Dopo aver dimostrato una notevole resistenza in un anno difficile per i mercati nel 2022, le azioni della transizione energetica hanno vissuto un 2023 complicato. Nel 2024, la direzione di marcia dei titoli azionari legati alla transizione energetica sarà in gran parte determinata dalla misura in cui si attenueranno i complessi venti contrari dello scorso anno, oltre che dalla ripresa degli utili e dall’influenza politica sul settore. Ne parliamo con gli esperti di Schroders.
Cosa ha guidato la recente performance dei titoli azionari della transizione energetica?
Dopo un terzo trimestre molto impegnativo, i titoli azionari della transizione energetica hanno chiuso il 2023 in modo positivo. Il calo dei rendimenti obbligazionari, l’allentamento delle condizioni finanziarie e il flusso di notizie migliori in settori importanti hanno contribuito a rafforzare il sentiment in tutto il comparto. Sebbene la migliore performance di fine anno sia stata certamente apprezzata e abbia evidenziato quanto estremi siano diventati le valutazioni e il sentiment all’interno del settore, rimaniamo cauti sulla volatilità a breve termine, poiché persistono rischi legati sia all’inflazione che ai tassi di interesse. Questo perché non dobbiamo dimenticare che è stato proprio il recente aumento dei rendimenti obbligazionari, dopo il loro brusco calo, a contribuire al difficile inizio anno per le azioni della transizione energetica.
Proviamo a guardare al futuro: cosa trainerà i rendimenti dei titoli azionari della transizione energetica da qui in avanti?
Sebbene i tassi d’interesse e le condizioni monetarie continueranno a svolgere un ruolo cruciale nel 2024, riteniamo che il vero motore del miglioramento dei rendimenti dei titoli del settore sia la crescita degli utili futuri. Lo scorso anno, la consistenza degli utili e il superamento delle aspettative hanno influenzato pesantemente la performance, nonostante l’aumento e la volatilità dei tassi d’interesse. Le nostre previsioni per l’anno in corso indicano un andamento degli utili molto più solido rispetto al 2023. Anche se non possiamo prevedere quando si attenueranno i venti ciclici che hanno colpito il settore, le nostre analisi e i confronti con le società e gli operatori del settore indicano un miglioramento degli utili per tutto il 2024 e nel 2025.
Quali rischi possono esserci per la transizione energetica?
Occorre sicuramente precisare che vediamo ancora aree di rischio, in particolare nell’idrogeno, dove l’attività sta rallentando e in alcune parti delle apparecchiature rinnovabili se continuano le problematiche delle catene di approvvigionamento legate alla situazione nel Mar Rosso. Un altro fattore da tenere sotto controllo è la ripresa degli utili che in alcuni sottosettori potrebbe richiedere tempo, soprattutto se le condizioni macroeconomiche dovessero peggiorare. Tuttavia, dopo un anno di significative svalutazioni, le prospettive per i titoli azionari della transizione energetica appaiono attualmente più favorevoli.
Sappiamo che la politica gioca un ruolo importante nella transizione energetica: come potrebbero risentirne i titoli azionari del settore nel 2024?
Crediamo che l’influenza politica nel 2024 possa essere significativa. Quest’anno è chiamata a votare metà della popolazione mondiale e le elezioni statunitensi di novembre saranno le più importanti per questi titoli, considerando i rischi per il sostegno dell’Inflation Reduction Act (IRA) in caso di forte vittoria repubblicana. Sebbene sia improbabile che il supporto ai settori legati alla transizione energetica venga eliminato nella sua interezza, i principali candidati alla nomination repubblicana hanno parlato della possibilità di cancellare alcuni aspetti di questa politica, rendendo il rischio di una riduzione del supporto una minaccia credibile. Indipendentemente dall’esito finale, ci aspettiamo che i nomi che attualmente beneficiano maggiormente di questa politica sperimentino una certa volatilità con l’avvicinarsi delle elezioni.
Sebbene la debolezza del settore nel corso del 2023 sia stata dolorosa per gli investitori, riteniamo che la flessione dello scorso anno sia stata eccessiva e di breve termine. Pertanto il potenziale a lungo termine delle aziende del settore non è cambiato e le tre forze fondamentali che guidano la transizione energetica – l’economia competitiva, la crescente domanda dei consumatori e il sostegno della politica – torneranno a spingere un mercato che rappresenta il futuro dell’energia e uno dei più grandi strumenti che abbiamo per combattere il cambiamento climatico.
Dal pezzo “How will politics influence energy transition equities in 2024?” di Alex Monk, Portfolio Manager, Global Resource Equities del 14 febbraio 2024. Le opinioni e i pareri contenuti nel presente documento non rappresentano necessariamente la visione aziendale formulata in altre comunicazioni, strategie o comparti di Schroders. Il presente documento ha scopo meramente informativo e non deve essere inteso quale offerta o una sollecitazione ad acquistare o a vendere qualsivoglia tipo di strumento finanziario o titolo o al fine di adottare una determinata strategia di investimento. Le informazioni qui contenute non rappresentano una consulenza, una raccomandazione o materiale di ricerca finalizzato all’investimento e non tengono in considerazione le specificità dei singoli destinatari. Il presente materiale non intende fornire una consulenza contabile, legale o fiscale e non deve essere utilizzato in tal senso. Schroders ritiene attendibili le informazioni qui contenute ma non ne garantisce la completezza o la precisione. Schroders non si assume alcuna responsabilità per fatti o giudizi errati. Nell’assumere le proprie decisioni strategiche e/o sulle singole operazioni finanziarie, gli investitori non devono fare affidamento sulle opinioni e sulle informazioni riportate nel presente documento. I rendimenti passati non sono un indicatore dei risultati futuri, i prezzi delle azioni e l’utile che ne deriva possono sia aumentare che diminuire e gli investitori potrebbero non recuperare l’importo investito in origine. Distribuito da Schroder Investment Management (Europe) S.A., Succursale italiana, Via A. Manzoni 5, 20121 Milano.