Sondaggio BlackRock: nel Vecchio Continente sono 11 milioni coloro che hanno debuttato nel mondo degli investimenti nel 2024. Nel nostro Paese, nei prossimi 12 mesi la metà degli esordienti sarà donna e il 30% avrà tra i 18 e i 34 anni. Ecco cosa cercano
Le donne e i giovani trainano la crescita degli investitori europei e continueranno a farlo. È quanto emerge dal sondaggio ‘People & Money 2024’ che BlackRock ha commissionato a YouGov e che ha coinvolto quattordici Paesi del Vecchio Continente, compreso il nostro. Il numero di chi ha deciso per la prima volta di acquistare un prodotto finanziario è infatti cresciuto di 11 milioni nell’ultimo anno proprio grazie a queste due categorie: nel 2024 il 34% degli europei avrà investimenti, con una crescita relativa dell’11% rispetto al 2023. E l’Italia non fa eccezione: nei prossimi mesi quasi la metà (49%) dei nuovi investitori sarà donna e il 30% avrà tra i 18 e i 34 anni (rispetto al 38% e al 20% attuali).
Secondo Timo Toenges, head digital wealth Emea di BlackRock, l’incremento continuo dal 2020 è dovuto a una combinazione di fattori, tra cui la riduzione delle barriere di accesso attraverso i canali digitali. “Gli europei continuano ad affrontare sfide finanziarie, tra cui la mancanza di sufficienti soluzioni previdenziali”, osserva. Sottolineando come, prima il basso costo del denaro e poi il contesto caratterizzato da tassi più alti e inflazione elevata hanno penalizzato i detentori di liquidità. “L’insieme di queste tendenze ha indotto milioni di europei a rivolgersi ai mercati dei capitali per assicurarsi un futuro finanziario migliore a lungo termine”, spiega.
La carica di Gen Z, Millennials e donne
Negli ultimi dodici mesi, il numero di donne che investe è aumentato dell’11% rispetto all’anno precedente, con un’incidenza nel 2024 del 29% sul totale. Nello stesso periodo gli uomini sono cresciuti solo del 4% (47%). Dal momento che questi ultimi sono tradizionalmente più affermati come investitori, risulta evidente come gli investimenti si stiano aprendo a nuovi profili. E dalle percentuali risulta anche chiaro come, nonostante l’accelerazione, c’è comunque ancora molta strada da fare per raggiungere la parità di genere. Lo studio mostra poi anche un aumento significativo di alcuni gruppi di età, con un incremento del 13% fra chi ha tra i 25 e i 34 anni.
Per quanto riguarda l’Italia, l’indagine rivela che quasi un terzo degli intervistati (27%) non possiede prodotti di risparmio o di investimento. Tra le principali barriere, il 71% cita la mancanza di denaro. Tuttavia i giovani (Generazione Z e i Millennials) sono più propensi a dichiarare di non capire come si fa, con il 61% che indica l’assenza di conoscenze come principale ostacolo. A livello europeo, la principale motivazione che frena i ‘non investitori’ è la mancanza di denaro sufficiente (65%), mentre un terzo cita la scarsità di nozioni (33%). Anche in questo caso, l’età influenza in modo significativo le risposte: la maggioranza (56%) della Generazione Z e dei Millennial si focalizza sulle competenze, mentre per gli over 35 è la percezione di non avere abbastanza soldi a far da freno (69%).
I nuovi investitori
Nonostante questo, sempre più europei investono e prevedono di continuare a farlo da qui ai prossimi dodici mesi. Nel 2024, il 34% avrà prodotti finanziari, con una crescita relativa dell’11% rispetto al 2023. In particolare, il sondaggio mostra tre diverse aree di questo progresso. Nei Paesi nordici si registra un’elevata partecipazione, con una persona su due che investe. Il Regno Unito ha registrato l’aumento maggiore rispetto all’anno precedente, con un incremento del 21% (dal 30% nel 2022 al 36% nel 2024), pari a 3,5 milioni di nuovi investitori. La Germania e la Svizzera rimangono i principali mercati: Berlino può vantare oltre un investitore su tre e una crescita significativa dal 2022, con 3,2 milioni di debuttanti (14%). Nel Sud Europa c’è invece ancora margine di crescita, con una penetrazione degli investimenti del 28% in Spagna e Portogallo e del 29% in Francia e Italia. Per Roma, in particolare, si prevede un’espansione, con un 6% di ‘non investitori’ che dovrebbero entrare nel mercato, pari a un potenziale di 2,1 milioni di esordienti.
