Nel 2025 la Cina è tornata nei radar degli investitori globali. Merito delle riforme politiche, dell’innovazione e delle basse valutazioni. Tutti fattori che continueranno a spingere l’equity del Dragone
Negli ultimi anni il mercato azionario cinese è stato penalizzato dalla volatilità, dalle incertezze normative e da un contesto economico globale in trasformazione. Ora, però, la musica sembra cambiata: da gennaio l’indice Hang Seng China Enterprises è cresciuto del 34% e nel terzo trimestre l’MSCI China (USD) è salito del 20,7%. Nonostante il braccio di ferro con gli USA sui dazi, l’equity del Dragone ha insomma continuato a mostrarsi resiliente e il sentiment è rimasto cautamente ottimista, con gli investitori domestici e internazionali che hanno convogliato verso gli asset di Pechino robusti flussi di capitale. Per i gestori, non si tratta di una tendenza passeggera, anzi. I segnali di miglioramento interni parlano chiaro: la corsa è destinata a continuare, spinta dall’innovazione e dalle valutazioni interessanti.
Secondo Sandy Pei, senior portfolio manager for Asia ex-Japan di Federated Hermes, la svolta definitiva è stata segnata a inizio anno dal cosiddetto ‘momento DeepSeek’. “Ha messo in luce la spinta della Cina verso l’autosufficienza tecnologica e ha dato il via a un ampio dibattito sulla leadership e gli investimenti nel campo dell’intelligenza artificiale”, spiega. Per l’esperta, nel 2025 Pechino anche ha adottato un approccio politico decisamente più favorevole al mondo delle imprese, rafforzando ulteriormente la fiducia degli investitori. “Le recenti riforme volte a migliorare la qualità delle società quotate e ad aumentare i rendimenti per gli azionisti dovrebbero accrescere l’attrattiva complessiva dei titoli azionari cinesi”, assicura.
Jian Shi Cortesi, investment director azioni growth Asia/Cina di Gam
Dello stesso parere Jian Shi Cortesi, investment director azioni growth Asia-Cina di Gam, secondo cui il mercato azionario cinese ha superato un punto di svolta significativo grazie a un ciclo di innovazione in accelerazione che sta catturando l’attenzione degli investitori globali. “Questo slancio trasformativo è strategicamente sostenuto da iniziative a lungo termine come ‘Made in China 2025’, che sta alimentando un cambiamento decisivo verso una crescita guidata dalla ricerca e dallo sviluppo”, afferma.
Un’innovazione sottovalutata
Per questo, secondo Cortesi, l’equity del Dragone offre attualmente un’opportunità unica: un’innovazione sottovalutata. “I settori chiave in forte crescita, tra cuiproduzione avanzata, energia pulita, veicoli elettrici, prodotti farmaceutici e AI, stanno guidando questa trasformazione, gettando solide basi per un futuro più sostenibile e guidato dall’innovazione”, assicura. Non solo: la promettente traiettoria di crescita è accompagnata da valutazioni ancora interessanti. “Mentre i principali mercati globali come USA, Europa, India e Giappone sono scambiati a livelli vicini ai massimi storici, quello cinese presenta uno sconto significativo”, fa notare. Citando l’esempio dell’indice MSCI China che, per tornare ai livelli massimi precedenti, dovrebbe registrare un apprezzamento superiore al 40%.
Inoltre, prosegue l’esperta di Gam, “questo divario di valutazione è sostenuto anche da un contesto politico coerente e proattivo, che sta promuovendo misure chiare e favorevoli alla crescita per orientarsi nel panorama economico globale”. Tutto questo sta ovviamente riscuotendo grande interesse nella comunità degli investitori. E recenti ricerche evidenziano un notevole cambiamento nel sentiment. “Sebbene in passato la debolezza economica in settori come quello immobiliare sia stata oggetto di osservazione, l’attuale dinamica del mercato e le aspettative di afflussi di capitali al dettaglio stanno alimentando un rinnovato senso di fiducia”, assicura Cortesi.
Anche Pei è convinta che vi siano le condizioni per un potenziale significativo processo di riallocazione dei flussi verso i titoli azionari cinesi, grazie alle valutazioni interessanti, al miglioramento della redditività e ai cambiamenti strutturali a favore di società con una crescita e un rendimento più elevati. “La Cina rimane un terreno fertile per gli investitori che selezionano i titoli azionari”, rimarca.
Quanto alla scelta, Cortesi fa notare che gli investitori stanno dimostrando una marcata predilezione per temi ad alto potenziale quali l’anti-involuzione, le innovazioni AI e tecnologiche, nonché l’evoluzione delle politiche di rendimento del capitale. Inoltre, l’interesse si sta estendendo oltre i settori tradizionali, con un notevole aumento dell’attenzione verso le società tech, i media, le telecomunicazioni e i gruppi di intermediazione finanziaria quotati sul mercato A-share. “Manteniamo una forte convinzione e preferenza per le società cinesi posizionate in modo da trarre vantaggio dai catalizzatori interni, che le isolano efficacemente dalle volatilità legate al commercio”, chiarisce. Precisando che la sua attenzione è concentrata su quattro pilastri ad alta crescita che beneficiano direttamente delle priorità strategiche di Pechino e dei cambiamenti sociali in atto: consumo legato alle esperienze (viaggi, ospitalità, intrattenimento e tempo libero), beneficiari dell’AI (software aziendali, servizi cloud, guida autonoma e piattaforme digitali); semiconduttori e hardware tecnologico; energia rinnovabile.
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