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Lo scorso anno il comparto ha sovraperformato gli altri segmenti del reddito fisso, conseguendo il miglior rendimento dal 2012. Per gli esperti, la performance positiva dovrebbe proseguire anche nei prossimi mesi
Dopo gli ottimi rendimenti registrati nel 2023, per l’high yield lo scenario si conferma positivo anche guardando ai prossimi mesi: l’asset class dovrebbe infatti continuare a offrire ritorni interessanti, pur in un contesto macroeconomico ancora incerto. “Alimentati dalla svolta nella retorica delle banche centrali, gli asset rischiosi hanno messo a segno un forte rally da metà ottobre fino alla fine dello scorso anno”, sottolinea Michael Della Vedova, portfolio manager di T. Rowe Price. “I mercati high yield globali hanno beneficiato di questo contesto favorevole al rischio, portando la performance del 2023 a due cifre”. Inoltre, prosegue lo specialista, “sebbene le preoccupazioni riguardanti la possibilità di una recessione abbiano creato un contesto macro più difficile, riteniamo che le condizioni fondamentali della classe d’investimento e la qualità del credito sottostante rimangano solide”.
L’esperto evidenzia in particolare il miglioramento a livello di qualità degli emittenti: “Oltre il 55% del mercato high yield globale ha un rating BB, una quota molto più ampia rispetto al 40% che si registrava quasi 15 anni fa prima della crisi finanziaria. Inoltre, è aumentata la percentuale di strumenti garantiti. All’estremo opposto, invece, il debito junior e il debito non coperto da garanzie sono ai minimi storici. L’emittente medio di obbligazioni high yield è ora più grande e più liquido. Tutto ciò deve essere preso in considerazione quando si effettuano confronti storici tra gli spread”, conclude Della Vedova.
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Rendimenti con il vento in poppa
Anche Federico Valesi, Cfa, head of Credit di Quaestio Sgr, si sofferma
sulla buona performance del comparto che lo scorso anno ha sovraperformato gli altri segmenti del reddito fisso, conseguendo il miglior rendimento dal 2012. “Al conseguimento di questo risultato hanno contribuito diversi fattori: nella prima parte dell’anno una revisione al rialzo delle aspettative di crescita globale combinate con una dinamica favorevole tra nuove emissioni e domanda degli investitori. Invece – precisa l’esperto – nell’ultima parte del 2023, l’impulso principale è venuto dal risk on derivato dal pivot della Fed e dalle aspettative, forse fin troppo ottimistiche …

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