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Secondo DWS e Xtrackers, la domanda al dettaglio sta spingendo il segmento anche nel Vecchio Continente. A fare da driver sono trasparenza, negoziabilità e diversificazione “Ma servirà capacità di generare alpha”
Gli ETF attivi stanno rapidamente conquistando spazio anche in Europa, spinti dalla crescente domanda di investitori retail e consulenti alla ricerca di strumenti non solo trasparenti ma anche più liquidi e flessibili rispetto ai fondi tradizionali. È quanto emerso durante il webinar organizzato da DWS e Xtrackers, nel quale le due società hanno esaminato l’evoluzione del comparto e le prospettive per il futuro. Un’analisi la cui conclusione per i gestori pare chiara: per distinguersi sarà sempre più cruciale la capacità di generare alpha.
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Un mercato in forte crescita
A inquadrare i numeri del settore è stato Artur Stoll, product specialist di Xtrackers. Il mercato globale degli ETF si avvicina ormai ai 16mila miliardi di dollari di asset under management, stando al suo intervento, con quelli attivi che rappresentano una quota sempre più rilevante del settore. “Stiamo arrivando a un’incidenza vicina al 10%”, ha spiegato l’esperto, precisando che in Europa il comparto è ancora più piccolo rispetto agli Stati Uniti ma sta accelerando rapidamente. Secondo DWS, il numero di emittenti è infatti passato da 15 nel 2021 a oltre 45 oggi mentre nel solo 2025 sono stati lanciati quasi 180 nuovi prodotti. “La crescita americana è stata favorita anche da vantaggi fiscali che da noi non esistono”, è stata l’osservazione di Stoll, che ha aggiunto: “Ma qui gli investitori apprezzano soprattutto trasparenza, liquidità e facilità di negoziazione”.
Non solo replica passiva
Secondo DWS, c’è però un equivoco dal quale occorre sgomberare il campo nel momento in cui si parla di questi strumenti: l’ETF non deve infatti più essere considerato esclusivamente uno strumento passivo. “Si tratta di un wrapper che può ospitare anche strategie attive”, è stato spiegato, con la società che individua tre principali categorie di strumenti: strategie focalizzate sulla generazione di alpha, prodotti con overlay di gestione del rischio tramite derivati e soluzioni che permettono accesso a mercati più specialistici o meno liquidi. In questo contesto, la selezione del gestore resta centrale. “Un tracking error più elevato non garantisce automaticamente maggiore performance”, ha sottolineato Stoll, “aumenta soltanto la dispersione dei risultati”.
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Retail protagonista
Uno dei driver principali della crescita è rappresentato dagli investitori retail, sempre più attivi tramite piattaforme digitali. “Molti clienti self-directed non comprerebbero mai un fondo comune tradizionale”, ha spiegato Stoll, “mentre l’ETF permette di offrire strategie attive in un formato che questa fetta di pubblico conoscee utilizza abitualmente”. Una considerazione fatta propria da Katharina Seiler, portfolio manager di DWS, secondo cui il cambiamento riguarda più in generale il modo stesso di impiegare il proprio denaro e accedere ai mercati finanziari. “Comprare il mercato attraverso gli exchange traded funds è diventato la normalità”, ha osservato, “anche se questa tendenza ha fatto aumentare i rischi di concentrazione e crowded trades”.
Le nuove strategie di DWS
Durante il webinar, DWS ha presentato due nuovi ETF attivi lanciati a marzo. Il primo, Xtrackers Global Equity Top Active, raccoglie le migliori idee provenienti dalla piattaforma globale di ricerca azionaria della società. “Nel portafoglio entrano solo le convinzioni più forti dei nostri analisti”, ha spiegato Seiler. Il secondo prodotto, Xtrackers Global Growth Leaders Active ETF, è invece più concentrato e focalizzato soprattutto sul settore tecnologico. La strategia seleziona società caratterizzate da forte crescita e margini elevati secondo il cosiddetto ‛rule of 40’. “Cerchiamo aziende capaci di combinare crescita del fatturato e redditività”, ha spiegato Seiler.
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Competizione in aumento
La rapida crescita del mercato sta aumentando anche la concorrenza tra gli operatori. Secondo DWS, accanto ai grandi provider ETF storici stanno entrando nel settore anche asset manager tradizionali. “Oggi la competizione è molto più intensa rispetto a pochi anni fa”, ha osservato Stoll. “Alla fine sarà la performance a separare i gestori migliori dagli altri”. Per questo motivo, secondo la società, la capacità di costruire track record credibili sarà determinante per il consolidamento del mercato europeo degli ETF attivi.
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