Il ceo di Bnp Paribas AM e presidente di Efama sottolinea che, in una fase di grandi transizioni, il ruolo del risparmio gestito si fa essenziale per la riallocazione di capitali verso obiettivi di politica economica
Sandro Pierri, ceo di BNP Paribas Asset Management e nuovo presidente Efama
Nell’epoca delle grandi disruption, occorrono una visione dotata di ampio respiro e uno spirito di collaborazione che coinvolga tutti gli stakeholder in un dialogo aperto e costruttivo al fine di affrontare al meglio un futuro di profonde trasformazioni. E, in tale contesto, il risparmio gestito ha un importante ruolo da svolgere nell’indirizzare gli investimenti verso obiettivi di politica economica rilevanti. È questo il messaggio lanciato da Sandro Pierri, ceo di Bnp Paribas Asset Management e presidente di Efama in occasione delle Workshop Series, l’evento targato Assogestioni dedicato agli investitori istituzionali tenutosi a Roma lo scorso ottobre.
“Pochi anni fa, quando ho assunto l’incarico in Bnp, abbiamo cambiato la tag line in: ‘the sustainable investor for a changing world’, commenta Pierri. “Una frase che oggi appare decisamente centrata, visto che stiamo vivendo un momento storico in cui non è solo il problema della transizione energetica a tenere banco ma ci troviamo anzi in un periodo di transizioni multiple”, aggiunge. In questa fase, che arriva dopo un ciclo di tassi a zero, politiche monetarie accomodanti e grandi incentivi alla globalizzazione che hanno favorito i commerci, il manager individua diverse disruption di lungo termine: quella della sostenibilità; quella demografica; quella tecnologica e, infine, quella geopolitica. È la prima volta, da 80 anni a questa parte, che vediamo coesistere fattori così tanto rischiosi”, sostiene.
La disruption geopolitica è quella che riguarda la fine della globalizzazione come l’abbiamo vista finora. Quest’ultima si basava su tre pilastri: lavoro a basso costo per gli Usa, accesso all’energia a prezzo ridotto per l’Europa, e facile accessibilità per la Cina …
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