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Risultati positivi per tutte le forme pensionistiche e tutti i comparti: +2,3% i negoziali, +3% gli aperti e +2,4% i Pip. Aumentano anche iscritti e contributi
Rendimenti, iscritti e contributi in aumento. Dopo un 2022 grigio, il primo trimestre di quest’anno segna la ripresa della previdenza complementare. È quanto emerge dalla relazione Covip, che sul fronte dei guadagni registra il segno più per tutte le tipologie di forme pensionistiche e in tutti i comparti: +2,3% i negoziali, +3% gli aperti e +2,4% i Pip. Numeri che permettono di recuperare parte delle perdite in conto capitale causate l’anno scorso dalle turbolenze sui mercati.
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I rendimenti tornano a salire
Nel dettaglio dei rendimenti, a brillare in modo particolare sono le gestioni con una maggiore esposizione all’equity. I comparti azionari hanno infatti messo a segno guadagni in media del 3,6% nei fondi negoziali, del 4,4% in quelli aperti e del 3,4% nei Pip. Rialzi anche per le linee bilanciate, con ritorni rispettivamente del 2,4% del 3,3% e del 2%. Più contenuti, ma comunque positivi, i risultati di obbligazionari e garantiti.
Il report dell’Authority fa quindi notare che, valutando le performance su orizzonti temporali più coerenti con le finalità del risparmio previdenziale, cioè sommando i primi tre mesi del 2023 al decennio 2013 2022, i rendimenti medi annui composti delle linee a maggiore contenuto azionario si collocano tra il 4,9% e il 5,2% per tutte le tipologie di forme pensionistiche. Per quelle bilanciate vanno invece dall’1,9% dei Pip di ramo III al 2,8% dei fondi negoziali e al 3,1% degli aperti. Viceversa, le linee garantite e quelle obbligazionarie mostrano ritorni medi vicini allo zero o di poco superiori. Nello stesso periodo, la rivalutazione del Tfr è risultata del 2,4%.
Iscritti a quota 9,35 milioni: +1,2%
Passando agli iscritti, a fine marzo le posizioni in essere presso le forme pensionistiche complementari risultano aumentate dell’1,25% su dicembre 2022 (119mila unità) e toccano quota 10,4 milioni. Una cifra, comprensiva anche di chi aderisce contemporaneamente a più forme, che corrisponde a 9,35 milioni di iscritti. Nei fondi negoziali la crescita è invece di 67mila posizioni in più (+1,8%), per un totale di 3,873 milioni. Quasi metà dell’incremento deriva da adesioni contrattuali del settore edile mentre 9mila risultano nel fondo del pubblico impiego per il quale è attivo il meccanismo di adesione, anche tramite silenzio-assenso, per i lavoratori di nuova assunzione.
Iscritti in crescita anche per le forme pensionistiche di mercato, che registrano 29mila posizioni in più nei fondi aperti (+1,6 %) e 18mila in più nei Pip (+0,5%). Alla fine del primo trimestre, il totale delle posizioni attive tali linee era pari a 1,871 milioni e 3,716 milioni.
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In aumento anche contributi e prestazioni
Tra gennaio e marzo 2023, i contributi incassati da fondi negoziali, fondi aperti e Pip sono aumentati del 7,8% su base tendenziale a 3,6 miliardi di euro. La crescita si riscontra in tutte le forme pensionistiche, variando dal 9,2% nei negoziali e negli aperti al 4,7% dei Pip. In crescita anche le risorse destinate alle prestazioni, pari a 211 miliardi dai 205 miliardi di dicembre scorso. L’aumento, precisa la Covip, “è dovuto per circa due terzi al miglioramento dei corsi dei titoli in portafoglio e per il rimanente terzo ai flussi contributivi al netto delle uscite”. Nei fondi negoziali, l’attivo netto è di 63,3 miliardi di euro, in aumento del 3,7% rispetto a dicembre, nei fondi aperti è di 29,4 miliardi (+5%) e nei Pip di 46,5 miliardi (+2,1%).
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