Un grande driver è ovviamente costituito dai canali digitali. La stragrande maggioranza della Generazione Z e dei Millennial che detiene ETF utilizza infatti piattaforme digitali (80%). In particolare, i giovani tra i 18 e i 34 anni mostrano una significativa preferenza per le piattaforme di investimento online e per i broker, rispetto agli over 35 (il 56% contro il 37%). Anche questi ultimi stanno però dimostrando un certo interesse, ma sono più propensi a investire in ETF attraverso il sito web della propria banca rispetto ai più giovani (il 40% contro il 32%). Indipendentemente dall’età, in tutto il Continente domina comunque il digitale: il 44% degli europei che detiene ETF preferisce accedervi tramite una piattaforma di investimento online o un broker, il 37% tramite il servizio web della propria banca e il 13% tramite un robo advisor. Solo il 21% ha indicato che preferirebbe rivolgersi a un consulente della propria banca e il 13% a un consulente finanziario.
Naturalmente le differenze geografiche sono profonde. La preferenza per le piattaforme digitali è più forte in alcuni mercati del Nord Europa, mentre in quelli con tassi di partecipazione agli investimenti in ETF più bassi, come Francia (8%), Italia (15%) e Spagna (13%), una percentuale significativa preferisce rivolgersi a un consulente (rispettivamente il 48%, il 36% e il 31%). In ogni caso, sebbene la maggior parte di chi sottoscrive uno di questi prodotti nel nostro Paese scelga i siti web (65%), questi investitori sono anche più propensi a ricorrere agli advisor rispetto alle loro controparti europee, con il 45% che consulta un professionista di persona. La scelta dell’online è significativamente più alta tra i 18-34enni (75%), mentre quasi la metà degli over 35 preferirebbe utilizzare servizi di consulenza di persona (49%).
Luca Giorgi, managing director, Head of iShares and Wealth BlackRock Southern Europe
Si prevede inoltre che i futuri investitori italiani in ETF saranno più giovani, con il 35% rappresentato da individui di età compresa tra i 18 e i 34 anni e il 34% da donne (rispetto al 21% e al 25% attuali). “Il mondo degli investimenti è in continua evoluzione e il segmento del Digital Wealth continua a crescere in Italia, attirando nuovi investitori che scelgono piattaforme digitali e soluzioni trasparenti”, commenta Luca Giorgi, head of iShares and Wealth BlackRock Southern Europe. “Le nuove generazioni prediligono l’utilizzo di strumenti come gli ETF e guardano sempre più al canale digitale per compiere i primi passi. Questa democratizzazione consentirà a un numero ancora maggiore di persone di accedere a strumenti finanziari efficienti, promuovendo l’inclusione”, aggiunge.
Fondi sempre in testa
In generale, la maggioranza degli investitori europei (51%) utilizza fondi d’investimento tra cui fondi comuni ed ETF. I singoli titoli rimangono l’opzione più diffusa (55%), con un aumento, dal 2022 al 2024, del 6% di chi li ha scelti. Un investitore europeo su cinque (20%) possiede ora un ETF, con una crescita pari a 3,7 milioni di nuovi sottoscrittori rispetto al 2022. Di fatto, questi strumenti sono quelli che corrono più velocemente (+19% rispetto all’indagine precedente). Le donne hanno contribuito maggiormente a tale espansione (37% contro il 13% degli uomini) e i più giovani hanno una probabilità significativamente maggiore di possedere un ETF (24%) rispetto agli over 35 (19%). Per l’Italia si prevede una crescita del 35% degli utilizzatori di ETF nei prossimi dodici mesi. Quasi due intervistati su cinque che non detengono attualmente alcun investimento potrebbero iniziare così (39%).
