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Osservatorio Anima: tra chi investe i prodotti finanziari si confermano la scelta preferita, davanti al mattone. La conoscenza della previdenza complementare resta ampia, ma appena il 21% ha già attivato soluzioni concrete
Dopo un semestre di crescita, la capacità di risparmio degli italiani è tornata a calare. Ed è scesa anche la propensione ad investire, che solo lo scorso febbraio aveva raggiunto i massimi. Intanto, nonostante il sentiment economico sul Paese peggiori lievemente, è aumentata la fiducia sulla situazione economica personale, con un conseguente incremento della progettualità. È questa la fotografia scattata dell’edizione autunnale dell’Osservatorio Anima, da cui tuttavia emerge come la previdenza continui a non rientrare nei progetti dei nostri connazionali: resta infatti marginale la quota di chi ha sottoscritto una qualche forma di pensione complementare.
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C’è fiducia nel futuro personale, meno nella situazione del Paese
La ricerca, realizzata in collaborazione con Eumetra e Research Dogma, è stata condotta tra il 1° e il 10 ottobre scorsi su un campione di 1.009 adulti bancarizzati, cioè titolari di un conto corrente o libretto bancario-postale e con accesso a Internet. Il campione rappresenta una popolazione di circa 35 milioni di persone, la cui metà è anche investitore. I risultati mostrano come la view sull’Italia si sia fatta più grigia: solo il 20% dei bancarizzati e il 26% degli investitori ritengono infatti che la situazione sia migliorata nell’ultimo anno, percentuali stabili o in lieve calo rispetto a febbraio. Inoltre, guardando alle aspettative future, rispettivamente il 16% e il 21% si aspettano un miglioramento nel corso dei prossimi dodici mesi, in flessione rispettivamente di 6 e 4 punti. Il quadro migliora invece sul piano personale: i pessimisti diminuiscono, con solo il 25% dei primi e il 19% dei secondi che teme un peggioramento della propria situazione, contro il 30% e il 27% della rilevazione precedente. Al contrario, cresce la quota di chi si attende, complessivamente, una situazione invariata o in miglioramento.
Aumenta la voglia di fare progetti, ma cala la capacità di risparmiare
Nonostante il sentiment ambivalente, gli italiani confermano la propria voglia di fare progetti per il futuro. Ben 32 milioni di persone dichiarano infatti di avere uno o più obiettivi personali o familiari, con una media di 2,5 progetti a testa. Le strategie economiche per realizzarli restano orientate a un comportamento prudente e un approccio tradizionale: il 59% riduce le spese superflue, il 52% risparmia o investe e il 31% gestisce quanto accantonato in modo da allinearlo ai propri obiettivi. Tuttavia, dopo un semestre di crescita, emerge una flessione nella capacità di risparmio, con il 53% dei bancarizzati (rispetto al 57% di febbraio) e il 67% degli investitori (erano il 74%) che riesce a mettere da parte con regolarità una quota del proprio reddito.
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Torna a scendere la propensione a investire
Guardando agli investimenti, i prodotti finanziari restano la prima scelta: vengono infatti indicati dal 51% dei bancarizzati e dal 68% degli investitori. Rimane stabile l’attenzione verso gli immobili, che risultano essere la seconda opzione ormai da diverse rilevazioni. La propensione a mettere a frutto i propri risparmi, tuttavia, cala: il saldo tra ottimisti e pessimisti si amplia e solo il 19% dei bancarizzati ritiene che questo sia un buon momento per investire.
Previdenza complementare: prevale l’immobilismo
La conoscenza della previdenza complementare risulta diffusa ma in calo: il 68% dei bancarizzati e il 76% degli investitori dichiara di conoscerne il funzionamento o di averne sentito parlare, in diminuzione rispettivamente di 3 e 6 punti rispetto alla rilevazione precedente. La consapevolezza previdenziale, però, spesso non è seguita da azioni concrete: più della metà (55%) ha almeno pensato al tema, ma solo il 21% ha già attivato soluzioni concrete.
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Sostenibilità, prevale un approccio equilibrato
Infine, la sostenibilità si conferma un valore consolidato nelle scelte di consumo: quasi otto italiani su dieci ritengono importante adottare comportamenti a basso impatto ambientale e sociale. Nel bilanciamento tra rendimento e sostenibilità, prevale la ricerca di equilibrio: si riduce il numero di chi assegna una preferenza più decisa all’uno o all’altro obiettivo, dimostrando come i nostri connazionali, pur attenti ai risultati finanziari, mostrino comunque una visione più ampia e responsabile del proprio modo di investire, orientata al valore nel tempo.
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