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Nei primi 9 mesi del 2022 la raccolta sale del 168%, a fronte di un mercato globale in decisa contrazione. Ma sono state due operazioni a fare la differenza e il terzo trimestre è in calo
Diciannove debutti per una raccolta complessiva di 1,4 miliardi di euro, in crescita del 168% rispetto ai 500 milioni dello stesso periodo dell’anno scorso quando le quotazioni erano state 21. Alla voce Ipo, i primi nove mesi del 2022 di Piazza Affari chiudono con il segno più, proprio in un periodo in cui a livello globale si registra invece una contrazione.
Lo rivelano i risultati dell’Ey Global Ipo Trends Q3 2022, che mette però in guardia da una lettura superficiale dei dati: a decretare il successo del mercato italiano sono state infatti due operazioni di importo significativo concluse nel primo semestre. E se si guarda solo al terzo trimestre la frenata è evidente. Nello specifico del periodo luglio-settembre, già solitamente scarso di operazioni, in Italia sono state registrate 7 Ipo, che hanno raccolto circa 100 milioni, in calo rispettivamente del 30% e del 73% rispetto a un anno fa.
A livello globale nel 2022 ci sono state un totale di 992 Ipo che hanno raccolto proventi per 146 miliardi di dollari, con una contrazione rispettivamente del 44% e del 57% anno su anno. La volatilità (media Cboe Vix) è aumentata dal 19,7 nel 2021 al 25,6 nell’inizio dell’anno in corso.
Secondo l’analisi Ey, è stato il settore tecnologico a registrare il maggior numero di Ipo, sebbene la dimensione media delle operazioni sia calata da 261 milioni di dollari a 123 milioni su base annua. Il settore energetico ha invece prevalso con un aumento dei proventi del 176%, trainato in gran parte da tre delle prime cinque operazioni globali del 2022, mentre il settore dei prodotti di consumo ha assistito alla contrazione maggiore della dimensione media delle operazioni (69%).
“I dati mostrano che prosegue nel 2022 il periodo di incertezza per le società, i processi di Ipo e gli investitori, che hanno dovuto affrontare crescenti sfide macroeconomiche, incertezze del mercato, crescente volatilità e calo dei prezzi delle azioni sui mercati globali, ulteriormente accentuato nel Q3 2022 dall’aumento dell’inflazione e dall’aumento dei tassi di interesse”, spiega Paolo Aimino, Ipo e capital markets leader di Ey in Italia.
Per l’esperto, questa situazione sta portando la maggior parte delle aziende e degli investitori a ritardare o mettere in stand-by le proprie decisioni, allungando le tempistiche dei processi di Ipo, e ad assumere un approccio attendista in vista di un mercato azionario più stabile, positivo e meno volatile, che possa favorire migliori opportunità.
“Dalla fine del primo trimestre 2022 si è riscontrata infatti un’inversione di tendenza nell’attrattività dell’accesso ai mercati di equity e questo trend sembra confermato dallo scarso numero di quotazioni attese nella parte conclusiva dell’esercizio 2022 – sottolinea -. Notiamo altresì che gli investitori tendono sempre più a dedicare una maggiore attenzione ad aziende caratterizzate da una maggiore redditività pre-Ipo e un elevato potenziale di creazione di valore e appaiono sensibili alle tematiche Esg, come dimostrano i segnali positivi provenienti dal settore tecnologico ed energetico”.
Secondo Aimino, la ripresa delle operazioni è condizionata da una diminuzione delle incertezze del mercato e della volatilità che potranno invertire la tendenza registrata nel 2022 e spingere una crescita del numero di Ipo di grandi dimensioni. “Con auspicabilmente migliori rendimenti post-quotazione, così da fare da apripista per il percorso di avvicinamento al mercato dei capitali delle altre aziende”, conclude.
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