Anche l’obbligazionario è una delle categorie di investimento in rapida crescita rispetto al 2022 (+8%). Quasi un investitore su cinque in Europa detiene bond governativi o societari (17%), grazie al contesto di rendimenti più elevati dell’ultimo anno. La domanda mostra poi anche una crescente tendenza degli investitori individuali, con profili sempre più sofisticati, a riconoscere l’impatto dei tassi e a comprendere le diverse modalità di accesso al fixed income. Quasi la metà degli italiani ha scelto le obbligazioni (45%), rendendole anche l’opzione preferita. La domanda tricolore è guidata in modo significativo dagli over 55 (54%), ma in generale il possesso di bond ha registrato la maggiore crescita tra i diversi prodotti rispetto all’anno precedente, con un incremento di oltre un quinto (21%). E la corsa dovrebbe continuare: i nostri connazionali confermano infatti di essere più propensi a investire in reddito fisso anche nei prossimi dodici mesi (8%, la maggior propensione tra i diversi mercati).
Le criptovalute diventano mainstream
Infine, si sta assistendo a uno spostamento verso le criptovalute, con oltre un investitore su cinque che ha segnalato di averle scelte (22%). La crescita è più evidente tra le donne, con un aumento del 18% rispetto all’anno precedente (+4% tra gli uomini), mentre i mercati più importanti sono il Portogallo, dove il 43% degli intervistati che investono detiene criptovalute (secondo investimento più popolare dopo le azioni), i Paesi Bassi (40%) e la Svizzera (34%).
Alla tavola rotonda dell’ANCP Financial Forum di Bologna, Sandrini (Amundi SGR), De Luca (Gamma Capital Markets) e Cesarano (Sella SGR) spiegano dove si nascondono i rischi dietro gli indici e come difendere i portafogli
Accenture: una compagnia su due sta sviluppando casi d’uso in diverse funzioni aziendali. E il valore dell’intermediazione si sta spostando verso la consulenza. La sfida? Passare dalla sperimentazione alla scala
Nasce un polo da 55 miliardi di masse gestite in nome dell’integrazione, della collaborazione e delle sinergie fra le due banche. L’operazione, soggetta alle autorizzazioni di legge, avrà efficacia da febbraio 2027
Ovb Holding: il 43% (60% dei giovani) la usa regolarmente o occasionalmente, ma la fiducia è limitata. E tre su quattro chiamano il professionista per passare all’azione. Il futuro della consulenza? Per i risparmiatori è ibrido
La società combinata sarà tra i primi dieci operatori globali nell’azionario e nel reddito fisso a gestione attiva e nei mercati privati. Londra la sede principale fuori dagli USA
Sei ragazzi italiani su dieci sono certi i risparmi non basteranno, ma appena il 20% si è affidato a un secondo pilastro. E nel resto del mondo il quadro non cambia. Marchetti (Fineco): “Scuola, digital e consulenti per cambiare le cose”
Durante la seconda giornata del FeeOnly Summit 2026 i vertici di OCF, Nafop, Assonova e AssoSCF fotografano una categoria giovane e in crescita, frenata da un vincolo normativo. Sul tavolo anche il vuoto lasciato dagli sportelli bancari e il rebus intelligenza artificiale
Oltre cento società, quasi mille professionisti, 30 miliardi di masse nelle mani dei consulenti fully independent. Questi i numeri presentati al FeeOnly Summit 2026 di Verona
Il patrimonio finanziario mondiale è salito dell’8,6% a quota 268.400 miliardi di euro. La crescita tricolore è stata del 7,4% grazie a una nuova composizione del risparmio sempre più orientata ai mercati. Allianz: i portafogli dettano il ritmo
Secondo i dati del Raisin Money Confidence Index 2026, l’Italia è ottava su 11 Paesi. Per il 54,7% delle famiglie il taglio del costo della vita è la priorità. E il 57,2% delle donne dichiara un forte stress economico
Secondo la Ing Global Investment Survey, tre su quattro investono già o sono disponibili a farlo. Aumenta la consapevolezza che lasciare i soldi fermi sia un rischio, ma pesano la paura delle perdite e la complessità degli strumenti
Iscriviti per ricevere gratis il magazine FocusRisparmio