MainStreet Partners: Il primo semestre si chiude a quota 495 miliardi di dollari, in calo del 13%. Le obbligazioni green si confermano traino della finanza sostenibile in Europa. Male i sustainability-linked bond
La frenata del primo trimestre 2025 è già un ricordo. Nel periodo aprile-giugno il mercato globale dei green, social e sustainability bond ha infatti mostrato segni di ripresa e registrato numeri comparabili a quelli dell’anno precedente. Il primo semestre si chiude quindi con perdite ridotte e un volume complessivo di emissioni che si attesta a quota 495 miliardi di dollari, in calo del 13%. A tirare le somme è come di consueto il ‘Gss bonds market trends report’ di MainStreet Partners, secondo cui obbligazioni verdi continuano a trainare la finanza sostenibile soprattutto in Europa.
Mentre quindi i green bond confermano la loro leadership, i sustainability-linked bond devono fare i conti con il risultato più debole mai rilevato a metà anno: le nuove emissioni si sono infatti fermate a 421 milioni di dollari. Tornando alle obbligazioni verdi, MainStreet Partners fa notare come il 64% di quelle emesse nel Regno Unito provenga da istituzioni finanziarie: si tratta di quasi il doppio della media globale, a testimonianza del ruolo crescente rappresentato da banche e compagnie assicurative nell’ambito della finanza sostenibile.
Allineamento, dominano le utility
Il report evidenzia poi come gli emittenti di Gss bond ottengano i livelli più alti di ammissibilità (43%) e allineamento (15%) alla Tassonomia Ue rispetto a chi colloca sul mercato titoli di debito convenzionali, che si ferma rispettivamente al 31% e al 9%. Un divario che conferma la maggiore aderenza della categoria a criteri ambientali rigorosi. A guidare l’allineamento degli investimenti in conto capitale (Capex) sono le utility, con un tasso medio del 73%, seguite da settori come trasporti e infrastrutture. Altri comparti, dall’immobiliare al farmaceutico, mostrano invece difficoltà nel convertire l’ammissibilità teorica a quella pratica. Il Green Bond Standard dell’UE (EuGBS) ha intanto superato gli 8,5 miliardi di euro di emissioni a metà anno, con ampia partecipazione da parte di emittenti sovranazionali, enti pubblici e grandi aziende. Infine, viene sottolineato, il pacchetto Omnibus ha ridotto il numero di aziende obbligate alla rendicontazione Csrd da 50mila a circa 11mila e ha posticipato al 2028 gli obblighi per le pmi quotate: “Questo ridimensionamento solleva interrogativi sull’accessibilità futura a dati ESG standardizzati e comparabili”, si legge.
Sebbene non più soggetto alla normativa UE, il Regno Unito continua a giocare un ruolo significativo nella finanza sostenibile europea. Londra ha introdotto una propria regolamentazione in materia, la Sustainability Disclosure Requirements, con nuove etichette per i fondi sostenibili e obblighi di trasparenza in arrivo a fine anno, segnando una convergenza di fatto con l’approccio europeo. E il report segnala che nel primo semestre del 2025, le emissioni di Gss bond britanniche sono salite del 10& annuo e hanno superato i 14 miliardi di dollari.
La sfida della trasparenza
Pietro Sette, direttore del team di ricerca GSS Bond di MainStreet Partners
“Nonostante un contesto macroeconomico difficile”, commenta il research director di MainStreet Pietro Sette, “i green bond restano uno strumento resiliente e credibile nella finanza sostenibile”. Secondo il manager, gli ultimi dati a disposizione della società indicano che i Gss bond continuano a buon ritmo ad allocare capitale ad attività economiche allineate alla Tassonomia. “Tuttavia”, precisa, “permangono alcune lacune nella trasparenza e nell’allineamento”. Ecco perchè, con le aspettative degli investitori sempre in evoluzione, sarà “essenziale colmare questi divari al fine di rafforzare l’aderenza normativa e salvaguardarne l’integrità nel lungo termine”.
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