Justin “Biff” Ourso, senior managing director, global head of Nuveen Infrastructure, la piattaforma di gestione di cui si avvale anche TIAA, spiega a FocusRisparmio il momento del comparto su cui si concentrano maggiormente i piani di ripresa delle economie nel mondo post-Covid
Justin “Biff” Ourso, senior managing director e global head of Nuveen Infrastructure
“Una delle migliore opportunità di investimento in assoluto in questo momento”. Il grado di convinzione espresso da Biff Ourso, senior managing director, global head of Nuveen Infrastructure, è massimo quando l’argomento della discussione cade sulle infrastrutture. Una asset class che la casa di gestione divide in quattro aree di interesse: trasporti, energy e utilities, infrastrutture sociali e comunicazione.
Prima di entrare nel dettaglio dei progetti più interessanti e delle opportunità di investimento, quali sono le evidenze che vi rendono così postivi sulle prospettive del settore?
La pressante necessità globale di sviluppo delle infrastrutture richiederà investimenti massicci nei prossimi decenni. Secondo il Global Infrastructure Hub, la spesa globale prevista per le infrastrutture di base (trasporti, energia, acqua e comunicazioni) è pari a 79.000 miliardi di dollari tra il 2016 al 2040, mentre il bisogno effettivo di investimenti si attesta a 94.000 miliardi di dollari. Ciò significa che ogni anno sono necessari circa 3.700 miliardi di dollari addizionali rispetto a quelli effettivamente allocati alla spesa infrastrutturale. Inoltre, assistiamo ad una domanda di infrastrutture in aumento anche per effetto della crescita della popolazione e per il processo di urbanizzazione ancora in corso.
L’espansione e la modernizzazione delle infrastrutture è una condizione non negoziabile per la crescita economica, specialmente per i Paesi in via di sviluppo. Per competere con successo nel mercato globale, tali economie devono investire pesantemente per sostenere le iniziative di crescita e attrarre capitale a livello internazionale. Contemporaneamente, i paesi sviluppati devono sostituire e aggiornare infrastrutture obsolete o inadeguate, in particolare in relazione alla transizione ecologica e digitale su cui puntano in modo unanime i piani di ripresa post-pandemici. Lo squilibrio fondamentale tra domanda e offerta di capitali per il finanziamento di infrastrutture continuerà ad aumentare, presentando ai potenziali investitori una serie di nuove opportunità.
Quali sono le caratteristiche del settore infrastrutturale e come sono potenziate da questa crescita della domanda?
Alcuni degli elementi distintivi sono ben noti e costanti. Tra questi la stabilità dei flussi di cassa generati, le alte barriere all’ingresso data la grande quantità di capitale e i costi fissi o la connessione con il lungo periodo in forza della natura ultradecennale dei progetti.
Un aspetto che in questo momento va sottolineato in particolar modo è un duplice effetto di copertura nei confronti dell’inflazione. Da un lato, con prezzi in aumento il costo di dismissione e ricostruzione di un’infrastruttura aumenta considerevolmente, rendendo più conveniente un processo di manutenzione costante piuttosto che una sostituzione; dall’altro, gran parte dei contratti che governano l’utilizzo di infrastrutture, pensiamo alle strade a pedaggio, sono collegati in modo diretto all’inflazione e comprendono clausole che permettono di alzare il prezzo per il loro utilizzo a determinate condizioni.
Come esporsi quindi al settore delle infrastrutture? Quali sono le possibilità a disposizione di un investitore?
Le complessità e le barriere all’ingresso rendono articolato l’investimento diretto in progetti infrastrutturali, mentre per quanto riguarda l’investimento tramite strumenti di private equity e private debt è necessario considerare la strutturale illiquidità così come i costi di gestione in media più alti rispetto ai mercati pubblici. Le infrastrutture quotate offrono, invece, una serie di caratteristiche e benefici unici da un punto di vista di investimento oltre ad essere generalmente sottorappresentate nei principali indici azionari. Un’opportunità per tutti quegli investitori alla ricerca di una fonte di diversificazione per il proprio portafoglio e che puntano ad aumentare l’esposizione ad una asset class che ha dimostrato storicamente di offrire grande protezione nelle fasi di discesa dei mercati. Assemblare un portafoglio diversificato con rigorosa gestione del rischio non è certo un compito facile: occorrono una expertise globale, ampie risorse e track record consolidato nel tempo.
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