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Per Pimco, il rischio recessione è più alto di quanto scontino i mercati azionari. Mentre le prospettive per i bond restano robuste nei diversi scenari. Ecco come scegliere
La resilienza economica e il sostegno fiscale presto cederanno il passo e si avvertirà il freno della stretta monetaria. Ne sono convinti Nicola Mai, Tiffany Wilding e Andrew Balls. Secondo i tre esperti di Pimco, il picco è ormai alle spalle sia per quanto riguarda l’inflazione sia per la crescita e ed è meglio preparasi ad affrontare quello che potrebbe essere un generale rallentamento dell’economia o anche una recessione. In che modo? Se gli attivi più rischiosi come l’azionario non stanno scontando a sufficienza i rischi, le obbligazioni offrono ancora prospettive robuste. A patto di guardare alle opportunità globali e puntare sulla diversificazione delle fonti di esposizione ai tassi d’interesse.
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Rischio recessione più elevato di quanto scontino i mercati
Mentre prosegue la battaglia per sedare l’inflazione e le banche centrali si avvicinano al termine dei loro cicli di rialzo dei tassi con tempi e livelli di terminal rate differenti, i tre esperti si aspettano che nelle economie sviluppate la crescita rallenti e in qualche caso si contragga perfino. “La diffusa resilienza dimostrata dall’economia quest’anno verosimilmente lascerà il posto alla debolezza l’anno prossimo a fronte del ridursi delle fonti di sostegno fiscale e della maggiore incidenza degli effetti ritardati della politica monetaria restrittiva”, avvertono.
A loro parere, la generale frenata si manifesterà in modo differente nei vari Paesi a seconda della loro sensibilità alle variazioni dei tassi d’interesse. A incidere saranno anche le differenze strutturali fra i mercati immobiliari e fra i sistemi dei mutui. “I mercati, e gli attivi rischiosi in particolare, paiono scontare uno scenario di ‘disinflazione immacolata’, in cui la crescita resta solida e il carovita di fondo converge verso l’obiettivo delle banche centrali piuttosto velocemente”, osservano Mai, Wilding e Balls. Precisando che quello che quanto viene pagato a livello di prezzi può essere quindi il riflesso di un adagiamento. “L’Europa e il Regno Unito appaiono vulnerabili per i legami commerciali con la Cina e per gli effetti dello shock energetico sulle ragioni di scambio e sugli investimenti. Anche negli Stati Uniti la crescita sembra destinata a rallentare, in bilico tra una stagnazione e una recessione mite”, sottolineano.
Ne deriva che i percorsi delle banche centrali sono destinati a divergere, con Fed, Bce e BoE che verosimilmente procederanno con cautela rispetto a un allentamento, a differenza dei colleghi di Australia, Nuova Zelanda e Canada, che potrebbero optare per una normalizzazione dei tassi più rapida. In Asia, invece, la Banca centrale cinese continuerà probabilmente a ridurre il costo del denaro, mentre la BoJ dovrebbe dare il via a una stretta l’anno prossimo. Infine, nei mercati emergenti, gli esperti Pimco vedono spazio per una netta differenziazione, con il gruppo più ortodosso di banche centrali, come quelle di Brasile e Messico, capaci di allentare abbastanza celermente, e con diversi altri istituti, come quelli di Polonia e Turchia, alle prese con maggiori difficoltà.
Prospettive robuste per le obbligazioni nei diversi scenari
Passando ai portafogli, nel loro scenario di base Mai, Wilding e Balls prevedono che l’inflazione continui la discesa verso l’obiettivo, anche se le pressioni salariali impiegheranno più tempo a raffreddarsi, e tengono conto anche dei rischi relativi ai diversi scenari alternativi, che spaziano da un ‘hard landing’ a un ‘ulteriore surriscaldamento’. “Agli attuali alti livelli di rendimenti, le obbligazioni appaiono attrattive anche qualora l’inflazione dovesse convergere solo all’estremo superiore delle nostre previsioni, inoltre questi livelli di rendimenti possono offrire agli investitori un cuscinetto più consistente a fronte dell’incertezza”, affermano. Precisando di attendersi il ritorno della classica correlazione inversa fra azioni e bond nel corso del prossimo anno.
“Prevediamo di mantenere un sovrappeso nelle posizioni di duration e di incrementarle in caso di ulteriore aumento dei rendimenti”, chiariscono, evidenziando che la duration americana offre di per sé il potenziale di rendimenti interessanti. I tre esperti individuano poi ottime opportunità anche in altre aree, come Australia, Canada, Europa e Regno Unito e vedono un potenziale di aumento dei rendimenti giapponesi. “Stimiamo ampi benefici da posizioni diversificate in termini di duration e di posizionamento sulla curva dei rendimenti, che possono aiutare gli investitori a conseguire rendimenti più alti corretti per il rischio”, fanno notare.
Ovviamente, visto l’ampio ventaglio di rischi, per Mai, Wilding e Balls è necessario mantenere flessibilità e liquidità, ponendo enfasi al contempo sul relative value delle opportunità di investimento. “Nel complesso, crediamo che il contesto sia tuttora molto favorevole per le obbligazioni di alta qualità. E nel clima attuale, il monetario può essere interessante a fronte di interessi a breve elevati in termini storici e della flessibilità di reinvestire al sorgere di altre opportunità”, sostengono. A loro avviso, i titoli a più lunga scadenza conferiscono maggiore resilienza ai portafogli, offrono attualmente rendimenti attrattivi che ci si può assicurare sull’orizzonte temporale più lungo nonché il potenziale beneficio dell’incremento di prezzo in una recessione. “Alla luce dei rischi rispetto al nostro scenario di base, le obbligazioni indicizzate all’inflazione potrebbero rafforzare la resilienza del portafoglio nell’eventualità di inflazione superiore alle attese”, precisano.
Quanto al credito societario, i tre esperti Pimco preferiscono essere prudenti e focalizzarsi sui singoli settori, mentre restano scettici rispetto ai titoli di qualità inferiore, a tasso variabile come i prestiti bancari e alcuni attivi più datati sui mercati del credito privato. “In molte delle nostre strategie, punteremo a porre enfasi sugli MBS agency americani”, spiegano. Aggiungendo di vedere con favore gli investimenti in strumenti cartolarizzati e nel credito strutturato. “I tassi di interesse elevati, le tensioni nei bilanci delle banche e le pressioni sul fronte della regolamentazione stanno creando opportunità appetibili nel credito privato, al consumo e più in generale. Ravvisiamo un quadro favorevole per investimenti opportunistici sui mercati privati nel credito societario e nell’immobiliare”, sottolineano.
Per Mai, Wilding e Balls si possono infine trarre benefici di diversificazione da investimenti in Paesi selezionati dei mercati emergenti a fronte dei progressi sull’inflazione e degli attuali livelli dei tassi reali. Mentre, dopo la recente forza dimostrata, è meglio restare neutrali sul dollaro Usa, con una focalizzazione sul carry nelle operazioni in valuta estera.
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