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Secondo l’Osservatorio Findomestic, appena il 35% dei cittadini investe, preferendo titoli di Stato e libretti. Il 18% lascia i soldi sul conto. Intenzioni d’acquisto ai minimi da un anno
Per gli italiani, risparmiare è diventato sempre più difficile. Appena uno su quattro (37%) riesce infatti a mettere da parte denaro. In media si tratta dell’8% delle entrate mensili. Queste somme, però, in un terzo dei casi vengono poi riutilizzate per far fonte alle spese impreviste. È quanto rileva l’ultimo Osservatorio mensile di Findomestic, secondo cui appena il 35% di chi accantona, poi investe. Gli asset preferiti? Titoli di Stato e libretti remunerati.
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Oltre la metà degli italiani non riesce a risparmiare
Stando al sondaggio, la quota di coloro i quali non riescono ad accantonare nessuna cifra è salita al 55%. E l’inflazione ha esacerbato il trend. Chi invece risparmia lo fa non tanto in virtù di una pianificazione, progettata solo dal 45% dei cittadini, ma si limita a mettere da parte quanto avanza dalle spese mensili (55%).
Titoli di Stato, bond e libretti remunerati gli investimenti preferiti
Il 35% degli investitori predilige Titoli di Stato e obbligazioni, seguiti da libretti remunerati, azioni o altri prodotti finanziari. Ancora alta la percentuale (18%) di coloro i quali lasciano i soldi smobilitati sul conto corrente. Un italiano su cinque, infine, utilizza i soldi avanzati dalle spese fisse per concedersi viaggi e vacanze.
Secondo Gilles Zeitoun, amministratore delegato e direttore generale di Findomestic, l’inflazione e il calo del potere d’acquisto restano le preoccupazioni principali degli italiani. Nonostante crescano i timori per un’escalation delle guerre in Ucraina e in Medio Oriente. “Circostanze complesse che si ripercuotono sulla sfera emotiva ed economica delle famiglie, comportando una fisiologica contrazione dell’inclinazione all’acquisto”, sottolinea.
Propensione all’acquisto a minimi da un anno
I dati sulle uscite programmate offrono un quadro chiaro sul sentiment degli italiani. Ad ottobre si registra infatti una nuova flessione delle intenzioni di spesa (-9,8%), che porta la propensione all’acquisto ai minimi degli ultimi dodici mesi. E risulta in sofferenza la quasi totalità dei settori monitorati dall’Osservatorio. Inoltre, in un contesto in cui il 45% delle famiglie lamenta problemi economici di media o grande entità, quasi 9 italiani su 10 cercano di controllare le spese anche attraverso le modalità di pagamento. La maggior parte utilizza il bancomat (43%), per avere il saldo del conto corrente sempre aggiornato. Il 25% di essi, invece, impiega qualsiasi carta o strumento digitale che consenta di avere tutte le spese tracciate, mentre il 22% preferisce i contanti.
Infine, dal sondaggio emerge che dal 2021 il 42% dei cittadini ha sottoscritto un prestito o acquistato un bene a rate. E nella maggior parte dei casi per acquistare un bene durevole (64%). Questo avviene soprattutto per necessità (38% dei casi) o perché attratti da particolari offerte come il “tasso 0” (30%), ma anche per semplice comodità (19%). La maggior parte degli acquirenti ha contratto il debito con punti vendita (57%) e banche o finanziarie (33%). Per quando riguarda il settore immobiliare, invece, quasi un italiano su tre (30%) che ha un mutuo gode di un tasso variabile. E il 26% di essi ha tentato di cambiarne le condizioni senza riuscirci.
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