Gli investitori spostano progressivamente il focus dall’obbligazionario tradizionale verso frontiere più estreme della curva dei rendimenti e del rischio. L’analisi dei fund manager
Nick Maroutsos, responsabile della strategia global bonds di Janus Henderson Investors
Lo straordinario panorama di tassi d’interesse bassi e la correlazione sempre più marcata fra asset class che un tempo non lo erano rende la vita degli investitori più complicata rispetto a prima.
Ecco perché per cercare rendimento nella variegata categoria del reddito fisso, i fund manager spostano progressivamente il focus dall’obbligazionario tradizionale verso frontiere più estreme della curva dei rendimenti e del rischio, comprando debito societario a basso rating o sottoscrivendo emissioni dei paesi emergenti.
“Con i prezzi elevati degli asset più rischiosi e i rendimenti dei Treasury ancora ridotti, gli investitori dovranno probabilmente ingegnarsi per accedere al livello di diversificazione che ci si aspetta da un’allocazione obbligazionaria”, spiega a FocusRisparmio Nick Maroutsos, responsabile della strategia global bonds di Janus Henderson Investors.
Fonte: Bloomberg
Akram Gharbi, head of high yield investments di La Française
Oggi solo il 5% del mercato globale fixed income offre un rendimento pari o superiore al 4% (coperto in euro). Queste percentuali includono sia il mercato high yield che il mercato degli additional tier 1 – i segmenti a più alto rendimento –, ma ciò che più preoccupa gli asset manager è l’attuale posizionamento del mercato investment grade, negli Stati Uniti e in Europa.
“Gli investitori di questo segmento sono esposti a un potenziale irripidimento della curva. Con un livello dell’1,8% negli Stati Uniti e dello 0,5% in Europa, lo yield-to-worst dell’investment grade è ai minimi storici. Allo stesso tempo, la duration dei fondi investment grade, di circa nove anni, è al massimo storico. Il breakeven è intorno ad appena 20 punti base”, ricorda Akram Gharbi, head of high yield investments di La Française.
Se la ripresa economica globale sarà forte nel 2021, ci dovrebbe essere un ampliamento della curva risk-free negli Stati Uniti e in Europa. “Se la ripresa economica globale supera le aspettative del mercato, l’irripidimento della curva legato all’aumento dei rendimenti a lungo termine (bear steeping) potrebbe essere più significativo, influenzando negativamente il posizionamento investment grade e quindi spingendo i deflussi dai fondi IG e, più in generale, dal credito”, sottolinea il fund manager.
Ciononostante, Maroutsos di Janus Henderson invita a considerare che la completa uscita dalla pandemia potrebbe richiedere più tempo del previsto, giustificando così il proseguire di una politica monetaria e fiscale iper-accomodante. “La debolezza dei dati economici e gli insuccessi nel lancio dei vaccini significano che il ritorno alla normalità potrebbe essere più lontano di quello che è stato prezzato nelle obbligazioni societarie e nei titoli azionari in forte crescita”, dice.
“Anche se la curva dei rendimenti dei Treasury in discesa implica ottimismo, crediamo che l’economia statunitense avrà bisogno di un continuo e generoso accomodamento monetario e fiscale – chiosa l’esperto – cosa che probabilmente avverrà grazie all’alleanza tra il presidente della Fed Jerome Powell e il segretario al Tesoro Janet Yellen”.
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