Ad agosto il carovita nell’Eurozona si è attestato al 2,1%. Per i mercati, giovedì Lagarde rimarrà ferma. E per i tagli si rischia di dover attendere fino al 2026. Schnabel avverte: prezzi su con i dazi
L’inflazione di agosto azzera le già scarse speranze di un nuovo taglio dei tassi da parte della Banca centrale europea il prossimo 11 settembre. Come previsto dagli analisti, infatti, il mese scorso l’indice dei prezzi al consumo dell’Eurozona è tornato a salire, attestandosi al 2,1% dal 2% di luglio. Colpa soprattutto dei prodotti alimentari e dell’impatto inferiore alle attese della flessione dei costi energetici. L’indicatore core, quello al netto di cibo e carburante e più attentamente monitorato, si è invece confermato al 2,3%, sopra le aspettative di un calo al 2,2%.
I dati Eurostat confermano quindi le previsioni della Bce secondo cui l’inflazione dell’Area oscillerà intorno all’obiettivo del 2% fino a fine anno, grazie proprio a un moderato aumento dei beni e al rallentamento dell’energia, che insieme dovrebbero continuare a compensare la crescita ancora sostenuta di alimentari e servizi.
Ulrike Kastens, european economist di DWS
Secondo Ulrike Kastens, senior economist di Dws, nel complesso la Bce può ritenersi soddisfatta dei dati di agosto. Per questo l’esperta non si attende alcuna modifica ai tassi di riferimento nella riunione di giovedì prossimo. “Nonostante i prezzi dell’energia siano diminuiti dell’1,9%, non si intravedono segnali di sollievo sul fronte alimentare”, rimarca. Precisando che, sebbene Francoforte non possa influenzare direttamente i prezzi dei generi alimentari, un aumento persistente dei beni di consumo quotidiano può alimentare aspettative di inflazione più elevate e richieste salariali maggiori, cosa che al momento non è nell’interesse dell’istituto centrale. “I prezzi dei servizi rimangono al di sopra della soglia del 3%, ma negli ultimi mesi si sono registrati segnali di un graduale rallentamento. Ad agosto, l’aumento è stato ‘solo’ del 3,1%, il più contenuto da marzo 2022″, prosegue Kastens. Evidenziando come, al contrario, l’apprezzamento dell’euro non si rifletta ancora nei beni di consumo durevoli, che ad agosto sono cresciuti dello 0,8%. “Tuttavia, il calo dei prezzi all’importazione per i beni di consumo lascia presagire un allentamento nei prossimi mesi”, chiarisce.
Schnabel: inflazione su con i dazi
Isabelle Schnabel, membro tedesco dell’executive board della BCE
Ne deriva che Lagarde e colleghi possono concedersi tempo per capire meglio e per osservare l’impatto che i dazi Usa avranno sulla crescita.La stessa Isabel Schnabel, responsabile delle politiche di Francoforte, poco prima della pubblicazione del dato ha ribadito a Reuters che il costo del denaro deve rimanere fermo, dal momento che l’euro-economia sta resistendo alle tariffe trumpiane e che il carovita potrebbe ancora salire più del previsto. L’economista tedesca, nota per essere uno dei falchi più influenti dell’Eurotower, è infatti convinta che i dazi imposti dall’amministrazione Usa faranno salire l’inflazione anche nell’Unione europea.
Alla luce di tutto questo, per la maggior parte degli investitori i tassi dell’Area euro potrebbero restare invariati per il resto dell’anno. Si prevede tuttavia che il board riprenda a parlare di tagli nel corso dell’autunno e che tale dibattito si intensifichi a inizio 2026, quando il carovita rischia di scendere sotto il target scatenando altri timori. Alcuni analisti sono però convinti che potrebbe esserci un’altra sforbiciata ‘precauzionale’ prima di Natale, proprio per evitare un simile scenario.
Il sentiment index di CFA-Radiocor crolla a -47,8 punti, oltre 25 in meno rispetto alla rilevazione precedente. Gli esperti vedono più inflazione e tassi in salita, sia in Europa che negli USA. Negative le prospettive l’azionario
Le nuove tensioni in Medio Oriente hanno riacceso le quotazioni. Per gli asset manager, il vero collo di bottiglia è la raffinazione. Ma il premio per il rischio è sovradimensionato e probabilmente destinato a ridursi
Per il portfolio manager, la de-dollarizzazione non è un rischio. Ma gli acquirenti del debito Usa sono cambiati. E le conseguenze si estendono a tutto il reddito fisso
I rendimenti salgono per tre ragioni: normalizzazione, debito fuori controllo e fiducia incrinata nelle istituzioni. Sul mercato, fino alle elezioni americane di medio termine, si va a testa o croce
Gli investimenti nell’intelligenza artificiale continuano a sostenere i mercati, nonostante tassi elevati, tensioni energetiche e rischi sul debito pubblico. Per alcune aree il 2027 si annuncia più complesso, in particolare per Europa e Italia
Per Shaan Raithatha, senior economist di Vanguard, il ciclo di investimenti nell’intelligenza artificiale può spingere la crescita USA sopra il consenso nel 2027. Ma inflazione persistente, fabbisogno di capitale e tassi reali più elevati cambiano le prospettive di portafoglio: fixed income più interessante su base relativa e più spazio alla diversificazione fuori dal growth americano
Per Lula la strada del ballottaggio è in salita. Real e asset verdeoro festeggiano. Per gli investitori al centro c’è la sostenibilità dei conti pubblici, ma secondo gli asset manager un’inversione di tendenza è difficile chiunque vinca
La leadership delle mega-cap aumenta il rischio di concentrazione, mentre l’AI porta con sé segnali di euforia. Secondo gli esperti di Oddo BHF, per intercettare i cambi di leadership servono però modelli capaci di privilegiare i trend strutturali e adattarsi ai regimi di mercato
Secondo le stime di Bain & Company, il mercato AI potrebbe raggiungere quota 6mila miliardi l’anno entro il 2031. Ma i prodotti esistenti possono generare fino a 1.800 miliardi. Per sostenere gli investimenti servono quindi nuove fonti di valore. Le aree più promettenti
A settembre i prezzi hanno accelerato ancora al 3,8%, mentre il dato core si è fermato al 2,5%. Per i gestori, il quadro è troppo complesso e Lagarde interverrà ancora, ma non subito
Per il fondatore di Bridgewater Associates, l’intelligenza artificiale può produrre guadagni di produttività senza precedenti. Ma rischia anche di alimentare eccessi finanziari e concentrare ulteriormente la ricchezza. Un’ambivalenza che pone un nuovo interrogativo: come distribuirne i benefici
Iscriviti per ricevere gratis il magazine FocusRisparmio