Flussi ai massimi storici e crescita a doppia cifra nel 2026 confermano il cambio strutturale del mercato globale, tra equity e obbligazionario sempre più protagonisti. L’analisi di ETFGI
Gli ETF attivi globali aggiornano ancora i massimi storici, superando per la prima volta quota 2.150 miliardi di dollari in termini di patrimonio gestito e registrando 71 mesi consecutivi di raccolta netta positiva. È quanto evidenziato nel report di febbraio di ETFGI, secondo cui a trainare la crescita sono stati soprattutto i flussi record da inizio anno e un’accelerazione sia sull’equity sia sul reddito fisso. Una fotografia, quella scatta dalla società di ricerca, che restituisce l’immagine di un’industria in piena espansione nonostante la volatilità globale.
Il dato più rilevante riportato dal gruppo di consulenza britannico riguarda gli asset complessivi, che hanno superato il precedente massimo di 2.040 miliardi registrato a gennaio. “Si tratta di una crescita dell’11,6% rispetto agli 1.920 miliardi di fine 2025”, si legge nel report, a riprova di un fenomeno che da ciclo si è ormai imposto come trend strutturale. Ancor più significativo il dato sui flussi: nel solo mese di febbraio gli ETF attivi hanno raccolto 91,15 miliardi di dollari, portando il totale da inizio anno a 167,58 miliardi contro i 103,29 miliardi di un anno fa e facendo segnare alla categoria nuovo record storico. Un ritmo che conferma come lo strumento stia guadagnando spazio nei portafogli di investimento, anche in fasi di mercato meno lineari come quella attuale.
Oltre 70 mesi di afflussi: un trend ormai strutturale
Deborah Fuhr, founder e managing partner di ETFGI
Il dato dei 71 mesi consecutivi di raccolta netta rappresenta uno dei segnali più chiari della trasformazione in atto nell’industria. La continuità dei flussi suggerisce infatti una crescente fiducia degli investitori nella gestione attiva in formato ETF, giudicata capace di combinare flessibilità operativa e trasparenza in una fase di grande incertezza e divergenza su tutte le principali piazze finanziarie globali a causa delle tensioni in Medio Oriente. Secondo Deborah Fuhr, fondatrice e managing partner di ETFGI, il contesto di mercato resta infatti più eterogeneo che mai: “L’S&P 500 è sceso dello 0,76% a febbraio ed è in lieve rialzo da inizio anno, mentre i mercati sviluppati ex USA sono cresciuti del 6,03% nel mese e del 12,55% nel 2026”. Una circostanza che rafforza il ruolo di questi strumenti nella selezione geografica e settoriale.
Gli ETF attivi azionari hanno raccolto 41,48 miliardi di dollari a febbraio, per un totale che da inizio anno si attesta a 84,29 miliardi da inizio anno e supera di molto i livelli del 2025. Parallelamente, i prodotti obbligazionari hanno registrato afflussi per 42,69 miliardi nel mese e 71,19 miliardi da gennaio. La crescita simultanea delle due asset class evidenzia come gli investitori utilizzino questi strumenti sia per cogliere opportunità sui mercati dell’equity sia per gestire la componente difensiva del portafoglio, soprattutto in uno scenario di tassi ancora elevati e incertezza macro.
Mercato concentrato, ma sempre più competitivo
Nonostante l’elevato numero di operatori, con ETFGI che conta 682 provider a livello globale, il mercato resta relativamente concentrato. In testa alla classifica sulle masse stilata dalla società si colloca Dimensional Fund Advisors con 286,31 miliardi di dollari e una quota del 13,3%, seguita da J.P. Morgan Asset Management (12,5%) e iShares (6%). I primi tre player controllano complessivamente il 31,8% degli asset in gestione, mentre la restante quota del patrimonio cubato dal settore è suddivisa tra centinaia di operatori con quote inferiori al 6%. Un equilibrio che, viene spiegato nel report, “lascia spazio a nuovi ingressi ma conferma la forza dei grandi gruppi globali”.
