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La corsa all’intelligenza artificiale e la crescente domanda di infrastrutture energetiche stanno accelerando consolidamento e investimenti nei comparti energy e utilities. Secondo PwC, il private equity sarà tra i principali protagonisti del nuovo ciclo
L’intelligenza artificiale, la crescita dei data center e la nuova centralità della sicurezza energetica stanno ridefinendo le strategie industriali e finanziarie nei comparti energy e utilities. È quanto emerge dall’ultimo report su settore di PwC Italia, secondo cui questa industria attraversa una trasformazione strutturale che sta accelerando operazioni di consolidamento e investimenti infrastrutturali sia a livello globale sia in Italia. Un trend che promette di riservare opportunità che anche per gli investitori, in particolare quelli alternativi.
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Un mercato in crescita
Secondo l’analisi della società di consulenza, il 2025 ha visto il valore globale delle operazioni di M&A nei settori interessati crescere del 27% su base annua e raggiungere così una cifra pari a 564 miliardi di dollari. A sostenere il mercato sono stati soprattutto i mega-deal di importo superiore 5 miliardi, che sono saliti a 20 dagli appena sei dell’anno precedente, in un contesto caratterizzato non solo da forte domanda energetica ma anche da fattori come l’instabilità geopolitica e il crescente fabbisogno infrastrutturale legato allo sviluppo dell’intelligenza artificiale.
Private equity sempre più centrale
Un ruolo di primo piano è stato giocato dal private equity, che ha registrato un incremento del 35% nel valore delle operazioni ed è arrivato a 204 miliardi di dollari. Stando a quanto riporta da PwC, il miglioramento delle condizioni di finanziamento e l’utilizzo crescente del private debt stanno favorendo investimenti in asset complessi e ad alta intensità di capitale. Sempre più diffuse risultano inoltre le partnership tra fondi di categoria, investitori sovrani e operatori industriali per finanziare progetti di lungo periodo legati alla trasformazione energetica o allo sviluppo delle infrastrutture digitali necessarie all’AI. “Stiamo assistendo a un cambiamento strutturale e non semplicemente ciclico”, ha spiegato il partner della società Gianpaolo Chimenti, che ha chiarito come alla transizione energetica si sia affiancato il maggior fabbisogno energetico generato dagli algoritmi e dall’espansione dei data center.
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Italia stabile nei volumi ma più dinamica
Sul fronte italiano, il report evidenzia nel 2025 un mercato M&A sostanzialmente stabile nei volumi ma più dinamico nella composizione delle operazioni. Le transazioni concluse nei comparti EU&R sono state infatti 132 contro le 129 del 2024. La componente corporate si conferma prevalente grazie a un totale di 85 deal, pari al 65%, ma le 47 operazioni concluse segnano un’accelerazione anche per il private equity. Il comparto più attivo resta quello Power & Utilities, che rappresenta circa il 60% delle iniziative con 72 deal complessivi: a trainare il settore sono soprattutto i processi di consolidamento, il secondary trading sugli asset rinnovabili e il crescente interesse per biometano e GNL. Secondo PwC, l’elevata frammentazione del mercato nazionale continua infatti a favorire aggregazioni finalizzate a migliorare l’efficienza operativa e a sfruttare economie di scala, sia nelle utilities tradizionali sia nel mondo delle energie rinnovabili.
Oil & gas e chimica tra consolidamento e selettività
Nel settore Oil & Gas, l’attività M&A è rimasta stabile nei volumi ma orientata soprattutto al consolidamento del downstream e delle infrastrutture energetiche. Le operazioni hanno riguardato principalmente reti carburanti, distribuzione fuel, bunkeraggio e asset energetici strategici. Più dinamico invece il comparto chimico, che ha registrato 31 transazioni. In un contesto segnato da pressione sui margini e volatilità dei costi energetici, gli investitori finanziari si stanno quindi concentrando soprattutto su asset specialistici ad alto potenziale di valorizzazione e consolidamento. Le 18 iniziative concluse nel comparto metals hanno invece riguardato prevalentemente attività downstream di trasformazione e processing, considerate strategiche per garantire continuità delle forniture e maggiore integrazione industriale.
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Outlook 2026 tra AI e rischio geopolitico
Per il 2026 PwC si aspetta un’ulteriore accelerazione dell’attività di consolidamento in Italia, soprattutto su asset infrastrutturali ed energetici considerati strategici. “L’Italia ha le condizioni per affermarsi come hub europeo ad alto potenziale per lo sviluppo delle infrastrutture dedicate ai servizi di AI”, ha osservato Chimenti, sottolineando come l’M&A rappresenti una leva fondamentale per sostenere questa trasformazione. Resta però centrale il tema geopolitico. “L’escalation del conflitto in Medio Oriente potrebbe indurre gli investitori a rivedere priorità allocative e timing di esecuzione”, ha avvertito dalla società Luca Colombo. Poi ha concluso: “Ma i settori i settori energy, utilities e resources potrebbero mostrare una maggiore resilienza grazie alla crescente strategicità delle infrastrutture critiche per la sicurezza degli approvvigionamenti”.
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