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Arginare la concorrenza cinese è stato sempre un punto cruciale per la Casa Bianca. Trump fa partire nuovi e ingenti dazi. Ma Pechino potrebbe mostrarsi più forte che in passato. Ecco come agire
Dalle minacce si passa ai fatti. Donald Trump ha dato seguito alla sue promesse e fatto partire dazi fino al 25% sulle importazioni di Messico e Canada. Al netto di trattative e negoziati ancora in corso, tra i bersagli del tycoon non è mancata neppure la Cina: il neopresidente USA ha varato tariffe al 10% contro il gigante Asiatico. Non che la questione sia nuova per Pechino, considerano le traversie affrontante durante la prima esperienza del tycoon alla Casa Bianca e le successive richieste di Biden per una tassazione rigorosa sui suoi veicoli elettrici e sulla sua componentistica. Eppure, secondo i gestori, l’attuale scenario potrebbe richiedere un approccio diverso.
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Una questione antica ma che si arricchisce di novità
Arginare la concorrenza commerciale cinese è stato sempre un punto cruciale per gli USA. Secondo il database della Nazioni Unite, il totale delle forniture cinesi nel 2024 risulta pari a quasi 450 miliardi di dollari mentre il disavanzo a favore di Pechino supera i 220 miliardi. In questa partita che si riapre l’Europa dovrebbe essere allineata al nuovo capo della Casa Bianca, tanto che lo scorso ottobre ha approvato in via definitiva i dazi sulle auto elettriche importate dalla Cina. Ma proprio in quella occasione è apparsa una frattura: Francia e Polonia sono state le più forti sostenitrici di dazi, mentre Germania e Ungheria si sono schierate contro. Le motivazioni sono tante, ma ne basta una a rendere l’idea: mettersi contro la superpotenza asiatica rischia di causare ritorsioni piuttosto care al Vecchio Continente. Basti pensare al caso di Dongfeng, l’azienda automobilistica di Wuhan intenzionata ad aprire una fabbrica in Italia, che ha dato forfait dopo il voto di Bruxelles.
Un approccio più sfaccettato
Si apre adesso un nuovo capitolo della guerra commerciale tra Oriente e Occidente. Con la questione cruciale, per analisti e investitori, che diventa capire quanto dura sarà la posizione americana. “Ci stiamo chiedendo cosa succederà e che impatto avrà sulla Cina”, dice Anthony Kettle di RBC BlueBay, che ricorda però come …

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