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Il governo vuole una riduzione della leva finanziaria delle imprese pubbliche. Per farlo introduce il rischio morale nel mercato del reddito fisso in valuta locale
Nel 2020 le obbligazioni cinesi hanno guadagnato le attenzioni di molti investitori nel reddito fisso. Attratti dalle opportunità di ottenere ritorni superiori rispetto a quelli potenzialmente raggiungibili con un investimento in bond dei paesi occidentali, i gestori hanno ben presto scoperto anche l’altra faccia della medaglia.
Fra i casi che più hanno fatto parlar di sé c’è quello relativo al default di un emittente con rating investment grade: Chongqing Energy Investment Group, le cui obbligazioni in dollari sono valutate BBB da Fitch, ha annunciato di essere in ritardo nel pagamento delle cambiali commerciali onshore denominate in yuan.
“Trattandosi di un Local Government Financing Vehicle (Lgfv) al 100% di proprietà del governo della città di Chongqing, questo default esaspera le speculazioni del mercato basate sul fatto che le società statali cinesi stiano vedendo una riduzione del supporto da parte dei loro azionisti sostenuti dal governo”, afferma Marcus Weston, CFA, fixed income senior portfolio manager di JK Capital Management (gruppo La Française).
Il caso non è isolato. Durante il 2020 ci sono stati altri casi di default nelle imprese cinesi a controllo statale. Alcuni osservatori del paese lo ritengono un segnale di surriscaldamento dell’economia, mentre per altri studiosi è stato l’effetto temporaneo della crisi da coronavirus.
“Ci sono ragioni strutturali e temporanee per questa ondata di default. La ragione strutturale è associata all’introduzione da parte del governo cinese di nuovi regolamenti per tenere a freno le attività bancarie ombra che sono una fonte chiave di finanziamento per le società private e le società quasi statali. Un altro motivo è l’azione di guida (cd. window guidance) da parte della banca centrale per limitare i flussi di credito ai settori che stanno contribuendo al riscaldamento globale e/o inquinando, che porta all’esaurimento dell’offerta di credito per alcune aziende che sono fondamentalmente deboli”, spiega a FocusRisparmio Xiaofeng Zhong, presidente di Amundi Greater China.
I default controllati delle società statali
Questo, comunque, non è un fenomeno nuovo. Dalla campagna di riduzione dell’indebitamento del 2018, le autorità cinesi hanno regolarmente inviato segnali al mercato in merito al fatto che gli investitori non dovrebbero dare per scontato che le entità sostenute dal governo riceveranno sempre un rapido sostegno nei momenti di stress. “Cercando di introdurre il rischio morale nel mercato delle obbligazioni in valuta locale, il governo cinese ha già permesso che alcune obbligazioni in valuta locale emesse da imprese statali fallissero negli ultimi anni e crediamo che questa sia una continuazione di quella politica”, dice Weston.
“Le autorità cinesi ritengono che alcune di queste società debbano fallire e che le perdite debbano essere sostenute dagli investitori e non dai governi centrali o locali, come è sempre stato per mantenere la stabilità sociale”, aggiunge Zhong. Per il presidente di Amundi Greater China la crisi Covid rimane il fattore temporaneo che ha giocato un ruolo chiave in questa ondata di default, che rimane sotto controllo.
A fine 2020 il rapporto tra debito societario e pil cinese è stimato intorno al 160%. Il rapporto medio di indebitamento societario era già superiore al 160% nel 2016, ben oltre il livello della maggior parte dei paesi sviluppati ed emergenti, spiegano da Amundi.
Nel 2020 il rapporto di indebitamento medio delle prime 500 imprese industriali in Cina ha raggiunto il 65,4%. Questo alto indebitamento è soprattutto guidato dalle imprese a conduzione statale. “Ecco perché uno degli obiettivi chiave della riforma è quello di garantire una costante riduzione della leva finanziaria”, chiosa Zhong.
Una maggior apertura verso le agenzie di rating estere (diverse da quelle cinesi come Dagong) può rappresentare un’insidia per gli emittenti cinesi? Al contrario, sostiene Zhong, può essere ritenuta un’opportunità: “aiuterà il governo cinese a raggiungere l’obiettivo di riformare il mercato obbligazionario”.
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