A gennaio 2024, l’osservatorio Pem vede deal in crescita del 42% rispetto all’anno prima. E il ritorno dei grandi accordi fa ben sperare anche per il resto dell’anno. Occhi sul mid-market
Gennaio di ripartenza per il private equity italiano. Dopo un 2023 in tono grigio, il settore ha infatti iniziato il nuovo anno con un risultato da incorniciare. Nel primo mese del 2024 sono stati annunciati ben 34 nuovi investimenti, il 42% in più di quelli chiusi 12 mesi prima e perfino sopra i 32 dello stesso periodo 2021. È quanto emerge dall’Osservatorio Pem condotto dalla Liuc-Business School in collaborazione con Aifi, secondo cui un altro segnale positivo per i prossimi dodici mesi va ricercato nel ritorno dei grandi deal. Un fenomeno ben rappresentato dall’acquisizione di La Piadineria ad opera di Cvc Capital Partners.
Un’altra tendenza rilevata dallo studio riguarda gli operatori: essi si sono maggiormente concentrati sulla ricerca di nuove realtà per arricchire il proprio portafoglio anziché sul potenziamento e la crescita per linee esterne delle proprie portfolio company. Un trend che aveva già caratterizzato il 2023. Le operazioni di buy out hanno infatti rappresentato il 76% dei deal totali, mentre gli add on (aggregazioni aziendali) si sono fermati al 38%. Protagonista resta il Nord Italia, con Lombardia e Veneto sugli scudi, anche se spicca il buon dato toscano.
Industria il settore più attivo. Ma mancano capitali esteri
Per quanto riguarda i settori, i prodotti industriali sono stati quelli maggiormente oggetto di operazioni. Seguono Ict e cleantech. In particolare, i primi due comparti costituiscono da soli oltre la metà dell’intera industry. In calo invece gli investimenti degli operatori internazionali nelle imprese del nostro Paese, che sono scesi sotto la media degli ultimi due anni e hanno ha rappresentato il 44% delle operazioni concluse. Infine, per quanto concerne l’attività all’estero, l’Osservatorio Pem ha mappato anche una manovra d’acquisizione diretta in Europa realizzata da un player domestico e un’operazione di add on avente come target company un’azienda straniera.
Emidio Cacciapuoti, socio dello studio Advant-Nctm
“Difficile fare previsioni per il 2024 ma è ragionevole aspettarsi una significativa attività d’investimenti e disinvestimenti. In particolare nell’area mid-market, che offre maggiori opportunità di consolidamento e incremento del valore nel target e garantisce altresì diverse soluzioni di exit”, osserva Emidio Cacciapuoti.L’esperto, che è socio dello studio Advant-Nctm con cui Aifi ha collaborato per la pubblicazione, fa notare come sempre più spesso si assista a deal in cui operatori di grandi dimensioni (spesso internazionali) subentrano ai gestori italiani che hanno avviato una prima fase di crescita delle pmi tricolori. “In tal caso”, sottolinea, “obiettivo principale di sviluppo è l’internazionalizzazione delle eccellenze nazionali”.
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