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Bene Europa, Usa e Giappone, massimo storico anche per Piazza Affari. Secondo Janus Henderson, nel 2025 dovrebbero arrivare a 1.830 miliardi nonostante alcune incognite
Un nuovo massimo, oltre le aspettative. Nel 2024 i dividendi globali hanno toccato la soglia record di 1.750 miliardi di dollari, mettendo a segno un aumento del 6,6%. Merito soprattutto della spinta più forte del previsto di Stati Uniti e Giappone arrivata nell’ultima parte dell’anno, che ha permesso di archiviare il quarto trimestre con un incremento complessivo del 7,3%. A certificarlo è il consueto Janus Henderson Global Dividend Index, le cui attese erano invece di una chiusura d’anno a 1.730 miliardi. Per il 2025, secondo gli esperti, c’è da attendersi un tasso di crescita leggermente inferiore, al 5%, ma che dovrebbe comunque permettere di registrare un ulteriore primato a quota 1.830 miliardi.
Bene Europa, Usa e Giappone
A registrare la crescita più forte sono stati Europa, Stati Uniti e Giappone. Anche alcuni mercati emergenti chiave, come l’India, e parti dell’Asia, come Singapore e la Corea del Sud, hanno messo a segno un discreto incremento. In generale, ben 17 Paesi sui 49 dell’indice possono vantare dividendi record, tra cui alcuni dei maggiori pagatori come Canada, Francia, Cina, oltre a Usa e Sol Levante. Il Vecchio Continente ha archiviato una buona annata, con un aumento del 5,6% su base sottostante. Il tasso di crescita nominale è stato inferiore (+2,4%) a causa del minor numero di dividendi speciali. L’88% delle società europee ha aumentato le remunerazioni agli azionisti o le ha mantenute stabili e la crescita media, o tipica, dei dividendi per azione è stata del 12%.
Italia record
Anche l’Italia ha messo a segno un record nel 2024, con 30,8 miliardi di dollari (28,7 miliardi di euro), in crescita del 18,5% su base sottostante. “Ogni società nel nostro indice ha aumentato il proprio dividendo anno su anno, ma le banche UniCredit e Intesa Sanpaolo hanno dato di gran lunga il maggior contributo, rappresentando un terzo dell’incremento rispetto al 2023. La crescita media è stata del 10,0%, un valore da primato globale”, sottolinea Federico Pons, country head per l’Italia di Janus Henderson.
Ecco chi è stato più generoso
Quanto alle società più generose, il report evidenzia come i dividendi pagati per la prima volta quest’annodalle grandi aziende abbiano avuto un impatto sproporzionato. Le più importanti sono state Meta e Alphabet negli Stati Uniti e Alibaba in Cina.: insieme hanno distribuito 15,1 miliardi di dollari, rappresentando un quinto della crescita globale 2024. Da un punto di vista settoriale, quasi la metà dell’incremento proviene dai titoli finanziari, in particolare dalle banche, le cui remunerazioni agli azionisti sono aumentate del 12,5% su base sottostante.
Anche i dividendi del settore dei media hanno registrato una buona performance, raddoppiando su base sottostante grazie ai pagamenti di Meta e Alphabet. La crescita è stata comunque molto ampia: telecomunicazioni, edilizia, assicurazioni, beni di consumo durevoli e tempo libero hanno registrato tutti aumenti a due cifre. I settori più deboli sono stati, invece, quello minerario e dei trasporti, che hanno versato 26 miliardi di dollari in meno rispetto all’anno precedente. Per il secondo anno consecutivo Microsoft è stato di gran lunga il maggior pagatore al mondo, ma Exxon (recentemente ampliatasi dopo l’acquisizione di Pioneer Resources) è salita al secondo posto, posizione che non ricopriva dal 2016. A livello globale, l’88% delle società ha accresciuto i dividendi o li ha mantenuti invariati e l’aumento medio è stato del 6,7%.
Qualche nube sul 2025 ma niente paura
Quanto al futuro, nonostante le attese per un nuovo record, il 2025 resta comunque un anno incerto per l’economia mondiale. “Si prevede che la crescita proseguirà a un ritmo ragionevole, ma il rischio di dazi e di possibili guerre commerciali, insieme all’elevato livello di indebitamento pubblico in molte grandi economie, potrebbe portare a un’ulteriore volatilità dei mercati”, fa notare Jane Shoemake, client portfolio manager del team Global Equity Income di Janus Henderson. L’esperto sottolinea che l’aumento dei tassi di interesse frena gli investimenti, rallentando la crescita dei profitti a lungo termine e aumentando il costo dei finanziamenti, con un impatto sulla redditività delle aziende. “Detto questo, i mercati si aspettano comunque che gli utili delle aziende aumentino quest’anno, con previsioni del consenso che suggeriscono un incremento di oltre il 10%”, precisa. E anche se tale attesa può apparire eccessivamente ottimistica, visto il contesto geopolitico, secondo l’esperto la buona notizia per gli investitori che puntano principalmente a generare reddito è che i dividendi si dimostrano in genere molto più resilienti dei profitti attraverso i cicli economici. “Le aziende hanno discrezionalità su quanto distribuire agli azionisti, quindi c’è molta meno variabilità nei flussi di reddito da dividendi. Questo è il motivo per cui ci aspettiamo che i dividendi raggiungano un nuovo record nel prossimo anno”, conclude.
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