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OAM: nel secondo trimestre calano clienti (1,35 milioni) e controvalore detenuto ( 2,2 miliardi). Giovani più interessati, ma gli over 40 anni hanno i portafogli più consistenti. Aumentano i Vasp
Si affievolisce l’amore degli italiani per le criptovalute. A decretare la virata in negativo del mercato delle monete digitali è stato il secondo trimestre del 2024, che ha fatto registrare una flessione sia sul fronte del numero di clienti che detengono Bitcoin&co (-2%), calati a quota 1,35 milioni, sia su quello del controvalore del saldo totale (-22%), sceso a 2,2 miliardi di euro. Il bilancio emerge dai flussi trimestrali inviati dagli operatori iscritti nella sezione speciale del Registro dei cambiavalute, tenuto dall’Organismo agenti e mediatori.
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Aumentano i Vasp iscritti al registro
Nel secondo trimestre sono diminuite anche le operazioni di conversione da valuta legale a virtuale e viceversa, che hanno segnato un calo rispettivamente del 19% e dell’8%, così come sono scesi il numero di clienti e il controvalore delle operazioni effettuate. Nonostante il segno meno, continuano però a crescere sia Vasp (virtual asset service provider) iscritti al registro, che aumentano del 4% passando da 144 a 150, sia i clienti trasmessi (+4%). Si riduce però la percentuale di Vasp che hanno trasmesso il flusso segnaletico (-7%). Il periodo maggio-giugno conferma infine la struttura di mercato, che vede le operazioni concentrate presso i provider di maggiori dimensioni.
Giovani più interessati, ma gli over 40 anni hanno i portafogli più consistenti
L’analisi mostra poi una tipologia di clientela consolidata: i giovani sono i più interessati alle criptovalute, ma detengono valori minimi, mentre i portafogli più consistenti riguardano la fascia di età tra i 40 e i 60 anni. Rispetto al totale dei clienti trasmessi (circa 1,95 milioni), l’OAM ha rilevato che il 69% (circa 1,351 milioni) deteneva al 30 giugno scorso criptovalute in portafoglio per un controvalore pari a 2.224.261.832 euro. Una cifra che equivale a un valore medio di 1.645,76 euro per cliente. Nel secondo trimestre del 2024 sono state effettuate 2.784.159 operazioni di conversione da valuta legale a virtuale (in media 9 per cliente con un importo di 263,06 euro) e 2.859.128 di conversione da valuta virtuale a legale (in media 10,62 per cliente con un importo di 266,01 euro).
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Il 99,9% dei clienti dei Vasp è una persona fisica. E la maggioranza sono giovani: il 37% ha infatti tra i 18 e i 29 anni e il 28% tra i 30 e i 39. Il peso percentuale si riduce man mano che sale la fascia d’età, arrivando all’1% degli over 70. Per quanto riguarda invece le persone giuridiche (appena lo 0,09% del totale) a livello geografico sono concentrate nelle aree del Nord e del Centro Italia (rispettivamente 30% e 11%), ma la più ampia percentuale di soggetti risiede all’estero (52%).
Mercato dominato dagli Exchange di grandi dimensioni
Nessuna novità sul fronte degli Exchange: il mercato resta sempre dominato dai quelli di grandi dimensioni. Circa il 91,2% dei clienti opera infatti sui big (più di 50mila clienti), l’8,6% su Exchange medi (tra i 500 e i 50mila) e solo lo 0,2% su quelli di piccole dimensioni (fino a 500). In particolare, la maggiore parte dei saldi delle valute legali e delle valute virtuali è detenuto presso grandi Exchange, rispettivamente pari al 72% e 76,1%. Inoltre, il 75,7% del numero delle operazioni di conversione da valuta legale a virtuale e l’83,8% di quelle di segno opposto vengono effettuate sul territorio italiano attraverso i servizi offerti dai dieci Vasp più grandi. In particolare, gli Exchange che vantano un numero di clienti superiore a 50mila hanno convertito valute virtuali in legali per 422 milioni di euro, e valute legali in virtuali per 366 milioni di euro.
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