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PwC: nel 2025 operazioni stabili, ma il valore sale del 36% grazie ad AI e mega deal. Il nostro Paese fa meglio della media mondiale. Il 2026 si preannuncia ricco: investitori strategici e grandi fondi favoriti
Per il mercato globale dell’M&A, il 2025 passa in archivio con segnali di forte ripresa, grazie all’intelligenza artificiale, al dinamismo statunitense e al ritorno dei mega deal. E lascia ben sperare per il 2026. Ancora migliori le prospettive per l’Italia, dove l’attività di fusioni e acquisizioni lo scorso anno ha messo a segno una notevole accelerata, spinta dal settore finanziario. Bilancio e previsioni arrivano dal report ‘PwC Global & Italian M&A Trend 2025 e Outlook 2026’, stando al quale i volumi complessivi delle transazioni mondiali sono rimasti stabili, mentre il valore totale è balzato del 36% raggiungendo i 3.500 miliardi di dollari. Nel nostro Paese, invece, si è registrato un incremento del 16% delle operazioni annunciate, pari a circa 1.750, per un valore in crescita del 17,8% a 62 miliardi di dollari (52,6 miliardi di euro), con ben 12 deal superiori al miliardo.
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Nel 2026 favoriti gli investitori strategici e i grandi fondi
A livello globale, secondo lo studio, il mercato M&A sta vivendo una fase di stabilità nei volumi e di crescita dei mega deal. Per gli esperti questa tendenza continuerà anche nel 2026, seppure influenzata dalle incertezze geopolitiche e dalle tensioni commerciali. I tassi di interesse in calo e l’abbondante liquidità favoriranno gli investitori strategici e i fondi di maggiori dimensioni con abbondante liquidità a disposizione. Si creerà, insomma, un mercato a due velocità dove i player minori potrebbero incontrare maggiori difficoltà di finanziamento.
Il dominio tech
Nel corso del 2025 sono state annunciate 111 transazioni in tutto il mondo superiori ai 5 miliardi di dollari, contro le 63 del 2024, anche se si resta lontani dai massimi toccati nel 2021, anno della pandemia. Si contano inoltre circa 500 deal tra 1 e 5 miliardi di dollari. Sul piano geografico, gli Stati Uniti si confermano protagonisti, rappresentando meno di un quarto dei volumi globali di operazioni annunciate, ma oltre la metà del loro valore aggregato. Intanto, arrivano segnali di rilancio in mercati come India, Giappone e Medio Oriente e da alcuni Paesi EMEA. A livello settoriale, i mega deal si concentrano in pochi comparti come technology (26), financial services (13), industrial manufacturing (11). Anche quest’anno, secondo Pwc, il tech continuerà a dominare per valore, trainato da investimenti in AI e digitale. Ma non sarà da solo: industria e healthcare mostreranno infatti una forte spinta all’innovazione e alla trasformazione dei modelli operativi.
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Le banche spingono il mercato italiano
In Italia, il mercato M&A ha mostrato lo scorso anno una vitalità superiore alla media mondiale. Nonostante un calo nelle operazioni chiuse (-8%), la forte concentrazione di annunci nel secondo semestre del 2025 promette un inizio di 2026 dinamico. A sostenere la crescita tricolore è stato soprattutto il settore financial services, forte di circa 220 operazioni per un valore di 27 miliardi di dollari, con l’OPS di MPS su Mediobanca e quella di Bper su Banca Popolare di Sondrio a guidare la carica. Tra i mega deal, se ne conta uno anche nel settore energy&utilities (Eni Plenitude ed Ares Alternative) e tre in altri comparti: Prada/Versace e NewPrinces/Carrefour Italia nel consumer, mentre nell’industria spicca l’operazione tra Leonardo e Iveco Defense Vehicles. Anche l’attività outbound (acquisizioni all’estero da parte di aziende nazionali) è cresciuta, con 12 deal superiori al miliardo di dollari che hanno coinvolto player come Snam e Mfe (Prosiebensat) in Germania, Ferrero e Prysmian in Usa, Generali in Francia e Saipem in Uk. E il nuovo anno si preannuncia ricco: secondo la 29ª Global Ceo Survey di PwC, infatti, oltre un ceo italiano su due (il 52%) prevede un’acquisizione nei prossimi tre anni.
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