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Secondo uno studio Capital Group, a livello globale le famiglie Hnw stanno accelerando il trasferimento del patrimonio. Ma solo il 20% si rivolge ai consulenti. E l’Italia non fa eccezione
Il cosiddetto great wealth transfer è partito. Secondo alcune stime, nei prossimi vent’anni a livello globale circa 84mila miliardi di dollari passeranno di mano dai Baby boomer alle generazioni successive, con implicazioni significative per la distribuzione della ricchezza e per i mercati finanziari. Le famiglie con un patrimonio netto elevato si stanno già attrezzando, accelerando il trasferimento del patrimonio ai propri eredi, anche se sulla pianificazione successoria resta ancora tanta strada da fare. È quanto emerge da una ricerca condotta da Capital Group, stando alla quale gli italiani appaiono più propensi della media a investire la propria eredità, ma restano indietro quando si tratta di affidarsi a un consulente finanziario, preferendo i consigli di amici e parenti.
Millennial e Gen X già pentiti di non aver investito di più
Lo studio, che ha coinvolto 600 Hnw in Europa, Asia-Pacifico e USA, mostra come quasi la metà (47%) dei titolari di patrimoni a livello globale abbia ereditato direttamente dai nonni, con una maggioranza (55%) che ha ricevuto tra 1 e 25 milioni di dollari. I Millennial sono quelli più propensi, quando ereditano, a rivolgersi per i consigli di investimento ai social media e ai ‘finfluencer’ (27%) anziché ai consulenti finanziari (18%). Il 65% di loro e degli eredi appartenenti alla Generazione X ha tuttavia rimpianti su come ha utilizzato il denaro ricevuto: due su cinque avrebbero infatti voluto investire di più.
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Spiccano invece per lungimiranza gli italiani, più propensi a investire la propria eredità (38% contro il 33% a livello globale) o a utilizzarla per acquisti importanti (14% contro il 12%). Non solo: molti avrebbero voluto fare ancora di più in entrambi i casi. “I Millennial e la Generazione Z stanno ricevendo eredità più consistenti in età più giovane e potrebbero trarre vantaggio dalle conoscenze del mercato e dalla prospettiva di investimento a lungo termine di un consulente finanziario”, sottolinea Guy Henriques, presidente del client group Europa e Asia di Capital Group.
Indietro sulla pianificazione successoria
Quanto alla pianificazione successoria, la strada a livello globale sembra in salita. Tre quarti dei titolari di patrimoni segnalano infatti difficoltà nella comunicazione. E solo il 20% circa ricorre ai consulenti finanziari per gestire le questioni in materia, mentre il 61% si affida ad avvocati e il 49% a commercialisti. Al contrario, i titolari di patrimoni in Italia riferiscono di rivolgersi più spesso a familiari o amici (66%). Inoltre, il 79% non lascerà indicazioni specifiche su come utilizzare i soldi.
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A livello geografico, gli eredi dell’area Apac intervengono ancora meno (82%) sul fronte della pianificazione successoria rispetto a quelli europei (77%) e statunitensi (77%). La ricerca evidenzia poi che il denaro ricevuto spesso rimane inutilizzato o sottoutilizzato. In media, solo il 22% del capitale ereditato viene investito in fondi comuni e l’11% in fondi pensione. E ben il 60% dei titolari di patrimoni non è soddisfatto del modo in cui ha utilizzato la propria eredità, con un terzo si rammarica di aver investito troppo poco.
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