Nell’intervista a Matteo Pais, direttore artistico dell’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino, una riflessione sui temi che accomunano arte lirica e mondo della pianificazione patrimoniale. Con inoltre tutte le anticipazioni sul concerto di apertura dell’EFPA Italia Meeting 2025
Matteo Pais, direttore artistico dell’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino
“Un cantante non è solo voce”. Proprio come un consulente non è solo portafoglio. FocusRisparmio ha incontrato Matteo Pais, direttore artistico dell’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino, sede dell’Efpa Italia Meeting 2025, per riflettere su come due ambiti apparentemente molto distanti come la produzione artistica e la consulenza finanziaria affrontino le medesime sfide. Ricerca dell’eccellenza, sviluppo dei talenti e delle competenze, organicità rispetto a un tempo storico che si muove veloce e per cui è necessario trovare il giusto ritmo. Tutti concetti che ricorrono nella scelta effettuata da Efpa Italia per caratterizzare la kermesse 2025 dal titolo ‘Market timing vs time in the market – Il tempo giusto, il ritmo per le nuove generazioni’, che verrà aperto proprio da un concerto in cui a esibirsi saranno i giovani artisti dell’istituzione cittadina.
“Se il tempo è sbagliato, non è possibile raggiungere risultati”, afferma Pais. “Un musicista o un cantante che attacca fuori tempo ne è un esempio. Ma questo vale anche nella vita: una scelta compiuta nel momento sbagliato può condizionarci, così come se non ci si concede il giusto tempo per lavorare su sé stessi”. Da tale consapevolezza nasce la formazione offerta dall’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino, un ente che lavora sul tempo non solo musicale ma anche personale e professionale dei suoi allievi. “I nostri giovani artisti hanno un’età compresa tra i 20 e i 29 anni. È un’età delicata: se fanno un passo falso oggi, rischiano di bruciarsi. Ma se investono correttamente il proprio tempo, gettano le basi per una carriera solida”. L’obiettivo è costruire le fondamenta di una professionalità completa, in un ambiente protetto ma già esigente, che riproduce i ritmi e le pressioni del contesto lavorativo. “Ora sono nella serra. Fuori c’è la giungla”, osserva Pais con un’immagine efficace. “Questa è la fase in cui devono accumulare competenze e resistenza, come la formica che mette da parte provviste per l’inverno”.
Una formazione olistica: l’arte metafora della consulenza
Il concetto di “artista completo” è centrale nel lavoro dell’Accademia. “Il cantante non è più solo voce. Negli anni ’60 bastava la vocalità ma oggi serve molto di più: presenza scenica, intelligenza drammaturgica, capacità di interagire con la regia. Il regista è diventato quasi più importante del direttore d’orchestra. E ogni dettaglio può influenzare una carriera”. Un parallelo potente con il ruolo del consulente finanziario. “Nel nostro lavoro, come in quello dell’advisor, serve un bagaglio di competenze sempre più ampio. I nostri ragazzi devono imparare a investire su se stessi e sulla loro voce ma anche sul corpo, sul gesto, sulla presenza”. E così come il professionista degli investimenti ha bisogno di un bagaglio sempre più ampio per accompagnare il cliente nel tempo, il Centro accompagna i suoi artisti verso una professione selettiva ma accessibile a chi sa impegnarsi.
Il programma musicale scelto per il concerto inaugurale dell’Efpa Italia Meeting 2025 non nasce da un tema precostituito, ma dalla ricerca di coerenza interna. “Abbiamo lavorato su un filo conduttore che unisse le potenzialità dei nostri giovani con un messaggio adatto all’occasione. Ci saranno arie tratte dal grande repertorio operistico. Mi sono soffermato in particolare sulla figura del servitore, da Leporello a Sancho Panza, che incarnano l’aspirazione a diventare come il proprio punto di riferimento. È il giovane apprendista che guarda con ambizione a chi ce l’ha fatta. E cerca di seguirne l’esempio, con fatica e determinazione”. Un chiaro invito anche per i partecipanti al Meeting: guardare ai maestri, ma con il proprio passo, con il proprio tempo. L’esibizione si chiuderà con un omaggio alla città che ospita l’evento: una canzone dedicata a Firenze, “bellissima, molto intensa, nello stile della grande tradizione della canzone italiana d’autore”.
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