Closing previsto a fine 2026. Poste le basi per un colosso dell’asset management da circa 2.500 miliardi di dollari di AuM. Ma lo storico gestore britannico manterrà il suo marchio. Obiettivo dell’operazione: consolidare la presenza globale
Nuova mossa nel risiko del risparmio gestito. La casa di gestione Nuveen, proprietà del gruppo previdenziale statunitense Teachers Insurance and Annuity Association of America (TIAA), ha infatti raggiunto un accordo per l’acquisizione dell’asset manager britannico Schroders alla cifra di 9,9 miliardi di sterline britanniche (pari a circa 11,98 miliardi di euro) da corrispondere interamente in contanti. Un’operazione di cui hanno dato notizia le stesse società attraverso un comunicato sui rispettivi siti internet e che dovrebbe portare alla nascita di uno dei maggiori player di settore panorama internazionale. Obiettivo: rafforzare la presenza globale in una stagione di crescente competizione.
L’annuncio è stato effettuato nel Regno Unito ai sensi della Rule 2.7 dell’UK Takeover Code. Se completata, la transazione darebbe vita a un gigante dell’asset management globale con asset under management combinati prossimi a 2.500 miliardi: Schroders gestisce infatti un patrimonio di circa 1.000 miliardi di dollari, mentre Nuveen ne detiene 1.400 miliardi. In base ai termini comunicati, ogni azionista dell’acquisita riceverebbe 590 pence per azione in contanti alla data di completamento (circa 7,14 euro al cambio corrente) in aggiunta alla possibilità di incassare e trattenere dividendi ‛permessi’ fino a 22 pence complessivi prima del closing (0,27 euro) per un valore totale implicito fino a 612 pence ad azione (7,41 euro) e una valorizzazione complessiva di circa 9,9 miliardi di sterline. La chiusura è attesa nel quarto trimestre 2026, subordinata alle condizioni tipiche di questo tipo di operazioni incluse approvazioni assembleari e antitrust o regolatorie.
I dettagli operativi
La struttura di integrazione prevista punta a preservare continuità operativa dei due gruppi: per almeno 12 mesi dopo il completamento del deal, Schroders dovrebbe quindi continuare a operare come business a sé stante all’interno del perimetro di Nuveen. Contestualmente il suo amministratore delegato, Richard Oldfield, resterebbe alla guida e riporterebbe direttamente al numero uno di Nuveen, William Huffman, entrando anche a far parte dell’executive management team. Oltre al mantenimento del marchio sotto cui opera lo storico gestore britannico, è stato anche precisato che Londra resterà il principale hub operativo della risultante e il più grande ufficio della combined entity con circa 3.100 professionisti: una scelta che segnala la volontà di mantenere un radicamento significativo nel mercato britannico.
Come spiegato dalle stesse società coinvolte, le rispettive attività sono altamente complementarie l’operazione rappresenta un’opportunità per unire i loro punti di forza in modo da accelerarne la crescita ma anche servire meglio i clienti e creare uno dei maggiori gestori patrimoniali attivi al mondo. L’obiettivo dichiarato è quindi quello di costruire un player con maggiore scala e una piattaforma integrata tra mercati pubblici e privati, combinando soluzioni per clientela wealth e istituzionale ma anche capacità sulle diverse asset class seguite: non solo azionario e obbligazionario ma anche multi-asset, infrastrutture, private capital e real estate. In questa logica, l’operazione viene presentata come un’accelerazione verso un’offerta più ampia e una distribuzione più globale, con presenza in oltre 40 mercati.
Più servizi e prodotti
William Huffman, ceo di Nuveen
“Attraverso questo entusiasmante e trasformativo passo per entrambe le nostre prestigiose società”, ha detto il ceo di Nuveen, “non vediamo l’ora di accogliere Schroders nella nostra famiglia”. Poi, a conferma di quanto il deal miri ad ampliare la presenza globale della casa, ha aggiunto: “Unendo le nostre piattaforme, competenze, reti di distribuzione e culture complementari, creeremo una straordinaria opportunità per migliorare il modo in cui serviamo i nostri clienti collettivi attraverso l’accesso a nuovi mercati ma anche un’offerta di prodotti più vasta e un bacino più ampio di talenti negli investimenti”. Gli ha fatto eco il numero uno di Schroders, che ha sottolineato come la scalabilità sia fondamentale per genere vantaggi un panorama competitivo. “L’operazione accelererà significativamente i nostri piani di crescita per creare una piattaforma leader di investimenti pubblico-privati con una maggiore portata geografica e un bilancio consolidato”, ha affermato in particolare.
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