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Nel mese, registrati 16 fallimenti corporate. Sono 107 da inizio anno. Europa e Usa in testa, ma preoccupa l’America Latina. Media e intrattenimento i più in difficoltà
Ad agosto si sono registrati 16 default corporate a livello globale, la cifra mensile più alta dalla crisi finanziaria del lontano 2009. Un’impennata che porta il totale dei fallimenti da inizio anno a quota 107 e fa scattare l’allarme degli analisti S&P. Nel suo ultimo report, l’agenzia di rating ha infatti evidenziato come i casi di bancarotta stiano aumentando pericolosamente. Specie se si considera che, proprio nel mese più caldo dell’estate, il conteggio dovrebbe tendere storicamente a rallentare per attestarsi su una media di 8,6 a dieci anni e di 9,8 a 30 giorni.
Come spiegato dall’analisi, ad alimentare il fenomeno sono soprattutto i distressed exchange, che sull’anno rappresentano il 43% delle insolvenze e ad agosto arrivano al 50%. “Questi tipi di insolvenze continuano ad attrarre gli emittenti in difficoltà, che considerano la ristrutturazione extragiudiziale una strada migliore rispetto ad altre opzioni come il fallimento tradizionale”, spiega Nicole Serino di S&P Global Ratings Credit Market Research.
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Europa e Usa in testa. Ma preoccupa l’America Latina
A livello geografico, la maggior parte dei default di agosto si è registrata negli Stati Uniti e in Europa. Entrambe le regioni hanno infatti segnato un notevole aumento, tanto che il numero totale dei loro fallimenti del 2023 risulta già di gran lunga superiore a quello dell’intero 2022. In particolare, il Vecchio Continente ha toccato ad agosto il livello più alto da ottobre 2020 e oggi cuba tre volte il dato dello scorso anno. Ecco perchè l’agenzia americana prevede che i tassi di default speculative grade a 12 mesi delle due aree continueranno a salire dai livelli attuali, rispettivamente al 4,5% e al 3,75%, entro giugno 2024.
È però l’America Latina a mostrare il rischio maggiore. Mentre il numero di default negli Emergenti continua a rallentare, il Paese ha registrato un forte aumento: 13 fallimenti nel 2023 sui 16 complessivi della regione. Un dato che, per gli analisti, dipende in gran parte dalle difficoltà delle aziende nel soddisfare le esigenze di rifinanziamento in una stagione caratterizzata da tassi molto alti per molto tempo. “Ci aspettiamo che l’effetto sulla regione sarà più significativo rispetto ad altri mercati emergenti, in particolare per gli emittenti con rating ‘CCC+’ e inferiori”, si legge nel report.
I default nel mondo tra il 2022 e il 2023

Media e intrattenimento il settore più in difficoltà
Passando ai settori, la maglia nera va a quello ai media e all’intrattenimento, che da inizio anno hanno fatto segnare insolvenze sei volte superiori a quelle dell’intero 2022. Da solo questo comparto rappresenta un terzo dei default registrati negli Stati Uniti e il 25% del totale di agosto. I fallimenti del settore dei consumi hanno invece riguardato soprattutto l’Europa, dove finora le cifre sono già più alte del 50% rispetto allo scorso anno.
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