I prezzi di alcune delle asset class più rischiose restano interessanti, mercato azionario emergente in primis. Asset allocation pro-risk per le Sgr globali nel 2020?
Prosegue la nostra carrellata degli outlook delle Sgr per le diverse asset class nel 2020. Ecco il calendario delle pubblicazioni con i link degli articoli pubblicati finora:
E le previsioni dei listini emergenti sembrano saldamente improntate al sereno anche nel 2020 grazie al concorso di molteplici fattori, tra cui l’orientamento accomodante delle banche centrali, i fondamentali in miglioramento in molti paesi asiatici e latinoamericani e i segnali di distensione nel rapporto tra Usa e Cina, come spiegano alcuni dei principali gestori di fondi emergenti attivi in Italia.
Il 2020 non sarà un anno di recessione
Rick Lacaille, global chief investment officer di State Street Global Advisors
State Street Global Advisors stima che la crescita dovrebbe rimanere abbastanza solida da consentire un prolungamento del ciclo. Gli investitori possono aspettarsi di trovare alcune sacche di resilienza e opportunità, nonostante il panorama macroeconomico potrebbe riservare sfide significative. Parla Rick Lacaille, global chief investment officer di State Street Global Advisors
“Ci aspettiamo che emergano rischi su diversi fronti, nello specifico l’aumento delle tensioni geopolitiche e la persistente incertezza politica. In uno scenario di questo tipo è fondamentale scegliere in quali aree investire, facendo particolare attenzione agli asset di rischio selezionati.
“In quest’ottica, è probabile che i dubbi degli investitori si focalizzino su quattro aree fondamentali:
Situazione geopolitica: quali saranno gli sviluppi della Brexit, delle tensioni commerciali, della situazione in Iran, delle procedure di impeachment degli Stati Uniti e molto altro?
Resilienza economica: i consumatori possono sostenere una spesa elevata senza il sostegno di solidi fondamentali?
Politica: la risposta politica andrà oltre un intervento a livello monetario per includere misure di stimolo fiscale?
Riforme strutturali: la velocità con cui saranno introdotte le riforme sarà maggiore nei mercati emergenti e in Europa?“Sviluppi positivi in queste aree offrirebbero un notevole impulso soprattutto all’Europa e ai mercati emergenti piuttosto che agli Stati Uniti, area nella quale sono presenti minori margini di miglioramento”.
L’Asia trainerà la ripresa dei mercati emergenti
Joseph Little, global chief investment strategist di HSBC Global Asset Management
Secondo Joseph Little, global chief investment strategist di HSBC Global Asset Management, i prezzi di mercato dell’azionario europeo e emergente e del credito asiatico restano interessanti, mentre da qui in avanti i titoli di Stato potrebbero essere un diversificatore meno affidabile
“La crescita in Cina ha registrato una lieve ripresa dal primo trimestre del 2019 ed è probabile che questo trend prosegua in maniera graduale, considerate le tensioni legate all’incertezza in ambito commerciale e dato l’allentamento monetario relativamente modesto. Nonostante ciò, riteniamo che, se necessario, gli organi di governo siano pronti a fornire ulteriore supporto, limitando le possibilità di un nuovo rallentamento della crescita.
“In Cina tale rallentamento è coinciso con i timidi segnali di stabilizzazione in altri mercati emergenti. Se da un lato gli emergenti asiatici sembrano essere in ripresa, dall’altro resta comunque improbabile che la crescita di questi mercati registri una forte ripresa, vista la modesta crescita in Cina e quella tendenziale negli Stati Uniti. Tuttavia i recenti miglioramenti nei cicli tecnologici e commerciali asiatici fanno ben sperare per un momentum di crescita a breve termine.
“Visto che la politica monetaria statunitense dovrebbe rimanere moderatamente accomodante, non stimiamo l’insorgenza di alcun fattore scatenante per un rapido apprezzamento del dollaro e, considerata la bassa pressione dell’inflazione nei mercati emergenti, sembrano sussistere le condizioni per una ragionevole performance macroeconomica di questi mercati nel 2020.
“L’Europa e il Giappone restano i fanalini di coda dell’economia globale, ma un graduale miglioramento della crescita dei mercati emergenti dovrebbe supportare le esportazioni europee. Inoltre, l’allentamento monetario della BCE dovrebbe sostenere la domanda interna. Nel complesso, nel 2020 potremmo assistere a una modesta ripresa dell’Eurozona, che apporterebbe benefici al Regno Unito, soprattutto se verrà fatta maggiore chiarezza sui futuri accordi tra le due economie”.
Le tre sorprese (positive) che riserverà il 2020
Ross Teverson, head of strategy, emerging markets di Jupiter
Mentre qualsiasi svolta sarebbe significativa per gli investitori e positiva per il sentiment nei confronti dei mercati emergenti, Ross Teverson, head of strategy, emerging markets di Jupiter ritiene che ci siano “diverse altre aree che potrebbero portare sorprese positive per il prossimo anno, indipendentemente dal risultato delle negoziazioni commerciali”
“Iniziamo dal settore bancario, in particolare dalle banche nei piccoli mercati emergenti e di frontiera. In molti casi, queste istituzioni registrano profitti solidi scambiando con valutazioni attraenti. Esse possono vantare dei modelli di business che uniscono i punti di forza delle tradizionali banche retail che raccolgono i depositi della clientela, all’innovazione del fintech, permettendo così di raggiungere nuovi clienti con prodotti e modalità innovative. Ciò garantisce loro un buon posizionamento per beneficiare della crescente inclusione finanziaria, che reputiamo essere un cambiamento strutturale significativo di questi mercati. Alcune delle banche a cui ci riferiamo, come KCB in Kenya, e che avevamo evidenziato in questo periodo dello scorso anno, hanno poi attratto l’attenzione degli investitori. Altre società all’interno di questo settore tuttavia rimangono interamente trascurate – nonostante i fondamentali solidi e un outlook positivo – e crediamo ci sia il potenziale per far sì che ciò cambi nel prossimo anno.
“Un’altra area che potrebbe sorprendere il prossimo anno è la tecnologia, in particolare il settore dei semiconduttori. I titoli appartenenti a questo settore hanno performato bene nel 2019 e c’è ancora spazio nel 2020. Il motivo del nostro ottimismo è che vediamo alcuni cambiamenti significativi nel mercato. Abbiamo l’avvento dei network 5G, che aumenta la domanda di semiconduttori, e al contempo l’industria ha mostrato un trend di consolidamento, il che implica che sono emersi dei leader di mercato per quanto riguarda la memoria a semiconduttore, le fonderie e il design, tutti posizionati bene per trarre profitto dal cambiamento.
“La terza sorpresa da evidenziare per il 2020 potrebbe essere il Messico. Si tratta di un Paese che attualmente ha perso la fiducia degli investitori dei mercati emergenti, ma che crediamo abbia molto da offrire. Infatti, le valutazioni nel mercato si avviano a raggiungere il loro minimo, ma al contempo, le prospettive per il Messico sono di gran lunga migliori rispetto alle previsioni. Il contesto politico è più favorevole di quanto molti temevano, e l’economia sta beneficiando dalla scelta delle società di ricollocare la manifattura in Messico, scegliendo di diversificare le loro operazioni lontano dalla Cina”.
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