Foti: “Pronti a scalare grazie a posizionamento unico e tecnologia”. Nel Capital Markets Day la banca definisce il proprio profilo di “established disruptor” e mette al centro tre leve industriali: intelligenza artificiale, piattaforma paneuropea e rafforzamento della gamma prodotto, con un ruolo crescente di Fineco Asset Management
Alessandro Foti, ceo di Fineco
“Established disruptor”: Fineco sintetizza il piano industriale 2026-2029 con una definizione che mira a tenere insieme solidità e innovazione. Nel corso del Capital Markets Day dedicato ad analisti e investitori, Alessandro Foti, amministratore delegato della banca, lega la crescita futura a tre valori operativi pilastro del business model Fineco: efficienza, trasparenza e convenienza, declinati su una piattaforma integrata che combina servizi bancari, d’investimento e brokerage.
In questa cornice Fineco posiziona il proprio “sweet spot” tra due estremi: da un lato le banche tradizionali, descritte come strutturalmente inefficienti e sotto pressione, dall’altro i nuovi operatori digitali, più forti nell’attrazione di nuovi clienti ma con criticità da un punto di vista dimensionale e di capacità d’investimento.
Il piano insiste sull’ampiezza del mercato di riferimento e sul potenziale di penetrazione: per quanto riguarda l’Italia la ricchezza finanziaria aggredibile viene indicata in oltre 4mila miliardi di euro, con una quota Fineco pari al 3,7% a fine 2025, elemento utilizzato per sostenere la tesi di un ampio spazio di crescita. In parallelo, la banca richiama la traiettoria dei recenti risultati commerciali, con total net sales che arrivano a 13,4 miliardi nel 2025 e 193,8 mila nuovi clienti nello stesso anno. Sullo sfondo, Fineco inquadra il passaggio generazionale della ricchezza come grande acceleratore: nel solo perimetro del private banking viene stimata ricchezza in transito per 2.300 miliardi di euro nei prossimi 20-25 anni.
Tecnologia e scalabilità
La componente tecnologica non è presentata come semplice elemento dell’equazione, ma come abilitatore di crescita e leva competitiva per il futuro di Fineco. Nel corso del Capital Markets Day si è posto l’accento su evolutive come l’AI-first onboarding, già in uso, che ha generato un incremento di quattro volte nelle interazioni dei prospect via chat e una quota del 95% di conversazioni gestite integralmente dall’AI (confronto gennaio 2026 vs novembre 2025). A valle, l’AI viene estesa al ciclo di vita del cliente e alla produttività della rete.
Paolo Di Grazia, vicedirettore generale e responsabile global business di Fineco
Paolo Di Grazia, vicedirettore generale e responsabile global business di Fineco, collega la definitiva implementazione di soluzioni AI-based a una nuova stagione di grandi risultati su acquisizioni clienti e produttività. Su quest’ultimo punto l’AI Assistant a supporto di consulenti e manager contribuisce a un miglioramento complessivo della produttività attesa entro il 2029 tra +25% e +35% misurato sulle total net sales. A livello generale, il piano rafforza l’idea di scalabilità industriale grazie alla tecnologia definendo la piattaforma IT come “un primario motore di crescita”.
Nel perimetro dell’asset & wealth management, Fineco insiste sulla crescita dell’advisory fee only e sulla capacità della fabbrica prodotto Fineco Asset Management di guadagnare ulteriore spazio in un modello ad architettura aperta. L’accelerazione dell’utilizzo dello strumento ETF è vista come una grande opportunità per una realtà strutturalmente e culturalmente posizionata sulla consulenza evoluta e con una consolidata piattaforma di brokeraggio, con numeri in grande crescita sia per asset in gestione che sotto custodia. Sul fronte advisory, lo stock di ETF in AUM è indicato a 4,4 miliardi (CAGR +65% nel 2023-2025) e net sales 2025 pari a 1,3 miliardi (+23% anno su anno). Sul fronte brokerage, lo stock di ETF è indicato a 12,3 miliardi (CAGR +54% nel 2023-2025) e net sales 2025 pari a 3,2 miliardi (+66% anno su anno), con turnover 2025 intorno a 26 miliardi (+50% anno su anno), a sostegno della tesi che il wrapper ETF sia molto di più di una storia “buy and hold”.
Fabio Melisso, CEO di Fineco Asset Management
Sul fronte del risparmio gestito, Fabio Melisso amministratore delegato di Fineco Asset Management, sottolinea il ruolo della casa prodotto nel sostegno alla traiettoria di sviluppo del Gruppo. Già oggi FAM è arrivata a masse in gestione per circa 42 miliardi puntando sulla capacità di portare nuove soluzioni d’investimento tailor made per le esigenze dell’advisory con un time to market molto contenuto. Il focus sui tempi di sviluppo e sulla capacità di ampliare la gamma include l’evoluzione dell’offerta ETF con maggiore ampiezza sulle strategie attive e ulteriori novità nella gamma sui private markets.
Espansione internazionale
La crescita oltreconfine viene descritta come opzionalità industriale basata su un’infrastruttura tecnologica innovativa a costi fissi contenuti. La “Fineco pan-European platform” poggia su passaporto UE e sull’infrastruttura IT italiana, con lancio atteso tra fine 2026 e inizio 2027, e un posizionamento che intende coniugare la solidità di una banca sistemica e pricing e flessibilità di una challenger bank. Sul profilo costi, la banca indica un approccio pragmatico: circa 5 milioni di costi di set-up nel 2026 e successivamente una forchetta annua tra 5 e 10 milioni, con costi variabili legati ai risultati. La Germania viene indicata come primo mercato, nel quadro di un’espansione graduale e di una tesi di penetrazione in aree dove gli asset delle famiglie restano in larga parte presso banche tradizionali, considerate più aggredibili anche in relazione al wealth transfer.
Il Capital Markets Day lega le direttrici industriali a una cornice di obiettivi quantitativi e disciplina finanziaria. Fineco indica per il periodo 2025-2029 una crescita “low double digit” per EPS, net sales e nuovi clienti (riferita “ex-EU platform”). Sulla remunerazione, la banca comunica un payout ratio nel range 70%-80% lungo il piano e un target di Leverage Ratio sopra 4,5. Sul fronte costi, il messaggio insiste sulla scalabilità della piattaforma e su un cost/income comodamente al di sotto del 30%, con crescita dei costi operativi stimata intorno al 6% nel 2026, escludendo i costi per le iniziative di crescita, che sono indicati in circa 10 milioni nel 2026 e circa 5 milioni annui nel 2027-2029. La progressione dei costi operativi è attesa in decelerazione verso circa il 4% al 2029, sempre escludendo i costi per le iniziative di crescita..
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