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Il pacchetto in arrivo punta a semplificare l’accesso al mercato unico, rafforzare la supervisione e sostenere il ruolo dell’asset management nel convogliare risparmio verso l’economia reale. Ma sul ruolo dell’ESMA si va verso l’approccio ‛a blocchi’. Dall’evento Alfi la view della Commissione nelle parole di Alessandro Malchiodi
Ridurre la frammentazione che attanaglia il Vecchio Continente, accelerare la distribuzione transfrontaliera dei fondi e rafforzare la supervisione per costruire un vero mercato unico dei capitali: sono questi gli obiettivi del Market Integration and Supervision Package (Misp), il pacchetto legislativo con cui Bruxelles sostiene di voler incidere in profondità sul risparmio gestito. Il piano, fatto di novità che vanno dal passaporto immediato per i fondi al ruolo rafforzato dell’European Securities and Markets Authority (ESMA), mira infatti a rendere più efficiente il collegamento tra l’industria e gli investimenti nell’economia reale. Un’ambizione che ha trovato ulteriore slancio nelle parole pronunciate da Alessandro Malchiodi, deputy Head of the Asset Management Unit della Commissione Europea, intervenuto all’Alfi Global Asset Management Conference del Lussemburgo per trasmettere un messaggio: “La centralizzazione della vigilanza non sarà totale”
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Un’unione dei capitali per colmare il gap europeo
Il punto di partenza dell’intervento di Malchiodi è strutturale: l’Europa soffre di un ritardo persistente in termini di produttività e leadership tecnologica, mentre famiglie e imprese restano scollegate. Da un lato risparmio abbondante, dunque, mentre dall’altro bisogno di capitali per innovare. È per questo che il funzionario ha sottolineato che “un mercato dei capitali aperto e integrato è una condizione necessaria per mettere insieme queste due esigenze”, inserendo il pacchetto normativo nel quadro più ampio della Savings and Investments Union lanciata nel 2025. La strategia si articola su più pilastri: maggiore partecipazione dei cittadini ai mercati, incentivi agli investimenti istituzionali, integrazione e supervisione più efficiente.
Un pacchetto ampio: trading, post-trading e innovazione
Il Market Integration and Supervision Package ha una portata trasversale nel racconto che Malchiodi ha fatto dei piani di Bruxelles. Sul fronte del trading, la Commissione punta a facilitare l’operatività transfrontaliera attraverso un’armonizzazione delle regole e con l’introduzione di una licenza unica per operatori paneuropei. Nel post-trading, l’obiettivo è invece quello di superare la frammentazione infrastrutturale in modo da favorire la libera prestazione dei servizi e migliore l’interconnessione tra depositari centrali. Spazio anche all’innovazione, con l’estensione del regime pilota basato su tecnologie DLT. “Vogliamo ampliare l’utilizzo a più strumenti finanziari e rimuovere limiti sia operativi sia temporali”, ha spiegato, evidenziando la volontà di non lasciare l’Europa indietro nella trasformazione digitale dei mercati.
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Supervisione: più ruolo a ESMA, ma senza centralizzazione totale
Un altro pilastro riguarda la supervisione. La proposta della Commissione rafforza il ruolo dell’European Securities and Markets Authority (ESMA), ha ricordato Malchiodi, introducendo sia nuove competenze dirette per alcune infrastrutture di mercato sia strumenti volti a migliorare la convergenza tra autorità nazionali. Per l’asset management, tuttavia, il punto di interesse è che non si prevede una centralizzazione completa: “Non proponiamo una supervisory diretta centralizzata per il settore”, ha chiarito l’intervento del funzionario UE, ma meccanismi più efficaci con cui gestire le controversie cross-border e garantire maggiore coerenza applicativa.
Asset management: il nodo della frammentazione
Il cuore dell’intervento di Malchiodi riguarda l’industria del risparmio gestito, ancora penalizzata da barriere operative nonostante il passaporto europeo. I dati citati dall’esperto evidenziano infatti una realtà frammentata: i fondi del Vecchio Continente restano più piccoli rispetto a quelli statunitensi e la distribuzione transfrontaliera risulta ancora fortemente limitata. “In media”, ha ricordato, “un veicolo di investimento domiciliato entro i confini UE è commercializzato solo in due Paesi oltre a quello di origine”. Un gap le cui origini sono state ricondotte a un mix di fattori che rallentano l’espansione: “Regole nazionali divergenti, costi regolamentari non uniformi e requisiti operativi come la presenza fisica locale”.
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Le misure chiave: passaporto, semplificazione e trasparenza
Per superare questi ostacoli, la Commissione propone dunque un pacchetto di interventi mirati. Tra i più rilevanti, quattro sono quelli citati dal Malchiodi nel suo intervento in Lussemburgo: l’armonizzazione delle procedure di autorizzazione e notifica, l’introduzione di un “passaporto immediato” per i fondi autorizzati, la maggiore trasparenza sul fronte dei costi e degli oneri regolamentari, la semplificazione delle regole che interessano le attività marketing insieme alla disclosure. Particolarmente enfatizzata dal rappresentante delle Commissione è stata la proposta di un depositary passport, che permetterebbe di eliminare il vincolo di localizzazione tra fondo e depositario. “Questo requisito oggi rappresenta una barriera all’ingresso e allo sviluppo del mercato”, ha osservato. Sul fronte delle società di gestione, il pacchetto introduce invece il riconoscimento dei gruppi UE e consente una maggiore integrazione operativa. “Vogliamo permettere la condivisione delle funzioni all’interno dei gruppi e una gestione più efficiente delle risorse”, è stato spiegato. Le deleghe intra-gruppo verrebbero inoltre escluse dalle regole più stringenti, favorendo modelli organizzativi più flessibili.
Verso un mercato unico più integrato
Il messaggio finale è chiaro: il rafforzamento dell’integrazione dei mercati dei capitali rappresenta una priorità strategica per l’Europa. E se è vero che l’iter legislativo ha solo mosso i primi passi, l’ambizione resta alta. “Non sono tempi per piccoli passi e non possiamo permetterci di aspettare”, ha concluso Malchiodi, invitando operatori e stakeholder a contribuire attivamente al dibattito. Se implementato, è la promessa del funzionario, il pacchetto potrebbe ridefinire il funzionamento dell’asset management europeo nella direzione di ridurre le inefficienze e creare le condizioni per un mercato non solo più profondo ma anche più competitivo e capace di sostenere la crescita nel lungo periodo.
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