loro risparmi, ottimizzando il rapporto rischio rendimento e privilegiando le asset class in funzione dello scenario di medio lungo termine. Guardando agli ultimi 20 anni siamo passati attraverso scenari di crescita, di recessione (seppur brevi), di bassa inflazione fino a quello attuale di iper-inflazione, ma la costante è che gli investitori con un portafoglio ben diversificato ed il corretto orizzonte temporale hanno avuto ritorni positivi sia in termini assoluti che di rendimenti reali (al netto di inflazione).
Pensiamo ad esempio all’apprezzamento del dollaro che in un momento di mercato così difficile ha rappresentato un elemento di difesa straordinario nei portafogli della clientela.
Cosa si aspetta per i mercati nei prossimi mesi?
Abbiamo previsioni conservative. È difficile che nelle prossime settimane si assista ad un turnaround significativo; tuttavia, gli investitori stanno prezzando un forte rallentamento che potrebbe portare a una recessione probabilmente di breve durata. Quindi per i clienti sottoesposti al rischio equity ci sono diverse opportunità da cogliere. Per chi è posizionato, cambia invece il ‘dove’ posizionarsi. Una ulteriore opportunità che da anni non si presentava è data dal mercato obbligazionario che per un lungo periodo ha avuto rendimenti sul comparto investment grade prossimi allo zero anche su scadenze oltre i 5 anni; oggi abbiamo rendimenti a 5 anni tra il 3 ed il 4% sui quali raccomandiamo ai nostri clienti di riposizionare parte della liquidità, spesso non remunerata, che in Italia ad oggi rappresenta poco meno di un terzo dei totale dei risparmi
Oltre cento società, quasi mille professionisti, 30 miliardi di masse nelle mani dei consulenti fully independent. Questi i numeri presentati al FeeOnly Summit 2026 di Verona
Per Giuliano Palumbo, presidente di CFA Society Italy, l’industria deve prepararsi al trasferimento generazionale della ricchezza puntando su competenze, trasparenza e fiducia. “Tecnologia, personalizzazione e guida umana “i pilastri del nuovo rapporto con Gen Z e Millennial”
Il 7° Rapporto Assogestioni-Censis fotografa un Paese consapevole che la pensione pubblica non basterà, ma ancora frenato da scarsa conoscenza, diffidenza e rinvio delle scelte. Per l’industria, la sfida è trasformare le novità normative in partecipazione effettiva
Secondo il Managing Director della casa, il dialogo tra case prodotto e l’advisor diventa cruciale per guidare il cliente attraverso l’incertezza di questo periodo. Obbligazionario, cautela sul quadro macro e approccio diversificato la sua ricetta per affrontare la concentrazione azionaria e i mutamenti dello scenario globale
Gli istituti rischiano di perdere quote di mercato e margini per effetto di tecnologia, disintermediazione e nuovi modelli diretti al cliente. Un rischio che impone di ripensare il modello operativo alla luce di avanzata dell’AI e concorrenza dei gestori. Le tre opzioni sul tavolo secondo l’ultimo studio di Bain & Company
Per l’head of investments and wealth in Italia della società, il passaggio generazionale sarà cruciale nel futuro dell’industria. Ma la scarsa propensione a investire rischia di lasciare al palo il nostro Paese l’Europa. Nuovi linguaggi, digitale e consulenza a obiettivi gli ingredienti per il rilancio. Non senza un focus sugli alternativi
Il ceo per il mercato italiano delinea le direttrici di sviluppo della compagnia assicurativa tra previdenza complementare, innovazione tecnologica e bancassicurazione
Constance Clerc, head of Business Enhancement della società, spiega come la casa multi-affiliate stia lavorando su un miglioramento dell’organizzazione a supporto della rete commerciale per accelerare il time-to-market e rendere più fluida la catena tra boutiques e distribuzione. Sullo sfondo, due trend che stanno ridisegnando il wholesale europeo: la crescita degli ETF e l’allargamento dell’accesso ai private assets
Tra tecnologia e nuovi bisogni degli investitori, il presidente dell’associazione nazionale consulenti finanziari delinea l’evoluzione dell’advisory a partire dai temi di Consulentia26. “Settore infrastruttura della fiducia e leva per la crescita del Paese”
I responsabili delle reti sul palco offerto da Anasf a Consulentia26 per ridisegnare modelli e processi alla luce della rivoluzione tecnologica alle porte. “Il vantaggio competitivo sarà di chi saprà usare gli algoritmi rafforzare relazione, qualità del servizio e responsabilità”
Dall’analisi alla reportistica, tante le attività pronte a essere automatizzate. Ma, per Paolo Giudici (Università di Pavia), saranno qualità e scelte industriali a fare degli algoritmi un rischio o una minaccia. E sul futuro della professione la view è chiara: “Meno operatore, più supervisore”
Iscriviti per ricevere gratis il magazine FocusRisparmio