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Nella lettera agli associati che apre la relazione annuale 2025 presentata all’assemblea generale, la presidente dell’associazione sottolinea la raccolta in crescita e il record di patrimonio a fine anno. Obbligazionario ancora in testa, ma c’è spazio per l’equity. Riforme, previdenza e sviluppo del mercato le direttrici del settore
Un’industria capace di aggiornare i propri record anche in un periodo storico di grande incertezza come quello che stiamo vivendo, ma anche chiamata a fare i conti con un’agenda sempre più fitta di sfide. È questa l’immagine del risparmio gestito italiano restituita da Maria Luisa Gota, presidente di Assogestioni, che nella lettera agli associati ha tracciato un bilancio positivo dell’anno appena passato e indicato le direttrici di sviluppo per quelli a venire. Se infatti il 2025 si è chiuso con una raccolta in crescita e masse giunte al record storico di 2.636 miliardi di euro, forze secolari come la tecnologia o la transizione demografica impongono a operatori e regolatori di non restare fermi ma continuare a innovare. Un impegno destinato a rafforzare il ruolo strategico del settore nel sostengo a crescita economica, previdenza e benessere di lungo periodo.

Raccolta positiva e patrimonio ai massimi
Il punto di partenza della riflessione di Gota consiste nella crescita dell’industria, capace di far registrare un nuovo massimo storico pure in una stagione che ha avuto nell’incertezza macroeconomica e geopolitica la sua cifra distintiva. “Il risparmio gestito italiano ha archiviato il 2025 all’insegna della crescita”, ha detto, sottolineando due dati su tutti: il patrimonio delle associate ha raggiunto il record di 2.636 miliardi di euro, oltre 100 miliardi in più rispetto ai 2.509 miliardi di fine 2024, e la raccolta netta si è mantenuta positiva grazie a 38 miliardi complessivi nell’anno, di cui 16 miliardi nei fondi aperti. Un duplice risultato che si inserisce in un contesto complessivamente favorevole e che, ha sottolineato la numero uno di Assogestioni, conferma la capacità degli operatori di attrarre risparmio e consolidare il proprio ruolo nel sistema finanziario italiano.
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Obbligazionario ancora al centro, ma migliora l’azionario
Dal punto di vista delle scelte di investimento, dalle parole di Gota a commento dei dati sull’industria emerge la conferma di una preferenza marcata della clientela per il reddito fisso. “Tra i fondi di lungo termine la preferenza permane verso la componente obbligazionaria”, ha spiegato, “che ha chiuso in positivo di 24 miliardi”. Allo stesso tempo, però, la presidente ha osservato segnali di miglioramento sul fronte dell’equity. “Con flussi netti negativi per circa 5 miliardi rispetto ai 19,5 miliardi precedenti”, è stata la considerazione della dirigente, “il mercato azionario ha ridotto le fuoriuscite rispetto al 2024”. Le altre categorie restano ancora in territorio negativo, ma proprio il ridimensionamento dei deflussi sull’equity segnala dunque un parziale recupero di fiducia e un’evoluzione graduale delle scelte allocative.
Il risparmio come leva economica e sociale
Reduce dal suo primo anno alla guida di Assogestioni, Gota richiama con forza il ruolo sistemico del risparmio gestito. “Non è più possibile ragionare di risparmio come di un tema soltanto finanziario perché oggi è una leva sociale, economica e culturale che riguarda tanto la qualità della crescita quanto le prospettive di benessere delle persone”, ha detto. Un messaggio coerente con il tema del Salone del Risparmio 2026, intitolato “Risparmio in movimento. Attivare la liquidità, accelerare la crescita”, che sintetizza una visione in cui il risparmio diventa uno strumento per canalizzare le risorse verso l’economia reale e sostenere così lo sviluppo nel lungo periodo. In questo quadro assume un’importanza centrale la previdenza complementare, il cui percorso di riforma è stato avviato nel quadro della legge di Bilancio anche grazie al contributo associativo.
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Riforme e dialogo con le istituzioni
Sul piano operativo, il 2025 descritto da Gota è stato caratterizzato da un’intensa attività legislativa. “A livello nazionale abbiamo seguito con particolare attenzione la riforma del Testo Unico della Finanza”, ha spiegato, lavorando sui profili di tutela degli investitori e sulle regole di governance”. Sul fronte europeo invece le principali direttrici dell’azione associativa sono state indicate dalla presidente nel confronto sulle modifiche alla disciplina degli intermediari finanziari sul dossier della Savings and Investment Union, inclusi i Savings and Investment Accounts e le leve fiscali per indirizzare il risparmio verso il lungo termine. “Assogestioni ha inoltre seguito i lavori sulla semplificazione normativa, sul riassetto della vigilanza e sulle prospettive di riforma in ambito previdenziale”, ha aggiunto Gota, “contribuendo al dibattito su Iorp II e Pepp”
Tecnologia, sostenibilità e nuove sfide
Accanto ai temi regolamentari, Gota ha sottolineato come l’Associazione abbia continuato a seguire anche le grandi trasformazioni del settore. “Abbiamo presidiato il tema della digitalizzazione e della tokenizzazione”, ha detto, rimarcando l’obiettivo di accompagnare l’evoluzione tecnologica all’interno di un perimetro di certezza regolamentare. Un impegno che si è esteso anche al fronte della sostenibilità, ha aggiunto, con la partecipazione al processo di revisione dell’SFDR in un’ottica di maggiore proporzionalità e coerenza di framework. A questi temi si è affiancato un presidio costante delle altre questioni regolamentari e fiscali rilevanti per le associate, in un contesto di trasformazione che richiede rapidità decisionale e chiarezza delle regole.
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Fiducia e visione per il futuro
Guardando avanti, il messaggio chiave è quello della responsabilità e della fiducia. “La trasformazione richiede scelte chiare e tempi rapidi senza mai perdere di vista la fiducia come perno dell’intero sistema”, ha affermato Gota, ribadendo l’importanza di un approccio basato tanto su ascolto quanto su competenza tecnica e capacità di sintesi tra posizioni diverse. Un metodo che rappresenta, nelle parole della presidente, il patrimonio dell’Associazione e che si riflette nel lavoro degli organi e della struttura. “Il futuro del risparmio si costruisce oggi con regole più efficaci ma anche più cultura finanziaria e visione”, conclude, indicando una traiettoria in cui l’industria è chiamata a essere parte attiva della soluzione sia per le famiglie sia per imprese e la crescita del Paese in senso lato.
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