2 min
Fra i piccoli imprenditori del nostro paese diminuisce l’appeal verso la tradizionale banca commerciale, mentre salgono di popolarità i canali fintech e il ricorso al mercato dei capitali
Crescono e sono sempre più diversificati i canali di finanziamento alternativi per le piccole e medie imprese (pmi d’ora in avanti) che vogliono crescere e sviluppare il proprio business.
I dati che arrivano dal 2020 mostrano infatti che fra i piccoli imprenditori del nostro paese diminuisce l’appeal verso la tradizionale banca commerciale, mentre salgono di popolarità i canali fintech e il ricorso al mercato dei capitali.
“Il 2020 è stato un anno di profondi cambiamenti finanziari. Le Pmi sono ormai propense a utilizzare canali di credito alternativi”, commenta Sergio Zocchi, ceo di October Italia, società fintech europea che offre credito alternativo alle pmi attraverso piattaforme di lending proprietarie che connettono direttamente investitori privati con i prenditori di fondi.
Secondo i dati diffusi da ItaliaFintech, l’associazione nata come gruppo di lavoro per accrescere il contributo del fintech al benessere finanziario di aziende e famiglie italiane, nei primi nove mesi dell’anno le richieste di finanziamento alle piattaforme di lending sono aumentate di 4,5 volte rispetto al 2019. L’erogato alle pmi italiane è stato pari a 2,67 miliardi di euro (da luglio 2019 a giugno 2020).
Cresce il ricorso al mercato
Nonostante le sue difficoltà sul versante sanitario-economico, a conti fatti il 2020 è stato un anno positivo anche per la Borsa. Non solo in termini di performance (Piazza Affari nel 2020 ha perso “solo” il 5%, ma dal minimo del 12 marzo 2020 il ritorno tocca i 50 punti), ma anche dal punto di vista della capacità di attrarre nuove imprese. L’anno da poco concluso ha visto 23 nuove quotazioni sul mercato dedicato alla crescita delle pmi rispetto al record segnato nel 2019 (35 quotazioni). Nel primo semestre dell’anno, per effetto dell’emergenza Covid19, le Ipo su Aim hanno subito un rallentamento, con un’inversione di tendenza a partire da agosto, richiamando 18 nuove IPO e 2 ammissioni.
E nel 2021 sono previsti ulteriori record sulla spinta del bonus per l’Ipo nella forma di un credito d’imposta sul 50% delle spese di consulenza sostenute per la quotazione in Borsa e del credito d’imposta pari alle perdite, minusvalenze e differenziali negativi derivanti dai piani di risparmio a lungo termine costituiti dal 1° gennaio 2021 per gli investimenti effettuati entro il 31 dicembre 2021.
.
Vuoi ricevere ogni mattina le notizie di FocusRisparmio? Iscriviti alla newsletter!
Registrati sul sito, entra nell’area riservata e richiedila selezionando la voce “Voglio ricevere la newsletter” nella sezione “I MIEI SERVIZI”.