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L’Italia si conferma al top in Europa per propensione al risparmio. Ma la pianificazione finanziaria è abitudine di appena uno su otto. E oltre la metà non ha fiducia nella gestione delle proprie finanze. L’indagine N26-YouGov
Gli italiani si confermano campioni europei in fatto di risparmio, ma restano relegati agli ultimi posti quando si tratta di investimenti. Solo uno su sei, infatti, si dice aggiornato sui metodi per incrementare il proprio patrimonio, un dato decisamente inferiore alla media europea del 21%. Inoltre, la pianificazione finanziaria attiva risulta essere un’abitudine scarsamente diffusa: appena uno su otto è solito stabilire obiettivi finanziari concreti, e solo il 9% dispone di un piano dettagliato per raggiungerli, contro una media del 15% degli altri Paesi. A rivelarlo è un’indagine condotta da N26 in collaborazione con YouGov, che ha coinvolto 6.300 persone nel nostro Paese e in Francia, Spagna, Austria e Germania.
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Il 63% degli italiani prova a risparmiare
La survey conferma che le famiglie italiane sono in Europa le più inclini al risparmio. Quanto alle scelte nella ripartizione mensile del budget, l’84% dei nostri connazionali destina la parte più significativa alle spese ordinarie (affitto o mutuo, bollette e generi alimentari), per poi pensare immediatamente ai risparmi, obiettivo indicato dal 63%. Un dato superiore rispetto al 57% registrato dalla media dei Paesi coinvolti nella ricerca e che indica l’esigenza degli italiani di accantonare denaro, soprattutto in un clima di incertezza economica come quello attuale. Non a caso uno su tre ritiene che nel 2024 la propria situazione finanziaria sia peggiorata rispetto all’anno prima. Seguono, come terza scelta nella ripartizione mensile del budget, le spese discrezionali, legate a divertimento, viaggi e svago (61% dei rispondenti). Una peculiarità che ci differenzia dai vicini austriaci e tedeschi, per i quali queste spese rappresentano invece la seconda scelta (per il 60% dei rispondenti in Austria e il 58% dei rispondenti in Germania).
Se quando risparmiano gli italiani riescono a destinarvi una quota più rilevante del proprio budget mensile, l’indagine mostra anche che oltre uno su tre non dispone delle risorse necessarie per poter mettere soldi da parte. Per questo motivo, il nostro risulta essere il Paese con la percentuale più bassa di intervistati che effettivamente accantonano. Un’attitudine che si conferma anche analizzando il tema delle emergenze: solo tre su dieci si dicono finanziariamente preparati ad affrontarle, evidenziando una preparazione economica inferiore rispetto alla media europea.
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Bassa fiducia nella gestione delle finanze
Nonostante l’elevata propensione al risparmio, il grado di fiducia nella gestione delle finanze personali si rivela basso. Solo il 47% è sicuro delle proprie capacità di amministrazione e appena il 33% afferma di avere obiettivi chiari. Questo ci colloca al livello più basso tra i Paesi dell’indagine in termini di fiducia e consapevolezza finanziaria. Di conseguenza, circa la metà degli intervistati sperimenta ansia e stress quando si trova a gestire i propri soldi. Infine, anche se la metà si considera finanziariamente indipendente, meno di un terzo è soddisfatto della propria situazione economica, una percentuale decisamente inferiore rispetto alla media europea (40%) e a quella degli altri Paesi, eccetto la Francia.
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