La società è ottimista sul 2022 tra digitalizzazione e decarbonizzazione. E cavalca la crescita con gli alternativi: “Per il settore infrastrutture stimiamo mediamente un rendimento fra 8-10%, per il private equity tra 15-20%, mentre per Il private debt tra il 7 e l’8 per cento”, afferma de Blasio, fondatore e Ceo della Sgr
“Il nuovo fondo Green Arrow Private Equity IV avrà come focus aziende eccellenti del mid-market italiano capaci di essere competitive a livello globale”. Eugenio de Blasio, fondatore e Ceo di Green Arrow Capital, racconta la leadership negli alternativi e l’impegno, attraverso 10 fondi attivi, al rilancio e alla decarbonizzazione del paese.
Qual è la vostra view di investimento globale 2022?
Eugenio de Blasio, fondatore e Ceo di Green Arrow Capital
A due anni dalla comparsa del Coronavirus la nostra visione in termini generali per il 2022 è ottimistica. Nel corso del prossimo decennio è previsto un enorme potenziale in termini di opportunità di investimento in alcuni trend di lungo termine come digitalizzazione e decarbonizzazione. Per il primo è prevista una crescita che passerà da 384 miliardi di dollari nel 2020 a 620 miliardi nel 2025. In termini di economia sostenibile, sono previsti investimenti globali nelle rinnovabili per 50.000 miliardi di dollari a decennio fino al 2050. Per cogliere le opportunità di crescita di questi segmenti, gli investitori potranno scegliere i Private Markets che rispetto ad altre asset class hanno il vantaggio di offrire decorrelazione, maggior stabilità di portafoglio, ritorni consistenti nel lungo periodo e distribuzioni annuali di dividendi.
Avete puntato su questa asset class?
Noi di Green Arrow Capital abbiamo concretamente anticipato questi trend, siamo tra i leader nel mercato italiano negli alternativi con masse di circa 2 miliardi di euro in tre strategie: Clean Energy & Infrastructure, Private Equity e Private Credit. A fine 2020, abbiamo lanciato il fondo Green Arrow Infrastrutture per il Futuro (“GAIF”), che investe nella catena del valore attraverso digitalizzazione, rinnovabili e infrastrutture, e che in pochi mesi dal lancio aveva già raccolto 140 milioni.
Guardando all’Italia secondo le ultime operazioni puntate molto sull’economia reale. Come?
Green Arrow Capital investe nell’economia reale sin dalla sua nascita basandosi sul binomio sostenibilità e creazione di valore, offrendo agli investitori ritorni interessanti. Attraverso la divisione Clean Energy & Infrastructure, primo pilastro strategico del gruppo che ad oggi conta un AUM di oltre 800 milioni e circa 400 MW di capacità installata, attraverso 10 fondi attivi, contribuiamo concretamente al rilancio e alla decarbonizzazione del nostro paese: con il nostro ultimo fondo Infrastrutture per il Futuro puntiamo alla convergenza energetica e digitale investendo nei settori più strategici nell’ambito del PNRR. Ma sosteniamo l’economia reale anche attraverso i nostri fondi di Private Equity dove applichiamo una strategia di crescita volta all’internazionalizzazione delle partecipate, che porteremo avanti anche con il nuovo fondo Green
Arrow Private Equity IV che avrà come focus aziende eccellenti del mid-market italiano capaci di essere competitive a livello globale. Infine, il nostro impegno si esplica anche con i nostri fondi di Private Credit: siamo stati i primi in Italia ad operare in Direct Lending, ed anche durante la difficile fase pandemica, abbiamo sostenuto le PMI con un posizionamento di leadership sul mercato tramite strumenti di debito subordinato ed equity-like. E continueremo a farlo con il nuovo fondo Green Arrow Private Debt Fund II.
Quali settori vi interessano e perché?
