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Gli esperti danno per favorito Biden nella corsa alla Casa Bianca, ma Trump rimane l’opzione preferita dai mercati azionari. In Italia basso rischio di elezioni anticipate
Indecisione: questa la parola chiave che serpeggia fra i massimi esperiti nel settore degli investimenti.
Un sentimento dettato dai prossimi appuntamenti elettorali d’autunno in Italia e negli Stati Uniti che promettono di rimescolare le carte in tavola proprio ora che i mercati sembrano aver trovato un loro equilibrio dopo la crisi della pandemia Covid19.
Nonostante il rimbalzo finora registrato e il sostegno fiscale e monetario senza precedenti fornito fino a oggi, un terzo degli strategist prevede una ripresa a forma di W, prospettando di fatto un’altra fase di flessione.
Covid19 pericolo numero uno, poi guerra commerciale e elezioni
Si tratta di un’idea condivisa dagli esperti di Natixis nello Strategist Outlook 2020 che si concentra su tutti i possibili fattori di rischio sui mercati globali da qui a fine anno. In cima alla lista c’è il timore per una seconda ondata di Covid19, seguito dalle tensioni commerciali Usa-Cina e dalle ormai prossime elezioni presidenziali negli Usa.
Il report sintetizza la view di 36 tra strategist, economisti e gestori di portafoglio di Natixis Investment Managers, di 14 delle sue affiliate e di Natixis Corporate & Investment Banking e, tra i principali risultati, emerge che più dei tre quarti (78%) degli intervistati crede che Biden vincerà le presidenziali.
“Se da un lato vi è un generalizzato consenso sul fatto che la strada della ripresa sarà accidentata, dall’altro non è certo chiara la direzione che i mercati imboccheranno da qua a fine anno. Quello che ci aspettiamo nel percorso di avvicinamento alle presidenziali è una maggiore volatilità di matrice politica e, in maniera non del tutto inaspettata, un vero e proprio dramma elettorale”, spiega Esty Dwek, head of global macro-strategy e solutions per Natixis Investment Managers.
Ma gli investitori rimangono vigili anche sugli sviluppi delle elezioni in Italia, non tanto verso il referendum costituzionale sul ridimensionamento nel numero di parlamentari, quanto verso le regionali che potrebbero decretare un ridimensionamento dell’attuale maggioranza nei governi degli enti locali.
Italia e Usa sotto i riflettori
“I partiti di maggioranza M5S e PD hanno deciso di non correre insieme (tranne che sulla Liguria), il che potrebbe creare delle tensioni tra loro a seconda degli esiti delle elezioni. Inoltre, delle sette regioni in ballo, quattro sono attualmente governati dal centro-sinistra e gli ultimi sondaggi mostrano che i risultati saranno molto vicini”, scrive Credit Suisse nel report Italian politics back in the spotlight.
Quanto al referendum, gli esperti di Credit Suisse pensano sia un evento che presenti rischi limitati e soprattutto che non dovrebbe portare il Paese alle elezioni anticipate. “Se il referendum verrà approvato, i parlamentari saranno meno propensi a spingere per elezioni anticipate poiché il numero di seggi per cui lottare sarà minore rendendo le elezioni più incerte. E in secondo luogo sia PD sia M5S hanno ancora molti incentivi a rimanere in una coalizione; vorranno avere voce in capitolo su come spendere i soldi del Recovery Fund”, scrive la banca d’affari elvetica.
Tornando invece alle elezioni americane sembra che nonostante un orientamento condiviso sulla possibile vittoria di Biden (78%), vi sia preoccupazione fra gli addetti ai lavori su come qualsiasi risultato sarà accolto dal pubblico americano.
La metà degli intervistati da Natixis prevede che i risultati saranno contestati a prescindere e l’altra metà immagina disordini sociali legati all’esito delle urne. La maggioranza dei partecipanti ritiene che un’elezione di Biden possa portare benefici sul fronte del commercio globale (75% degli intervistati) e per tutto quanto ruota intorno al tema del rischio di natura geopolitica (75%), mentre il 61% degli esperti evidenzia tra i lati positivi del partito Democratico il tema dell’economia globale.
Come investire nell’incertezza?
Capire come muoversi è quindi difficile se anche i massimi esperti del settore sono indecisi e hanno una visione eterogena sugli asset di rischio, con circa la metà degli esperti che prevede un sell-off e l’altra metà che crede in un rally dell’azionario fino a dicembre.
Nonostante la fiducia in una vittoria di Biden, più della metà degli strategist (58%) ritiene che la rielezione di Trump rappresenterebbe un esito migliore per i mercati azionari, date le prospettive di minori imposte societarie e una percezione pro-business correlata a Trump. Parlando invece di reddito fisso, gli strategist si concentrano sul ruolo predominante della Fed e sulla convinzione che i tassi saranno ancora più bassi più a lungo, indipendentemente da chi siederà nello Studio Ovale.