In molti centri di ricerca e università si sta formando una multiforme teoria economica eterodossa che viene chiamata il nuovo pensiero economico. In parallelo, in numerosi giornali, blog, e siti sono formulati appelli a cambiamenti sociali di grande entità. Gli obiettivi di queste attività sono molteplici, ma riguardano soprattutto le conseguenze dei cambiamenti tecnologici, la transizione verde, la giustizia sociale, l’eliminazione di devastanti guerre e conflitti
Sergio Focardi, professore di Economia della complessità alla Franklin University Switzerland di Lugano
Nuove idee da tempo si stanno imponendo sulla scena economica e sociale e hanno ormai permeato anche il pensiero delle grandi organizzazioni internazionali. Lo European Union Green Deal approvato nel 2020 prevede tre obiettivi principali: eliminazione delle emissioni di gas a effetto serra entro il 2050, crescita economica svincolata dall’uso di risorse naturali, giustizia sociale. Che cosa sta realmente cambiando? Come può l’asset management trarre profitto da questi mutamenti. Come affrontiamo la minaccia sempre più reale della catastrofe climatica dell’esaurimento delle risorse naturali? Alcuni ambientalisti invocano la decrescita, cioè chiedono di fermare i processi di innovazione e sviluppo, ritornare a una vita più semplice che non distrugga l’ambiente. Ma in realtà la maggior parte delle persone non vuole la decrescita.
Niente di nuovo
Già nella seconda metà del 1300, nelle Rime, Francesco Petrarca scrive di “…quelle ghiande che pur fuggendo tutto il mondo onora”. La grande sfida è continuare a crescere in un mondo sempre più complesso e in rapido movimento senza distruggere l’ambiente. In numerosi articoli abbiamo proposto la crescita qualitativa come soluzione al problema dello sviluppo in un mondo a risorse naturali finite. In molti documenti legati allo European Green Deal, approvato all’inizio del 2020, l’Unione Europea suggerisce …
Alla tavola rotonda dell’ANCP Financial Forum di Bologna, Sandrini (Amundi SGR), De Luca (Gamma Capital Markets) e Cesarano (Sella SGR) spiegano dove si nascondono i rischi dietro gli indici e come difendere i portafogli
Accenture: una compagnia su due sta sviluppando casi d’uso in diverse funzioni aziendali. E il valore dell’intermediazione si sta spostando verso la consulenza. La sfida? Passare dalla sperimentazione alla scala
Nasce un polo da 55 miliardi di masse gestite in nome dell’integrazione, della collaborazione e delle sinergie fra le due banche. L’operazione, soggetta alle autorizzazioni di legge, avrà efficacia da febbraio 2027
Ovb Holding: il 43% (60% dei giovani) la usa regolarmente o occasionalmente, ma la fiducia è limitata. E tre su quattro chiamano il professionista per passare all’azione. Il futuro della consulenza? Per i risparmiatori è ibrido
La società combinata sarà tra i primi dieci operatori globali nell’azionario e nel reddito fisso a gestione attiva e nei mercati privati. Londra la sede principale fuori dagli USA
Sei ragazzi italiani su dieci sono certi i risparmi non basteranno, ma appena il 20% si è affidato a un secondo pilastro. E nel resto del mondo il quadro non cambia. Marchetti (Fineco): “Scuola, digital e consulenti per cambiare le cose”
Durante la seconda giornata del FeeOnly Summit 2026 i vertici di OCF, Nafop, Assonova e AssoSCF fotografano una categoria giovane e in crescita, frenata da un vincolo normativo. Sul tavolo anche il vuoto lasciato dagli sportelli bancari e il rebus intelligenza artificiale
Oltre cento società, quasi mille professionisti, 30 miliardi di masse nelle mani dei consulenti fully independent. Questi i numeri presentati al FeeOnly Summit 2026 di Verona
Il patrimonio finanziario mondiale è salito dell’8,6% a quota 268.400 miliardi di euro. La crescita tricolore è stata del 7,4% grazie a una nuova composizione del risparmio sempre più orientata ai mercati. Allianz: i portafogli dettano il ritmo
Secondo i dati del Raisin Money Confidence Index 2026, l’Italia è ottava su 11 Paesi. Per il 54,7% delle famiglie il taglio del costo della vita è la priorità. E il 57,2% delle donne dichiara un forte stress economico
Secondo la Ing Global Investment Survey, tre su quattro investono già o sono disponibili a farlo. Aumenta la consapevolezza che lasciare i soldi fermi sia un rischio, ma pesano la paura delle perdite e la complessità degli strumenti
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