Una parte rilevante della raccolta si concentra su pochi strumenti. I primi 20 ETF attivi per nuovi flussi hanno attratto complessivamente 38,64 miliardi di dollari nel solo mese di febbraio. Tra questi spicca il ProShares GENIUS Money Market ETF, che da solo ha raccolto 18,25 miliardi e si è imposto come prodotto con i maggiori afflussi. Ciò evidenzia quanto, accanto alla crescita del comparto nella sua interezza, si continui a osservare una forte polarizzazione verso strategie specifiche che spesso sono legate alla gestione della liquidità e alla ricerca di rendimento in contesti di mercato complessi.
Un’industria sempre più globale
A fine febbraio, l’industria degli ETF attivi contava 4.864 prodotti e 6.574 quotazioni su 47 borse in 37 Paesi. Numeri che confermano la dimensione ormai globale del fenomeno e la sua crescente integrazione nei diversi mercati finanziari. Nel complesso, i dati di ETFGI indicano un punto di svolta: gli ETF attivi non sono più una nicchia, ma una componente sempre più centrale dell’asset allocation, sostenuta da flussi record, innovazione di prodotto e crescente domanda da parte degli investitori istituzionali e retail.
Pil rivisto al rialzo anche per il prossimo anno. Su le stime si inflazione (3,2%). Il conflitto potrebbe fermare l’economia e spingerci in recessone, mentre sui titoli di Stato pesa la ‘fame’ di credito globale
Per Hania Schmidt, head of Quantitative Investment Strategies EMEA della casa, il segmento può farsi strada in mercati sempre più concentrati e soggetti a rotazioni. Merito dell’unione di dati, tecnologia e giudizio umano. “Ma per generare valore servono segnali diversificati e modelli adattivi”
Survey BofA: ad ottobre l’ottimismo cala ai minimi da giugno. Il rialzo disordinato dei rendimenti obbligazionari resta il principale rischio di coda. Tech sempre preferito. La Fed? Nessun aumento a fine mese
Secondo Morningstar, gli afflussi netti in Europa da gennaio a settembre 2026 hanno superato superando i 26,8 miliardi dell’intero anno precedente. Il patrimonio sale a 117,1 miliardi, mentre cresce la concorrenza tra gli operatori e aumenta l’interesse per le strategie azionarie sistematiche
Il numero uno di Goldman Sachs si dice preoccupato più per i movimenti bruschi dei rendimenti che per il loro livello assoluto: “Non solo un’anomalia storica”. Ma il ceo di J.P. Morgan intravede nuovi rialzi e mette in guardia gli investitori. Ma sull’AI sono concordi: ci sono dei rischi
Geopolitica, politiche economiche espansive e intelligenza artificiale stanno ridisegnando gli equilibri globali. Per gli esperti di Wellington Management, il nuovo scenario impone di ripensare l'allocazione del capitale, ma apre anche opportunità per la gestione attiva, i mercati privati e le infrastrutture
Dal 47% di depositi sul totale degli asset finanziari italiani a oltre il 70% nel Sud e nelle Isole: il divario territoriale riflette redditi, cultura finanziaria e accesso alla consulenza. Per colmare la distanza servono pianificazione, prossimità e strumenti capaci di accompagnare gradualmente le famiglie verso il mercato
L’aumento dei prezzi della benzina spinge il carovita di settembre su base sia mensile che annua. Secondo gli asset manager, si complica la posizione di Warsh e dei repubblicani. “Ma eventuali rialzi dovrebbero arrivare solo dopo le midterm”
Per Gärtner, global head of Equity della casa, gli investimenti negli algoritmi continueranno a trainare i mercati. Ma restano interrogativi sulla redditività della spesa e sulla capacità delle nuove applicazioni di generare ricavi. In Europa opportunità in difesa, banche, utility e industria
Dal 2027 il manager guiderà lo sviluppo internazionale delle soluzioni d’investimento su misura. Marco Piersimoni raccoglierà il testimone alla guida del Multi Asset Euro, rafforzando la centralità dell’Italia nella piattaforma del gruppo
Il Fondo stima un’espansione globale al 3,1% nel 2026. Bene Usa ed Eurozona, previsioni al rialzo per l’Italia. Tre le red flags per i mercati: intelligenza artificiale, tensioni sui bond e attacchi cyber
Iscriviti per ricevere gratis il magazine FocusRisparmio