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Osservatorio Anima: la capacità di risparmio si conferma elevata e in crescita. E aumenta l’interesse per i prodotti finanziari, che superano il mattone nella classifica dei preferiti
Il futuro non lo vedono proprio roseo, soprattutto per quanto riguarda la situazione finanziaria personale, e sono ancora preoccupati dall’inflazione. Per questo gli italiani continuano a risparmiare, puntando a farlo in misura ancora maggiore, e hanno voglia di mettere a frutto il loro gruzzolo. La propensione a investire, infatti, non è mai stata così alta, e si accompagna ad un aumento dell’interesse per i prodotti finanziari, che sorpassano l’amato mattone nella classifica delle preferenze. È questo il quadro che emerge dall’edizione di marzo dell’Osservatorio Anima, realizzata in collaborazione con le società di ricerche di mercato Eumetra e Dogma Research.
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Prudenza sulla propria situazione finanziaria
L’indagine è stata condotta tra il 28 gennaio e il 4 febbraio scorsi su un campione di oltre mille adulti adulti titolari di un conto corrente bancario o libretto bancario-postale e con accesso ad Internet, di cui la metà investitori. Ne emerge un declino delle aspettative sulla situazione personale, con il 30% dei bancarizzati e il 27% di chi investe convinti che sia destinata a peggiorare nel giro di un anno, contro il 28% e il 22% di sei mesi fa. La situazione migliora quando si passa ad analizzare la soddisfazione delle famiglie sulla propria situazione finanziaria, che il 43% dei primi e il 58% dei secondi giudica ‘abbastanza’ o ‘molto’ solida.
Stabile il sentiment sull’Italia, ma l’inflazione preoccupa ancora
Per quanto riguarda invece la situazione dell’Italia, il sentiment degli italiani appare stabile. Il 22% dei bancarizzati e il 26% degli investitori ritengono infatti che ci sia stato un miglioramento rispetto a un anno fa, percentuali in leggero miglioramento per il primo gruppo e in lieve calo per il secondo se confrontate con il 21% e il 27% dello scorso autunno. Confermate anche le aspettative per il futuro del Paese: il 22% dei bancarizzati e il 25% degli investitori si aspettano un miglioramento della situazione tra un anno, rispettivamente in aumento dal 20% e in diminuzione dal 26% di sei mesi fa.
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Anche se in calo di 5 punti percentuali per entrambi i gruppi, resta comunque alta la preoccupazione per l’inflazione. Il 47% dei bancarizzati e il 38% degli investitori temono ancora molto l’aumento di prezzi. Analizzando il dato per fasce d’età, si nota come il timore per il carovita aumenti progressivamente con l’avanzare dell’età fino ai 64 anni, per poi calare significativamente fra gli over 65. Al contempo, il numero medio di progetti resta stabile, mentre il numero di chi ne ha almeno uno sale da 32 a 33 milioni. Per realizzarli, gli italiani adottano le stesse strategie evidenziate nello scorso semestre: innanzitutto la riduzione delle spese superflue (56%), poi l’accumulo di denaro per risparmiare-investire (52%) e infine un efficientamento della gestione dei risparmi in funzione degli obiettivi (30%).
Aumenta il risparmio e la propensione a investire sale ai massimi
La capacità di risparmio si conferma elevata e in crescita: il 57% dei bancarizzati e il 74% degli investitori riescono ad accantonare una parte del proprio reddito con costanza, mentre in autunno riuscivano a farlo solo il 51% e il 68%. Aumenta poi l’interesse per i prodotti finanziari, in cui investirebbero il 61% dei primi e l’81% dei secondi, percentuali in aumento rispettivamente di 6 e 7 punti rispetto alla rilevazione precedente. Al secondo posto, sebbene in calo, resta la preferenza per gli immobili, prediletti dal 30% dei bancarizzati e dal 27% degli investitori.
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Intanto, sale ai massimi della propensione a investire, che a marzo è in aumento di 7 punti percentuali rispetto a settembre 2024. Inoltre, il 48% dei bancarizzati e il 61% degli investitori si considerano ‘molto’ o ‘abbastanza’ soddisfatti dei propri prodotti d’investimento. Per i Piani di accumulo di capitale (PAC) in particolare, lo studio rileva un crescente interesse e una maggiore adesione, sia tra i bancarizzati (22%) che tra gli investitori (40%), con percentuali in netto aumento rispetto a marzo 2022. Torna poi l’interesse per il rendimento legato alla sostenibilità: questa resta infatti ‘molto’ o ‘abbastanza’ importante per il 79% dei bancarizzati e l’83% degli investitori, nonostante un lieve calo rispetto a rilevazione autunnale. Tuttavia, emerge un cambiamento nelle priorità di coloro a cui viene chiesto di scegliere fra sostenibilità e rendimento. Il 48% dei bancarizzati e il 45% degli investitori privilegiano ancora la prima, ma sale il numero di chi dà maggior peso al secondo: oggi lo fa il 52% dei bancarizzati e il 55% di chi investe, in crescita rispettivamente del 9% e del 5%.
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