Investiamo nelle eccellenze del «Made in Italy», con particolare interesse per le PMI, in settori come l’ingegneria, l’alimentare, i beni di consumo, prodotti farmaceutici, cosmesi, meccanica, prodotti scolastici e accessori ma anche, come dicevo, in settori fondamentali per il rilancio del nostro paese come quello delle infrastrutture green, soluzioni tecnologiche per l’accumulo e delivery di energia (storage) e le infrastrutture digitali come le torri 5G. Grazie al PNRR, come mai prima d’ora, il nostro paese ha a disposizione le risorse di un programma di portata e ambizione inedite, che prevede investimenti e riforme per accelerare la transizione ecologica e digitale e far crescere l’occupazione ma che da solo non è sufficiente. Per raggiungere gli obiettivi e affinché gli effetti sull’economia siano duraturi è indispensabile la convergenza tra investimenti privati e pubblici. Ognuno deve fare la propria parte per consegnare alle prossime generazioni un Paese più moderno e sostenibile, all’interno di un’Europa più forte e solidale.
Si tratta di rendimenti decorrelati, quale il ritorno atteso?
Per il settore infrastrutture mediamente fra 8-10%, per il private equity tra 15-20%, mentre per Il private debt tra il 7 e l’8 per cento.
Secondo UBS, i paperoni globali destinano mediamente il 23% delle loro risorse all’arte. Ma la quota investita è in calo tra i collezionisti. Tra illiquidità e passaggio generazionale, le raccolte entrano sempre più nelle strategie di gestione patrimoniale
Dalla dipendenza dei portafogli da Wall Street al bisogno di mercati dei capitali più profondi: l’Europa prova a trasformare il risparmio privato in nuove fonti di rendimento, investimenti produttivi e crescita reale
Per il country head Italia della società, l’asset management entra in una nuova fase. Per avere successo, oltre all’innovazione di prodotto, diventano sempre più importanti i contenuti di qualità e la formazione a supporto di distributori e investitori
Secondo il report di Peregrine Communications, il 73% dei wealth manager e private bank mostra una presenza visibile negli alternativi. Ma solo il 40% dispone di una sezione dedicata online. La distanza tra capacità d’investimento e abilità di raccontarla rischia di diventare un nuovo fattore competitivo
Secondo una survey di Preqin, gli alternativi sono scesi dal 21,2% al 17% dei portafogli istituzionali tra dicembre 2025 e lo scorso giugno. A pesare il rallentamento del ciclo dei capitali e maggior attenzione alla liquidità. Ridimensionato il sentiment sul private credit, ma l’interesse per equity e infrastrutture resta
Per il top manager di State Street, in uno scenario di maggiore frammentazione l’industria entra in una fase più complessa: mercati privati, wealth management, tokenizzazione e intelligenza artificiale richiedono infrastrutture globali, efficienza operativa e capacità di lavorare in modo locale. Innovazione, velocità e resilienza le caratteristiche per eccellere nel mondo frammentato
Uno studio mostra che l’apertura al retail può spingere i fondi alternativi a puntare su società meno mature e a mantenerle per un tempo maggiore in portafoglio, con effetti positivi anche sui risultati. Ma serve che i nuovi investitori abbiano un approccio paziente. In caso contrario, si rischia una pressione verso exit premature
Normativa europea, prodotti semiliquidi e una base di risparmio solida rendono il Belpaese un mercato ad alto potenziale per gli alternativi. Ma aprire le porte agli investitori retail non basta
Per il centro di ricerca dell’associazione, gli investimenti nel credito privato hanno raggiunto i 2.600 miliardi di dollari a livello globale anche grazie all’ingresso della clientela al dettaglio. Ma la democratizzazione richiede tutele, migliore gestione della liquidità e specializzazione. A rischio la resilienza di tutto il mercato
Secondo la Global Insurance Investments Survey 2026 di Marsh, il debito privato è oggi l’asset class preferita dalle compagnie. A trainare l’interesse sono soprattutto direct lending e credito asset-backed investment grade. Ma aumentano i timori per la compressione degli spread e il deterioramento degli standard di mercato
Secondo uno studio Preqin, la raccolta continua a crescere e si concentra nelle mani dei mega-comparti. Ma sarà il segmento di media taglia a beneficiare di più di trend come transizione energetica e digitale o della domanda di competenze operative. Oppong: “Ecco come cambio il ruolo delle asset class in portafoglio
Iscriviti per ricevere gratis il magazine FocusRisparmio